I 197 anni dell’Arma dei Carabinieri: una instancabile passione al servizio dei cittadini

Le note corali dell’Inno di Mameli hanno infiammato gli animi ed i cuori di Piazza di Siena quando, nel tardo pomeriggio di lunedì 6 giugno, ha avuto luogo la cerimonia solenne di celebrazione del 197° Annuale di Fondazione dell’Arma, alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, del Presidente del Consiglio dei Ministri, On.Silvio Berlusconi, e del Ministro della Difesa, On. Avv. Ignazio La Russa, accompagnato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Biagio Abrate, e dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C. A. Leonardo Gallitelli.
I valori del Tricolore ed una instancabile passione per la sicurezza dei cittadini sono stati il consueto e vibrante backstage della cerimonia del 197° Anniversario di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri che, inserita quest’anno nell’ambito delle celebrazioni nazionali per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ha avuto inizio al calar del sole con lo schieramento di tre Reggimenti di formazione rappresentativi di tutte le componenti dell’Arma.

 

Dopo la rassegna dei Reparti da parte del Presidente della Repubblica, si sono susseguiti l’intervento del Ministro della Difesa, la consegna delle “Ricompense” ai Carabinieri maggiormente distintisi nelle attività di servizio e del “Premio Annuale” a cinque Comandanti di Stazione. Dopo il deflusso dei Reparti, lo Storico Carosello Equestre, eseguito dal 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo per rievocare la gloriosa “Carica di Pastrengo” del 1848, ha infiammato ed emozionato la platea numerossima che quest’anno ha toccato il numero di circa 14mila persone.

Gli onori finali al Presidente della Repubblica hanno chiuso la cerimonia che è stata seguita in diretta sui canali RAINEWS e SKY TG24 active, nonché sui siti www.carabinieri.it, www.rai.tv e www.tg1.rai.it.

 
La ricorrenza è tradizionalmente l’occasione per tracciare un bilancio dell’attività dell’Arma nel corso dell’anno precedente. 
Anche nel 2010 l’Istituzione ha conseguito risultati eccellenti nel contrasto ad ogni forma di criminalità. 
Per rispondere adeguatamente alle istanze di sicurezza del cittadino, l’Arma ha, da un lato, ricercato la più ampia collaborazione interistituzionale e, dall’altro, aggiornato compiti, strutture e responsabilità delle proprie articolazioni interne. Sul primo versante ha garantito la propria adesione ai vari “patti per la sicurezza” e “protocolli d’intesa”, valorizzando le iniziative degli enti locali e degli altri attori sociali in materia di risanamento socio/ambientale. Sul secondo fronte non si è limitata a migliorare l’efficienza delle strutture operative, ma ha sviluppato una strategia d’intervento che, superando la mera prevenzione e repressione dei reati, mira a svolgere una funzione di rassicurazione sociale.
 Oggi l’Istituzione è impegnata a mantenere un dialogo costante con le comunità, perché possa innescarsi un circuito virtuoso che generi fiducia e consenso. Le Stazioni Carabinieri restano tra le più concrete e immediate espressioni di questa vicinanza, grazie alla loro capacità di sommare efficacia operativa e sensibilità umana. Gli oltre 4.670 Comandi Stazione e Tenenza, capillarmente diffusi sul territorio nazionale, sanno esprimere efficacemente nella quotidiana azione al servizio dei cittadini una singolare capacità di provvedere al bene comune e assicurano, sul piano del controllo del territorio, tutti i servizi di polizia: dalla prevenzione generale alle indagini.

 I risultati operativi conseguiti da questi reparti testimoniano la loro valenza direttamente operativa. Si tratta, per il 2010, di 3.486.670 pattuglie, 281.327 persone denunciate e 53.888 arresti, di cui 38.275 in flagranza. Di non minore rilievo il numero di denunce ricevute: 1.854.544, vale a dire il 69% di quelle complessivamente presentate a tutte le Forze di polizia.
 La formula di “prossimità” che caratterizza la Stazione trova la sua espressione più moderna nel Carabiniere di quartiere, servizio nel quale sono impegnati 1.620 militari che pattugliano 810 quartieri urbani di tutti i capoluoghi di provincia e di altri 116 maggiori centri. Il loro compito primario rimane quello di ascoltare, suggerire, informare, offrendo una presenza vigile e rassicurante attraverso il contatto quotidiano con la gente, di cui sono un punto di riferimento. Inoltre, con la loro perfetta conoscenza dell’ambiente urbano, i Carabinieri di quartiere sono uno strumento di “prevenzione avanzata”, in “presa diretta” con le effettive necessità degli abitanti. Nel solo 2010 hanno svolto 167.827 servizi preventivi.
Il dispositivo di prevenzione è integrato dalle Compagnie e dai Comandi provinciali che garantiscono la presenza operativa sul territorio nell’arco delle 24 ore attraverso i Nuclei Radiomobili e l’intervento di componenti investigative dedicate.
 La vigilanza attenta e ininterrotta in funzione preventiva e l’elevata prontezza operativa caratterizzano l’impiego delle pattuglie dei Nuclei Radiomobili. Pattuglie che, all’emergenza, garantiscono un efficace strumento di pronto intervento a tutela della sicurezza dei cittadini. I risultati raggiunti nel 2010 ne sono testimonianza: 29.405 arresti in flagranza per furti, rapine, aggressioni e altri reati.
Il coordinamento delle pattuglie è affidato all’elevata professionalità degli operatori delle centrali operative, presso le quali è attestato il nuovo servizio delle chiamate al “112” – individuato quale numero comunitario per la gestione delle emergenze – che consente di localizzare su mappa cartografica le chiamate provenienti dai cittadini bisognosi di soccorso. Tale funzionalità è attualmente gestita in via provvisoria dai Carabinieri anche a favore della Polizia di Stato, dei Vigili del Fuoco e delle strutture di soccorso del “118”.
 Nel complesso, nel 2010 l’Arma ha proiettato sul territorio circa quattro milioni e mezzo di pattuglie e perlustrazioni e ha effettuato quasi sette milioni di interventi in risposta al “112”.

Nel corso dell’anno hanno continuato a operare efficacemente anche le Compagnie d’Intervento Operativo (C.I.O.), che intervengono a supporto dei reparti territoriali per azioni straordinarie di controllo del territorio. In tale ottica, l’impiego delle C.I.O. in varie località del territorio nazionale, circa 117.510 unità nell’anno, ha consentito di garantire una risposta immediata a esigenze emergenti, costituendo il bacino privilegiato della forza di intervento rapido a sostegno dell’azione preventiva e di contrasto dei comandi territoriali alla criminalità comune e organizzata.
 Particolare attenzione è stata rivolta alla sicurezza sulle strade italiane con riguardo soprattutto agli oltre 648.000 Km di viabilità ordinaria urbana ed extraurbana, dove l’Arma, in ragione della propria articolazione territoriale, svolge una rilevante funzione di controllo. La misura dello sforzo esercitato è espressa da più di un milione di violazioni al Codice della Strada contestate dai reparti Carabinieri nel 2010. Parallelamente, sono state avviate campagne di comunicazione e informazione volte a promuovere, soprattutto tra i più giovani, la diffusione della cultura della sicurezza stradale. 
Il potenziamento del controllo del territorio si è avvalso anche delle capacità di 24 Nuclei Cinofili (che complessivamente hanno svolto 7.855 servizi: dall’intervento in caso di calamità naturali, alla ricerca di persone scomparse e di stupefacenti, alla individuazione di ordigni), dei tiratori scelti e degli artificieri antisabotaggio in occasione di grandi eventi, delle 1.523 pattuglie del Reggimento Carabinieri a Cavallo nelle aree verdi urbane e nei boschi, e degli Squadroni Eliportati “Cacciatori” Calabria e Sardegna, estremamente utili in ambienti naturali impervi, come le zone montuose della Sila e della Barbagia. Nel 2010 i “Cacciatori” hanno svolto complessivamente 6.316 servizi, nel corso dei quali sono state tratte in arresto 201 persone.

Anche nei cieli e nelle acque interne l’impegno dell’Arma è stato costante, come testimoniano le oltre 5.898 missioni di volo operative assolte dagli elicotteri dei 15 Nuclei presenti sul territorio nazionale e le 90.858 ore di navigazione delle motovedette in dotazione, dislocate in 88 siti, che hanno consentito, tra l’altro, il soccorso di 214 imbarcazioni e di 1.171 persone in difficoltà.
Di non minore importanza il contributo fornito dai Carabinieri della “montagna” e dai subacquei, i cui interventi hanno per teatro le alte quote, i fondali marini e i corsi d’acqua interni. Nel 2010, sciatori e rocciatori hanno assicurato 20.038 servizi, mentre i subacquei hanno effettuato 751 interventi di soccorso e di polizia giudiziaria.
 Di assoluto rilievo è stato anche l’impegno nel settore dell’ordine pubblico, settore che ha visto – complessivamente – l’impiego di 819.471 unità. I reparti territoriali unitamente ai Reggimenti e ai Battaglioni Carabinieri concorrono a tali servizi nei capoluoghi di provincia per assicurare lo svolgimento delle manifestazioni e degli eventi sportivi, nonché la vigilanza degli obiettivi a rischio. A questi si aggiungono i servizi di ordine pubblico che l’Arma territoriale svolge, in modo esclusivo, nel restante territorio delle province. 
Nell’ambito delle attività di contrasto, più di 379.000 sono state le persone segnalate all’Autorità Giudiziaria e 92.516 quelle arrestate, di cui oltre 65.000 in flagranza di reato.
In particolare, sul versante della lotta alla criminalità organizzata l’Arma ha affinato nel tempo le proprie capacità di risposta nei settori strategici dell’aggressione dei patrimoni illeciti e della cattura dei latitanti, giovandosi degli ulteriori strumenti di intervento introdotti dal legislatore negli ultimi anni e recentemente potenziati dal Piano straordinario contro la mafia varato dal Governo. Ne è derivata, nel corso del 2010, un’azione particolarmente qualificata e incisiva che ha portato all’arresto di 1.131 persone per associazione mafiosa e alla cattura di 3 latitanti inclusi nell'”elenco dei latitanti di massima pericolosità inseriti nel Programma Speciale di Ricerca” e 10 in quello “dei latitanti pericolosi”. L’impegno profuso nel settore ha consentito, inoltre, di sequestrare e confiscare patrimoni illeciti per un valore complessivo di oltre 4 miliardi di euro. Nel contempo, continua incessante l’azione di contrasto alla minaccia terroristica interna e internazionale e cresce significativamente anche la capacità di vigilanza e controllo, con il partecipe coinvolgimento delle altre Forze di polizia, delle Forze armate e delle Agenzie di Informazione.

Si tratta di risultati di assoluto rilevo ottenuti anche grazie a un perfetto raccordo informativo tra il Raggruppamento Operativo Speciale (R.O.S.) e i reparti dell’organizzazione territoriale, tra cui, in particolare, i Nuclei Investigativi che operano a livello provinciale. Il R.O.S., oltre ad aver maturato in questi settori una consolidata esperienza, ha acquisito un’elevata capacità di analisi delle informazioni ed è, pertanto, in grado di predisporre, conseguentemente, i più idonei strumenti di lotta.
 Proprio per migliorare le capacità del personale impegnato in prima linea nella lotta alla criminalità, l’Arma si avvale dell’Istituto Superiore di Tecniche Investigative (I.S.T.I.) dove vengono svolti corsi di approfondimento sulle tecniche d’indagine, esaltando il valore aggiunto derivante dal connubio tra le capacità dell'”uomo investigatore” e le potenzialità offerte dalle più avanzate tecnologie applicate al settore investigativo. Tra le materie oggetto d’insegnamento è stato inserito un modulo di tecniche di negoziazione operativa, per applicare anche all’ambito della lotta al crimine quella proverbiale capacità di dialogo e di mediazione, connaturata al Carabiniere, che talvolta è indispensabile per impedire la consumazione di gravi reati. 
Il compito di assicurare agli investigatori tradizionali il massimo contributo da parte delle scienze forensi è assegnato invece agli specialisti del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (Ra.C.I.S.), dei 4 Reparti Investigazioni Scientifiche (R.I.S.) – Roma, Parma, Messina e Cagliari – e delle Sezioni Investigazioni Scientifiche (S.I.S.), inquadrate nei principali Comandi provinciali, che, nel 2010, hanno portato a termine, complessivamente, 18.033 accertamenti. 
La capacità di reazione contro tutti i fenomeni criminali si arricchisce dei risultati delle attività condotte dai comandi carabinieri specializzati, istituiti per difendere interessi collettivi direttamente riconducibili alla qualità della vita. Particolarmente intenso è stato l’impegno dei Carabinieri nel contrasto al lavoro irregolare, con riguardo soprattutto all’impiego di manodopera clandestina in agricoltura e in edilizia. In tale quadro, il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro e i reparti della linea territoriale hanno partecipato attivamente alla campagna straordinaria, disposta dall’Autorità di Governo a seguito dei fatti di Rosarno (RC), nelle Regioni meridionali, che si è protratta per tutto il 2010. Tale iniziativa si inquadra nella più ampia attività condotta dal Reparto a livello nazionale che, nel 2010, ha eseguito 22.221 ispezioni, 205 arresti e 11.346 denunce.
Nell’altrettanto delicato comparto della contraffazione alimentare e dei farmaci, il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute ha effettuato oltre 57.000 ispezioni, rilevando circa 35.000 irregolarità e arrestando 207 persone.

Di assoluto rilievo anche l’attività del Comando per la Tutela dell’Ambiente che, nel corso del 2010, ha eseguito 3.642 controlli, 110 arresti e 2.420 deferimenti. 
Nel settore della protezione delle opere d’arte il Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale ha, come di consueto, svolto un ruolo da protagonista. Grazie anche alla consolidata esperienza internazionale questo reparto ha recuperato oltre 83.000 pezzi trafugati.
Nel campo della prevenzione e contrasto al falso nummario il Comando Carabinieri Antifalsificazione Monetaria ha eseguito 625 arresti e deferito 546 persone, sequestrando, tra l’altro, banconote falsificate per un valore nominale di oltre 4,5 milioni di euro e valori bollati/francobolli contraffatti per oltre 20 milioni di euro.
Il Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, che persegue i diversi tipi di truffa ai danni dell’Unione europea nel settore agroalimentare, ha deferito 374 persone e verificato contributi comunitari per oltre 21,2 milioni di euro.
L’attività dell’Arma si è proiettata anche oltre i confini nazionali. Nel 2010 sono stati impegnati 1.550 carabinieri in operazioni di sostegno della pace, dall’Iraq alla Bosnia, dal Kosovo alla Cisgiordania, dall’Afghanistan al Libano, fino alla Georgia, a Cipro e al Congo, oltre naturalmente ai 473 carabinieri impiegati per tutelare le 127 sedi diplomatiche italiane nel mondo.
Anche nel 2010 l’Arma ha pagato un alto tributo di sangue: 3 sono stati i carabinieri caduti in servizio e 605 quelli feriti.

 

Posted by on 8 giugno 2011. Filed under Copertina, Magazine. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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