163° Anniversario della carica di Pastrengo

Ricorre oggi il 163° anniversario della carica di Pastrengo, una data che commemora un importante fatto d’arme, nel quale i Carabinieri, con coraggio, abnegazione ed impeto, caricarono le formazioni austriache per proteggere il re: per difendere il massimo simbolo delle istituzioni dell’epoca, fedeli e coerenti al giuramento prestato.
La ricorrenza si inquadra quest’anno nel contesto più ampio e significativo dei festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Un periodo lungo e travagliato, nel quale grazie al sacrificio e al sangue versato da migliaia di patrioti, di italiani, si arrivò ad avere una patria unita e indipendente. Questo percorso inizia il 23 marzo 1848 quando Carlo Alberto, Re di Sardegna, con la dichiarazione di guerra all’impero austro ungarico, determinò l’avvio della prima guerra d’indipendenza.
Ebberò così inizio quella serie di eventi del Risorgimento italiano che nel giro di 13 anni avrebbe portato all’Unità d’Italia. Il Comando dell’esercito piemontese fu assunto da Carlo Alberto. Il Corpo dei Carabinieri mobilitò tre squadroni di guerra, che costituivano la scorta del Sovrano e tre mezzi squadroni, con compiti di polizia militare: complessivamente 434 carabinieri a cavallo, di cui 280 per la sicurezza del Re.
Il 30 aprile 1848 il 2° Corpo dell’Esercito ebbe il compito di attaccare la potente armata austriaca e prendere le alture di Pastrengo, borgo veronese sulla destra dell’Adige, per tagliare le comunicazioni austriache tra Verona e Peschiera.Iniziata l’azione, a causa di un terreno particolarmente difficile e acquitrinoso, non si riuscì a sfondare la linea austriaca. Carlo Alberto, preoccupato del ritardo nell’avanzare, decise di spostarsi verso il centro dello schieramento per meglio seguire le operazioni. Dati gli ordini del caso, anziché ritornare sulla sommità del Colle della Mirandola, il Sovrano proseguì verso la sommità delle colline denominate “le Bionde”, che erano più vicine a Pastrengo.Una decina di Carabinieri, che precedevano il servizio di avanscoperta, vennero colpiti mortalmente da colpi di fucile, evidenziando il pericolo per il Sovrano di un possibile accerchiamento. Il Maggiore Negri di Sanfront, comandante dei tre Squadroni Carabinieri di guerra, rendendosi subito conto della gravità della situazione, ordinò immediatamente la carica. Al grido “Pastrengo” 280 cavalieri, sciabole alla mano, caricarono tre volte gli austriaci. Quest’ultimi, sorpresi dalla carica inattesa, abbandonarono le loro posizioni dopo poche ore, ripiegando su Bussolengo.La sera del 30 aprile Pastrengo venne liberata. Successivamente gli Squadroni Carabinieri di scorta si distinsero nei fatti d’arme presso Verona, sulle alture di Custoza e a Valeggio. Per le prove date nella campagna del 1848, sospesa con il noto armistizio del 9 agosto, alla Bandiera dell’Arma furono concesse 1 medaglia d’argento e 2 di bronzo al Valor Militare.Le celebrazioni sono state aperte ieri a Verona dalla sfilata del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo, che ha reso gli Onori durante la deposizione di una corona d’alloro al Monumento ai Caduti. I cavalieri hanno sfilato per le vie della città, entusiasmando il pubblico presente che ha tributato loro un lunghissimo applauso.La rievocazione storica della carica da parte del Gruppo Squadroni del 4° Reggimento si è svolta, invece, questa mattina alla presenza del Ministro della Difesa On. Ignazio La Russa, del Comandante Generale dell’Arma Leonardo Gallitelli e del Sindaco di Pastrengo Dott. Mario Rizzi. Tante le autorità pervenute, di governo, civili e militari, nonchè il presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Il foltissimo pubblico si è entusiasmato nel vedere come i Carabinieri oggi, in una simbolica carica, continuino a difendere sempre e dovunque la Patria e gli italiani.La manifestazione si concluderà questa sera, a Villafranca (VR), con il celebre Carosello Storico.
30 Aprile 2011
( courtesy www.carabinieri.it )

Posted by on 1 maggio 2011. Filed under Agenda, Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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