Libia. Si chiama in causa il Consiglio di Sicurezza dell’ONU per fermare le violenze.

L’UNSMIL, dopo aver accolto con favore le molteplici dichiarazioni pubbliche che condannano l’escalation delle violenze di questi ultimi giorni a Tripoli e che chiedono la fine delle ostilità unitamente al consolidamento del cessate il fuoco, ha espresso  le sue più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime degli scontri di Tripoli, sottolineando che la giustizia non può essere raggiunta attraverso la vendetta.

Dal canto loro, presso le Nazioni Unite, si sta preparando una lista delle milizie che hanno violato il Diritto Internazionale Umanitario che sarà presentata al Consiglio di Sicurezza per l’attuazione di sanzioni e di procedimenti susseguenti, come è stato fatto contro Ibrahim Jadhran.

 

La portavoce della missione ONU in Libia, Sawsan Ghosh, ha sottolineato il sostegno al ritiro delle milizie armate da Tripoli e da tutte le città.

“La missione sta cercando di riprendere in mano l’attuazione degli accordi del cessate il fuoco attraverso la comunicazione con i partiti locali e internazionali”, ha detto Ghosh ai manifestanti che hanno protestato fuori dal quartier generale della missione nella giornata di sabato per chiedere a gran voce una sospensione della guerra.

Ghosh ha espresso il sostegno della missione ONU per le manifestazioni pacifiche che hanno chiesto riforme economiche e di sicurezza, insistendo sul fatto che l’UNSMIL è una missione “politica” autorizzata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che non prevede l’uso della forza.

 

Oltre alle manifestazioni di sabato a Tripoli, anche la municipalità di Souq al-Jum’aa ha invitato l’inviato ONU in Libia, Ghassan Salameh, ad attivare immediatamente la risoluzione del Consiglio di sicurezza sulla protezione dei civili in Libia ed ha avvertito in una lettera indirizzata all’inviato delle Nazioni Unite che gruppi armati stanno invadendo Tripoli da ogni parte per estendere la loro influenza nella capitale ed accaparrarsi il potere sulle risorse del paese, elogiando gli sforzi del rappresentante delle Nazioni Unite, che ha portato alla istituzione di una tregua e un cessate il fuoco.

Il Consiglio municipale ha ribadito la sua richiesta di adottare tutte le misure necessarie per fermare i combattimenti, rimuovere tutti i gruppi armati da Tripoli e punire chiunque cerchi di ostacolare il processo di riforma, siano essi individui o istituzioni.

 

Anche l’ex presidente dell’Alto Consiglio di Stato (HCS) Abdulrahman Asewehli ha invitato tutte le parti in conflitto a Tripoli a esercitare moderazione e cessare tutte le ostilità.

“Le disposizioni sulla sicurezza dovrebbero essere avviate immediatamente e senza alcuna influenza interna ed esterna – si legge in un tweet – insistendo sull’importanza di coinvolgere il team di sicurezza delle Nazioni Unite, dato per essere un organismo neutrale che gode della fiducia delle parti in crisi”.

Asewehli ha anche espresso la necessità di trovare al più presto un’autorità esecutiva che goda della fiducia del popolo nelle elezioni parlamentari.

 

 

Posted by on 24 Set 2018. Filed under Copertina, Libia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.