Parità linguistica: interviene la Corte di Giustizia UE.

ROMA 27 Novembre 2012 – “Una sentenza che l’ Italia accoglie con grandissima soddisfazione”. E’ il commento del titolare della Farnesina, Giulio Terzi, alla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, pubblicata oggi, che ha stabilito che la pubblicazione in tre lingue (inglese, francese e tedesco) dei bandi di concorso dell’ Unione e l’obbligo di sostenere le prove di selezione in una di quelle tre lingue costituiscono una “discriminazione”.

“Si tratta di una pronuncia di fondamentale importanza – prosegue Terzi – poiché dimostra che la determinazione con la quale, da parte italiana, si è difeso il principio di non discriminazione linguistica in seno all’ Unione Europea, non è un nostro arbitrio nazionalistico, ma, come abbiamo sempre sostenuto, è un elemento sostanziale per la stessa ragion d’essere dell’ Unione, e per la sua legittimità istituzionale”. E’ sulla base di questo stesso convincimento – si sottolinea alla Farnesina – che il Ministro Terzi si è fortemente impegnato nelle scorse settimane affinché venisse assicurato il pieno interpretariato in italiano in tutti i Gruppi di Lavoro del Consiglio dell’ UE.

“L’Unione Europea – afferma il Ministro Terzi – non è assimilabile a una qualsiasi Organizzazione Internazionale, ma rappresenta un livello di Governo condiviso da 27 Stati membri, le cui norme producono effetti diretti su mezzo miliardo di persone”.

“In un momento -sostiene il capo della diplomazia italiana – in cui l’ Unione Europea è impegnata a ribadire con sempre maggiore forza, e con una nuova visione di prospettiva, le radici della sua legittimità, il tema della pari dignità linguistica acquisisce un rilievo assolutamente centrale. E questa sentenza – conclude Terzi – costituisce un grande riconoscimento della linea che l’Italia ha da sempre sostenuto, con il pieno sostegno di tutte le forze parlamentari”.

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