Forconi e contadini…. l’Editoriale

Oggi scrivo da giornalista e non solo da siciliana. Questo e’ l’ultimo giorno di una settimana di sciopero dei camionisti, degli agricoltori e dei pescatori dell’Isola.
Forse per la prima volta nella storia della Trinacria dopo i Fatti di Avola del ’68, la gente, il popolo, i siciliani, si sono schierati fianco a fianco degli scioperanti, condividendone gioie, dolori, e accuse di mafiosita’.
Mia nonna mi diceva sempre “u saziu nun criri o riunu”, dentro quella saggezza popolana di chi sapeva cosa vuol dire non sapere cosa dare a mangiare ai propri figli.

Lo dicevano anche gli Indiani d’America che “prima di giudicare il tuo fratello prova a camminare nei suoi mocassini”.

Tuttavia, una levata di scudi contro questo sciopero si e’ alzata da quelle parti politiche che, per scelta e per vocazione, nella storia si sono sempre schierati con il popolo: la cosiddetta sinistra italiana. Che, così’ facendo, ha dato prova inequivocabile di aver preso le distanze dalla propria vocazione ( semmai ce ne fosse stato bisogno, dato che si era capito già’ da tempo).

E qui giù ad accusare legami col fascismo, infiltrazioni mafiose, manipolazioni quasi genetiche di questo sciopero.

Dimenticando cosi’ che i pericoli di infiltrazioni mafiose sono alte anche tra le loro fila, dimenticando che in Sicilia il PD è al fianco di Lombardo, dimenticando che nei loro scioperi le ronde intimidatorie ci sono sempre state, e dimenticandosi che la gente va ascoltata senza i paraocchi tipici dei salotti buoni dell’intellighenzia con la puzza sotto il naso.

E dimenticando che i Siciliani alla mafia si sono ribellati e con forza e pagando anche con la vita!

Noi non siamo stupidi! Ma siamo arrabbiati. E se la politica non sa dare risposte adeguate ai problemi di un popolo, allora chi la rappresenta e’ bene che cambi mestiere… magari andando a lavorare la terra con quei forconi additati come volgari ed ignoranti.

Noi Siciliani continueremo la nostra battaglia contro le ingiustizie che da sempre ci hanno attanagliato e che ora gravano sul futuro degli Italiani tutti!

Un consiglio agli studenti: non bruciate il Tricolore! Esso rappresenta quell’orgoglio e quei valori indentitari per cui i nostri padri sono morti.

Siciliani orgogliosi e Italiani: sempre! ( cm )

Posted by on 20 gennaio 2012. Filed under Editoriali, Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Lascia un commento