Bruxelles: verso nuovi scenari per il comparto del latte

“Stabilizzare il mercato del latte e definire regole trasparenti per il settore.” Lo ha dichiarato, il 27 giugno scorso, l’eurodeputato del Giovanni La Via (PPE) al termine dell’approvazione in commissione agricoltura del Parlamento europeo (ComAgri) del report sul regolamento relativo ai rapporti contrattuali nel comparto lattiero-caseario.

I deputati hanno così adottato la loro posizione sulle relazioni contrattuali nella supply chain, il potere contrattuale dei produttori e il ruolo delle organizzazioni di produttori.

Al fine di garantire condizioni eque, la ComAgri ritiene che i produttori dovrebberoessere in grado di concludere contratti di fornitura con i trasformatori, in particolare sui prezzi del latte crudo e con le organizzazioni di produttori nella qualità di intermediari.Tutte le consegne da un produttore ad un trasformatore devono essere oggetto di un contratto scritto.

“In contrasto con la proposta della Commissione – prosegue l’On. Giovanni La Via – vogliamo rendere obbligatoria la conclusione dei contratti e fare in modo che le parti contraenti si accordino sul prezzo del latte per un periodo minimo di un anno.”

La ComAgri ha, inoltre, approvato un emendamento affermando che qualsiasi trasferimento di latte a scapito di una zona svantaggiata dovrà essere autorizzato da organizzazioni interprofessionali, e che, al fine di monitorare i volumi produttivi, i quantitativi di latte crudo e i prezzi medi pagati dovranno essere segnalati mensilmente da parte del primo acquirente.

“Abbiamo scelto – prosegue La Via – di valutare l’ipotesi di creare un’agenzia di vigilanza del mercato incaricato di raccogliere e diffondere i vari dati relativi alla produzione e fornitura al fine di fornire un pronto allarme in caso di un eventuale squilibrio del mercato.”

Infine – ha concluso Giovanni La Via – abbiamo pensato anche all’olio d’oliva attraverso un emendamento che impegna la Commissione europea a considerare la possibilità di intervenire contro la crisi del comparto oleicolo  potenziando il  ruolo delle organizzazioni di produttori (OP). “

 

Posted by on 29 giugno 2011. Filed under Esteri, News. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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