Immigrazione: il sindaco di Caltagirone contesta Maroni

CALTAGIRONE 24 Marzo 2011 – “Il governo ha barato. Anziché inviare i richiedenti asilo smistati dai vari centri di accoglienza, al Residence degli Aranci di Mineo manda i migranti sgomberati da Lampedusa. Così la bomba sociale che temevamo si realizza e i problemi per la sicurezza delle nostre comunità e degli stessi ospiti della struttura diventano, purtroppo, una triste realtà. Berlusconi e soci continuano a trattare la Sicilia e il Calatino come luoghi e popolazioni di serie B, a cui si può far tutto pur di preservare i territori dellaPadania. Ma noi non ci rassegnamo: Maroni, che forse sperava di avere a che fare con utili idioti, sappia che è finito il tempo delle sciocchezze. Siamo persone con la schiena dritta, non ci piegheremo a diktat né ci faremo illudere dalle promesse. Non si usi la coperta dell’emergenza per coprire l’ennesimo attentato alla dignità del nostro comprensorio”.

Lo afferma il sindaco di Caltagirone Francesco Pignataro sulla vicenda – immigrati nel cosiddetto “villaggio della solidarietà” di Mineo.

“Non firmeremo nessun protocollo sulla sicurezza – sostiene Pignataro -, perché non ci sono le condizioni per garantirla. Il primo protocollo sulla sicurezza, al di là dei giochi di prestigio, sarebbe quello di mantenere la parola data. E Maroni sta invece palesemente venendo meno a ogni impegno, trattando il nostro territorio con i piedi”.

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