Ricordati i carabinieri D’Aleo e Sciotti

ROMA 14 Giugno 2011 – – Si sono svolte ieri mattina le cerimonie commemorative in occasione del 28° anniversario della scomparsa del Capitano dei Carabinieri Mario D’Aleo, ucciso dalla mafia, in via Cristofaro Scobar, a Palermo il 13 giugno del 1983 e del 9° anniversario dell’uccisione del Vice Brigadiere Sandro Sciotti che trovò la morte il 13 giugno 2002,  nel corso di una rapina in piazza Palmiro Togliatti a Santa Maria delle Mole.

Per ricordare il Capitano Mario D’Aleo è stata prima celebrata una messa presso la Chiesa di Ognissanti di via Appia Nuova, a Roma, dove lo stesso Ufficiale da bambino era stato chierichetto. Dopo gli onori militari, tre corone di alloro sono state deposte, a nome dell’Arma dei Carabinieri, della Provincia e del Sindaco di Roma, ai piedi della lapide che ricorda il tragico evento, sempre a Roma in via Imera, 3 dove il Capitano D’Aleo nacque e abitò con la famiglia prima di arruolarsi. Erano presenti alla cerimonia il  Comandante della Legione Carabinieri “Lazio”, Generale Ilio Ciceri, il Comandante Provinciale di Roma, Colonnello Maurizio Mezzavilla, il Questore di Roma, Francesco Tagliente, l’On. Sabatino Leonetti, vice presidente del Consiglio Provinciale, l’On. Giorgio Ciardi, delegato per la sicurezza del comune di Roma, i parenti dell’Ufficiale caduto e i suoi colleghi del 155° corso dell’Accademia Militare, appartenenti all’Arma dei Carabinieri e all’Esercito.

Anche a Santa Maria delle Mole, per il Vice Brigadiere Sciotti, dopo gli onori militari, una corona di alloro è stata deposta, a nome dell’Arma dei Carabinieri, ai piedi della stele in piazzale Palmiro Togliatti, che ricorda il tragico evento, dal Comandante Provinciale di Roma, Colonnello Maurizio Mezzavilla. Erano presenti inoltre la vedova del Vice Brigadiere, la signora Claudia  Sebastianelli, con il figlio Dario, il Questore di Roma, Francesco Tagliente, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Generale  Ignazio Gibilaro e il Sindaco del comune di Marino, Adriano Palozzi. Presenti inoltre tanti conoscenti e Carabinieri in congedo delle varie sezioni dell’Associazione Nazionale Carabinieri della zona.

Il Capitano Mario D’Aleo, 29enne, Comandante della Compagnia Carabinieri di Monreale venne assassinato il 13 giugno del 1983 da killer di “Cosa Nostra” a bordo di due moto, sotto la sua abitazione, mentre l’Appuntato Giuseppe Bommarito ed il Carabiniere Pietro Morici, che erano con lui, furono uccisi in macchina, a poca distanza dal portone.

L’Ufficiale animato da senso del dovere ed attaccamento alle istituzioni, aveva sostituito il Capitano Emanuele Basile, ucciso tre anni prima sotto gli occhi della moglie e della figlia. Da lui aveva ereditato le indagini sui traffici illeciti gestiti dai clan di San Giuseppe Jato, Altofonte e Monreale. La Mafia, uccidendo il Capitano D’Aleo, intendeva fermare l’azione dello Stato.

Il Vice Brigadiere Sandro Sciotti nato a Cesena il 28 maggio del 1962, era nell’Arma dei Carabinieri da 23 anni.

Il 13 giugno del 2002, alle ore 16.15 circa, in Marino (RM), località Santa Maria delle Mole, tre individui, di cui due armati di pistola, perpetrarono una rapina di 500 Euro alla sede della Banca Popolare del Lazio, ubicata nella piazza Palmiro Togliatti. Contestualmente all’evento criminoso, giunsero sul posto, a bordo di un’autovettura di servizio, per effettuare degli accertamenti bancari delegati dall’Autorità Giudiziaria, il Vice Brigadiere Sandro SCIOTTI ed un altro collega, effettivi alla Stazione Carabinieri di zona, i quali, accortisi di quanto stava avvenendo, prontamente decidevano di intervenire. In quei frangenti, mentre il collega si preoccupava di allertare, via radio, la Centrale Operativa del Comando Compagnia, il  Vice Brigadiere SCIOTTI, bloccava il terzo malvivente che attendeva i due complici all’esterno dell’istituto. L’uscita improvvisa dalla sede della banca degli altri due malfattori, entrambi armati, generò un conflitto a fuoco nel corso del quale il Brigadiere rimase ferito mortalmente. Per quanto sopra il militare è stato insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare con la seguente motivazione:

“VICE BRIGADIERE SANDRO SCIOTTI, MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE.

AVVEDUTOSI DI UNA RAPINA IN CORSO PRESSO ISTITUTO DI CREDITO, CON ESEMPLARE ARDIMENTO E CONSAPEVOLE SPREZZO DEL PERICOLO, NON ESITAVA AD AFFRONTARE UNO DEI MALFATTORI, APPOSTATO ALL’ESTERNO DELLA BANCA, BLOCCANDOLO A TERRA. FATTO SEGNO DA COLPI D’ARMA DA FUOCO ESPLOSI DAI DUE COMPLICI, BENCHE’ COLPITO IN PIU’ PARTI DEL CORPO, CON ECCEZIONALE CORAGGIO E NON COMUNE DETERMINAZIONE, REPLICAVA CON L’ARMA IN DOTAZIONE ACCASCIANDOSI, POI, ESANIME AL SUOLO. FULGIDO ESEMPIO DI ELETTE VIRTU’ MILITARI ED ALTISSIMO SENSO DEL DOVERE, SPINTO FINO ALL’ESTREMO SACRIFICIO”.

Santa Maria delle Mole (Roma), 13 giugno 2002.

 

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