Riavviare i negoziati tra Hamas e Fatah: briefing alla Farnesina in vista dell’incontro di Bruxelles. UE in primo piano nelle vicende del Medioriente.

di Antonella Serafini

ROMA 20 Maggio 2011 – Si è presentato alle 12.00 davanti ai giornalisti per il consueto briefing sulla situazione in medio oriente, il portavoce della Farnesina Maurizio Massari. La Sala del Saraceno è stata testimone delle anticipazioni dei temi che il ministro Frattini tratterà al CAE (Consiglio Affari Esteri). I problemi da trattare riguarderanno la Siria, la Libia, lo Yemen, il processo di pace in medio oriente. Il Portavoce della Farnesina ha riferito in merito alla Siria che i ministri discuteranno in merito alla lista da aggiornare sulle persone che sono sottoposte a sanzioni, oltre che la revisione dei progetti di cooperazione europea con Damasco. Occorre innanzitutto fermare le violenze, perchè nonostate i ripetuti avvertimenti la Siria non ha preso alcun provvedimento, continuando a perpetrare violenze su civili, mettendo a rischio accordi e opportunità che si potrebbero avere con l’Italia.

Riguardo la Libia, invece, verrà fatto un resoconto sul punto della situazione, e sul ruolo che l’Unione Europea ha nell’assistenza a breve, medio e lungo termine. Anche per la Libia verrà stilata una lista per singole entità soggette a sanzioni. Massari ha inoltre ricordato che nel regime sono aumentate le defezioni, indebolendo sempre di più il potere di Gheddafi. Ribadito altresì il sostegno al CNT (Consiglio Nazionale di Transizione) con insediamento a Bengasi, da parte dell’Italia. Riguardo lo Yemen verrà siglato l’accordo tra regime e opposizione, partendo dal presupposto che la pacificazione è la precondizione per far ripartire l’economia del paese. Un paese che oltretutto ha uno dei redditi pro capite più bassi tra i paesi del Golfo, per cui è necessario un serio piano di sostegno da parte di tutti. Riguardo il medio oriente, invece, il tema verterà sulla riconciliazione tra Hamas e Fatah, nella speranza di portare a termine il processo di pace. L’Italia infatti è per l’immediato riavvio dei negoziati.   Il Kuwait, primo paese arabo ad avere un rappresentante nella Nato, è stato accreditato come esponente del consiglio di cooperazione del Golfo. Alle domande della stampa su quale fosse la linea presa dall’Italia dopo le esternazione del presidente Usa Barak Obama riguardo il rispetto dei confini del ’67, la risposta categorica è arrivata perentoria: “noi condividiamo le parole di Obama, che riflettono la posizione italiana. Siamo contrari a iniziative unilaterali. E’ importante per il momento la stabilità quanto la democrazia”. Si è un po’ glissato invece sulla risposta da dare a un giornalista che chiedeva chi sarà il primo beneficiario di gas e petrolio libico. Il portavoce della Farnesina ha dichiarato che sarà il nuovo governo libico a decidere la politica economica da usare, frase da cui non è ben chiaro se effettivamente il giovamento della gestione delle risorse andrà in Italia o in Francia, oppure a terzi. Lunedi 23 maggio, a Bruxelles, avremo probabilmente risposte più esaurienti.

 

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