La Coalizione sostiene l’opposizione siriana: i nuovi passi del meeting romano

ROMA 28 Febbraio 2013 – Il Ministro degli Affari Esteri Giulio Terzi ha presieduto oggi una riunione a sostegno della Coalizione Nazionale dell’opposizione siriana cui hanno partecipato oltre a Ministri degli esteri USA, di paesi arabi ed europei, una delegazione della Coalizione guidata dal suo Presidente Moaz al Khatib.

Nel corso della riunione Al Khatib ha fornito un aggiornamento sui più recenti sviluppi della situazione sul terreno, denunciando le sofferenze patite dal popolo siriano in ragione della crescente radicalizzazione del conflitto e dei crimini commessi dalle forze del regime e dalle milizie ad esse affiliate, inclusi i bombardamenti indiscriminati e l’uso di missili scud contro obiettivi civili ad Aleppo e Raqqah. Al Khatib ha posto l’accento sul numero crescente di rifugiati e di sfollati in condizioni disperate e ha rinnovato alla comunità internazionale la sua forte esortazione affinché venga messo fine al bagno di sangue. Il leader della Coalizione ha inoltre energicamente condannato ogni atto di terrorismo che ha come obiettivo la popolazione civile.

«Nei giorni scorsi John Kerry ha dichiarato che questa riunione sarebbe servita a prendere decisioni concrete. E un appello alla concretezza e all’urgenza è venuto anche da parte di Moaz al Khatib – ha detto il Ministro degli Esteri Giulio Terzi – e la consapevolezza del drammatico senso di urgenza e la necessità di muoversi con passi concreti hanno ispirato l’azione condotta dall’Italia in tutti i fora in cui si discute della gravissima crisi siriana. E’ in ciò che trova i suoi presupposti la riunione di Roma. Con questo spirito ho accolto immediatamente la richiesta del Segretario di Stato di riunire i paesi maggiormente impegnati nella crisi per un incontro operativo allargato alla Coalizione delle Forze di Opposizione Siriane, che consideriamo l’unico legittimo rappresentante del popolo siriano. Ringrazio tutti i colleghi che sono qui oggi».

 I Ministri hanno manifestato sgomento per le terribili condizioni in cui versa la popolazione siriana, sottoposta alla costante minaccia dovuta all’inaudito livello di violenza: il regime deve immediatamente fermare i bombardamenti indiscriminati contro le aree urbane, i quali costituiscono crimini contro l’Umanità e non potranno restare impuniti. I Ministri hanno inoltre fortemente stigmatizzato il flusso continuo di armamenti a favore del regime assicurato da paesi terzi. Hanno inoltre manifestato solidarietà ai paesi confinanti della Siria sottoposti ad una forte pressione a causa del massiccio arrivo di rifugiati, impegnandosi a sostenerli e a salvaguardarne la stabilità.

«Le sofferenze del popolo siriano ci impongono il dovere di andare oltre gli sforzi che abbiamo compiuto sino ad ora e moltiplicare il nostro impegno per giungere ad un effettivo punto di svolta della crisi. 70.000 morti sono un peso atroce sulla coscienza della comunità internazionale. Non possiamo tollerare che la carneficina continui. Non possiamo accettare che proseguano i bombardamenti, i massacri, le detenzioni illegali. Assad sta perpetrando veri e propri crimini contro l’umanità, che mettono a rischio l’esistenza stessa di un intero popolo – ha continuato il ministro Terzi – ed in questa occasione consentitemi di rivendicare quanto sin qui fatto dal mio Paese in questi mesi anche insieme ai nostri principali partners, in Europa e con le Nazioni Unite. Abbiamo agito sul piano umanitario, per alleviare le sofferenze dei due milioni di sfollati interni e dei 900.000 rifugiati, stanziando 30 milioni di euro, ed aiutando i Paesi vicini a sopportare le conseguenze del conflitto. Sul piano politico abbiamo sostenuto le varie componenti dell’opposizione nella ricerca di una leadership e di un programma d’azione unitari, per costruire una forte, convincente alternativa alla dittatura».

Fermamente decisi ad agire, i Ministri hanno promesso un maggiore sostegno politico e materiale alla Coalizione, unico legittimo rappresentante del popolo siriano, e di fornire un’assistenza più mirata all’interno della Siria e un aiuto immediato ai Consigli Locali e all’Unità di Coordinamento dell’Assistenza. Essi hanno sottolineato l’obiettivo primario di favorire un mutamento dei rapporti di forza sul terreno. In quest’ottica, hanno passato in rassegna i programmi di assistenza presenti e futuri che saranno più strettamente coordinati per sostenere il Comando Militare Supremo del Libero Esercito Siriano a protezione del popolo siriano e per rafforzare le sue capacità di auto-difesa. L’assistenza sarà anche diretta alla Coalizione per sostenere il suo ruolo nella costruzione di un sistema democratico basato sull’eguaglianza di tutti i cittadini, senza distinzioni etniche, di genere, religiose e di orientamento politico. I Ministri hanno sottolineato l’esigenza imprescindibile di salvaguardare l’unità e l’integrità territoriale della Siria.

«La riunione di Roma è un passo in avanti, anzitutto con l’impegno che assumiamo di garantire maggiore sostegno non solo politico e umanitario che restano fondamentali, ma anche materiale, alla Coalizione. Questo sostegno rafforzato deve poter essere percepito direttamente sul territorio siriano, attraverso ad esempio l’appoggio ai Consigli Locali nelle aree liberate all’interno della Siria – ha affermato Terzi – i paesi riuniti qui hanno inoltre deciso un maggiore coordinamento delle rispettive azioni al fine di dotare la Coalizione degli strumenti necessari per difendersi e cambiare a suo favore i rapporti di forza sul terreno.

«Dal canto suo l’amico sceicco Khatib ci ha appena dato indicazioni incoraggianti sul lavoro che sta svolgendo per consentire all’Opposizione di svolgere sino in fondo il ruolo fondamentale che le spetta per costruire una nuova Siria democratica, basata sul pieno rispetto dei diritti fondamentali della persona. Ci ha anche confermato che siamo alla vigilia della formazione di un organo esecutivo provvisorio, che dovrebbe operare all’interno del territorio siriano e con il quale contiamo lavorare».

I Ministri hanno manifestato apprezzamento per gli sforzi sin qui profusi dalla Coalizione per mettere a punto le proprie strutture operative interne per rispondere in maniera efficace alle crescenti sfide umanitarie, politiche, diplomatiche che si prospettano per il futuro. Allo stesso tempo, hanno incoraggiato la Coalizione a intensificare i propri sforzi per includere tutte le comunità costituenti della società siriana.

La delegazione della Coalizione ha aggiornato sul processo di graduale istituzione delle proprie strutture interne e ha reso nota l’imminente nomina del capo del governo provvisorio che sarà chiamato ad operare in territorio siriano.

I Ministri hanno inoltre ricevuto un aggiornamento circa i parametri dell’iniziativa politica che è stata recentemente avviata dalla Coalizione. Essi hanno esortato il regime a cogliere questa opportunità e ad accettare le condizioni appropriate che permetterebbero l’avvio di tale processo, inclusa la questione dell’allontanamento del Presidente Assad, la fine dei massacri e la liberazione dell’enorme numero di prigionieri detenuti dal regime in condizioni spaventose. La possibilità di instaurare corridoi umanitari è stata tenuta in considerazione. La finestra di opportunità per l’avvio dei negoziati non può essere usata dal regime per guadagnare tempo.

I Ministri hanno esortato i principali attori internazionali e regionali ad agire responsabilmente e a cogliere questa occasione per creare condizioni favorevoli ad una soluzione negoziata, con obiettivi chiari, in linea con le finalità stabilite dalla roadmap di Ginevra, recentemente richiamate dall’Inviato Speciale UN/LA Brahimi di cui essi apprezzano e sostengono pienamente gli sforzi.

I Ministri hanno deciso di proseguire la riflessione circa le modalità per accrescere il loro sostegno alla Coalizione attraverso costanti contatti a livello di alti funzionari e di incontrarsi con continuità ove necessario.

«Vorrei chiudere con un monito al regime di Damasco – ha, infine, sottolineato il Ministro Terzi – cessi immediatamente le violenze, liberi i prigionieri politici, ed apra in tal modo la prospettiva concreta di una Siria democratica e pluralista con l’uscita di scena di Assad. Il popolo siriano ha il diritto di tornare a decidere liberamente del proprio destino e di imboccare un cammino di pace e sviluppo. E al popolo siriano il messaggio da Roma è che tutti i Paesi più impegnati a fianco della Coalizione, non lo lasceranno solo».

Posted by on 28 febbraio 2013. Filed under Copertina, Magazine. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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