Situazione in Libia: domani a Tripoli si tenta una mediazione tra le parti.

UNSMIL, la missione ONU di supporto in Libia, ha chiesto alle fazioni libiche interessate ai violenti scontri di questi giorni a Tripoli un incontro allargato domani martedì a mezzogiorno.
“Sulla base delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza e dell’offerta del Segretario generale delle Nazioni Unite di mediare tra le varie parti libiche e di rispondere alle richieste delle varie parti, compreso il governo di accordo nazionale riconosciuto a livello internazionale, di tenere un dialogo urgente sull’attuale situazione della sicurezza a Tripoli – si legge nell’ultimo comunicato della missione ONU – UNSMIL invita le varie parti interessate a un incontro allargato il martedì a mezzogiorno in un luogo che sarà annunciato in seguito”.
Mentre gli scontri tra milizie armate proseguono nella capitale della Libia orientale, il ministero della Salute libico parla di un bilancio di 47 morti e 129 feriti in 8 giorni.
Nella giornata di domenica 1 settembre, i governi di Francia, Italia, Regno Unito e Stati Uniti in un comunicato congiunto hanno condannato fermamente la continua escalation di violenza a Tripoli e nei suoi dintorni, che ha causato molte vittime e che continua a mettere in pericolo la vita di civili innocenti.
“Ribadiamo che il Diritto Internazionale Umanitario vieta di colpire la popolazione civile e di sferrare attacchi indiscriminati – si legge nel comunicato – questi tentativi di indebolire le legittime autorità libiche e ostacolare il corso del processo politico sono inaccettabili. Esortiamo tutti i gruppi armati a cessare immediatamente ogni azione militare e avvertiamo coloro che compromettono la sicurezza a Tripoli o altrove in Libia, che saranno ritenuti responsabili di tali azioni”.
Nello stesso, i governi di Francia, Italia, Regno Unito e Stati Uniti hanno riaffermiato il “forte e costante sostegno al piano d’azione delle Nazioni Unite, come ricordato dal Presidente del Consiglio di Sicurezza il 6 giugno e dal Rappresentante Speciale delle Nazioni Unite Ghassan Salamé il 16 luglio”.
“Invitiamo tutte le parti ad astenersi da qualsiasi azione che possa mettere in pericolo il quadro politico stabilito con la mediazione dell’ONU, e pienamente sostenuto dalla comunità internazionale” – conclude il comunicato.
Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, nella stessa giornata del 1 settembre, ha condannato la “continua escalation di violenza all’interno e attorno alla capitale della Libia e, in particolare, l’uso da parte di gruppi armati di bombardamenti indiscriminati che portano alla morte e al ferimento di civili, compresi i bambini”.

Il Segretario Generale ha, inoltre, espresso le sue più sentite condoglianze a coloro che hanno perso i propri cari.

 

Il Segretario Generale ricorda a tutte le parti che l’uso indiscriminato della forza è una violazione del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani. Esorta tutte le parti a concedere aiuti umanitari a chi ne ha bisogno, in particolare a coloro che sono intrappolati dai combattimenti.

Guterres ha invitato tutte le parti a cessare immediatamente le ostilità e ad attenersi all’accordo di cessate il fuoco mediato dalle Nazioni Unite e dai comitati di riconciliazione: “Il suo rappresentante speciale Ghassan Salame continuerà a offrire buoni uffici e collaborerà con tutte le parti per raggiungere un accordo politico duraturo accettabile per tutti per evitare ulteriori perdite di vite e per il bene del popolo libico”.

Nonostante il proseguimento degli attacchi, l’Ambasciata Italiana a Tripoli rimane aperta, come si legge in un tweet, per continuare “a sostenere l’amata gente di #Tripoli in questa difficile congiuntura”.

E, nel frattempo, anche Facebook ha subito uno shutdown, in Libia. Reports della capitale libica hanno confermato che Facebook è stato bloccato dalla società di telecomunicazioni e telecomunicazioni libiche (LTT), che è il provider internet della Libia. Il portavoce della LTT Mourad Bilal ha dichiarato ai media locali che Facebook è andato giù a causa di una disfunzione nei servizi di provider di cavi internazionali, ed ha aggiunto che i lavori di riparazione sono in corso.

 

Nel frattempo, nella capitale libica continuano a scoppiare combattimenti tra due gruppi armati in guerra che si contendono il controllo nella capitale, e di poche ore fa la notizia di una sparatoria dentro la sede del governo di Al Sarraj a Tripoli. L’emittente 218tv parla di “feriti tra le guardie”.

Ma nei tweet dell’ultim’ora da Tripoli si legge che le forze di sicurezza governative stanno avanzando a Wadi Al Rabea riuscendo a respingere le milizie ribelli a Qasr Bin Ghashir.

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Posted by on 3 settembre 2018. Filed under Esteri, Libia, Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.