Sardegna: test al PISQ con campionessa paracadutismo skydiving

La discesa da 4000 metri ripresa eccezionalmente dalle telecamere ad altissima definizione del Poligono Interforze in Sardegna

Il Poligono Interforze di Salto di Quirra, in Sardegna, ha ospitato lo scorso 5 settembre una sperimentazione molto particolare che ha avuto come protagonista l’unica donna al mondo che pratica attualmente a livello agonistico la specialità di paracadutismo ‘ Speed Skydiving‘, lo sport non motorizzato più veloce al mondo.

Mascia Ferri, romana, ha iniziato a praticare il paracadutismo sportivo a 19 anni, ma prima di incontrare sulla propria strada lo skydiving ha trovato il tempo di conseguire due lauree, due dottorati di ricerca e un master, pubblicare libri e girare il mondo per presentare le sue ricerche nei più importanti congressi internazionali di sociologia. Dopo i primi record inizia a viaggiare anche con il paracadute; nel 2018 ha aperto la stagione in Portogallo con un nuovo e più veloce record, 387,04 chilometri orari, diventando di fatto la donna più veloce del mondo nella disciplina.

La Speed Skydiving, come detto, ha come obiettivo proprio quello di mettere alla prova i propri limiti e raggiungere la velocità media massima possibile, in una posizione stabile ed aerodinamica, nel chilometro di discesa compreso tra i 2.700 ed i 1.700 metri. Due strumenti posti ai lati della sacca del paracadute rilevano le velocità medie e poi di queste si calcola un’ulteriore media. Il PISQ ha messo eccezionalmente a disposizione alcuni dei sofisticati apparati in dotazione, delle speciali telecamere ad altissima definizione normalmente utilizzate per attività di test in ambito militare, quali ad esempio studi balistici su missili e razzi spaziali. Si tratta delle stesse telecamere che hanno permesso di filmare e monitorare le ultime fasi del rientro della navicella spaziale cinese Tiangong-1, che lo scorso aprile rischiò di precipitare sul territorio nazionale. Il progetto si inquadra nell’ambito del protocollo d’intesa recentemente siglato tra il Ministero della Difesa e il Distretto Aero-spaziale della Sardegna (DASS) per lo svolgimento di attività di studio, sviluppo e sperimentazione in campo spaziale ed aerospaziale di tipo civile.

“Questa sperimentazione – ha affermato il Generale di Brigata Aerea Giorgio Russo, Comandante del PISQ –  esalta il ruolo duale del Poligono ed in generale della Difesa, ovvero la capacità di operare nello stesso tempo a vantaggio sia del settore militare, sia di quello civile. Il progetto realizzato con Aerospazio 3D, una start up di ricerca facente parte del DASS, rinnova lo spirito originario che nel 1956 portò alla fondazione del Poligono stesso, per inserire l’Italia nella corsa allo Spazio che in quegli anni fecero di Perdasdefogu la culla della ricerca aero-spaziale italiana”.

Dallo studio dei dati raccolti ieri durante il lancio attraverso degli speciali marker applicati in varie parti del corpo dell’atleta, sarà possibile analizzare la postura durante la discesa ed identificare i parametri bio-meccanici rilevanti nella prestazione. L’ipotesi su cui i ricercatori stanno lavorando è che sia possibile studiare l’aerodinamica che coinvolge lo skydiver nella fase di accelerazione attraverso analisi applicate ai profili alari a forma variabile tipiche del mondo animale.

Alla singolare iniziativa, una concreta applicazione di quell’uso duale del Poligono di cui da tempo si parla, hanno partecipato, oltre alla Difesa, il dipartimento di Ingegneria meccanica chimica dell’Università di Cagliari, il Distretto aerospaziale della Sardegna e l’industria, attraverso il contributo in termini di tecnologie e competenze specializzate della Vitrociset.

Courtesy Stato Maggiore della Difesa

Posted by on 12 Settembre 2018. Filed under Magazine, Sport/Turismo. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.