Libia. Training Gender Compartecipato, diploma per 64 corsisti libici

Chiusura, la mattina del 30 novembre a La Maddalena, del primo corso di “Training Gender Compartecipato”, organizzato dal Comando della missione europea EUNAVFORMED – Sophia, a favore del personale libico appartenente alla Guardia Costiera e alla Marina Militare.

La giornata di oggi ha rappresentato “un tassello importante per dimostrare l’attività che l’Italia svolge per la stabilizzazione della Libia perché la Guardia Costiera e la Marina Militare libica sono strumenti attraverso i quali raggiungere questo obiettivo, perché rafforzare le istituzioni della Libia è un modo per arrivare alla pacificazione dell’area”.

 

Al termine del Corso sono stati consegnati i diplomi ai 64 corsisti libici che porta, per la fine di quest’anno ad un addestramento di oltre 300 militari della Guardia Costiera e della Marina libica durante l’ Operazione EUNAVFOR MED.

 

Il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha presenziato alla cerimonia assieme, tra gli altri, al Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di Squadra Valter Girardelli, al Comandante dell’operazione Sophia, Ammiraglio di Divisione Enrico Credendino, ed all’avvocato Federica Mondani, Gender Advisor della Missione.

 

«E’ veramente una rivoluzione mettere al centro della soluzione dei conflitti e del raggiungimento della pace anche la prospettiva di genere», ha detto il Ministro in riferimento alla lezione finale del modulo Gender a cura del Comandante Musa della Marina Libica.

 

“L’assistenza tecnica e l’addestramento del personale libico dimostrano in maniera eloquente quante energie stia investendo il nostro Paese per raggiungere gli obiettivi di sicurezza e stabilità, che ritengo debbano essere comuni non solo ai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo ma a tutta l’Europa” ha aggiunto il Ministro Elisabetta Trenta.

 

La titolare del Dicastero ha sottolineato che l’intervento dell’Italia è inserito nell’ambito dell’operazione europea EUNAVFORMED – Sophia: “siamo al centro del Mediterraneo insieme all’Europa perché la stabilizzazione della Libia è interesse dell’Italia e dell’UE”.

 

Dopo la consegna dei diplomi, il Ministro ha incontrato il personale militare e civile di Mariscuola, la Scuola Sottufficiali della Marina Militare. Istituto che si conferma un’eccellenza nel panorama didattico-addestrativo della Forza armata e della Difesa con una spiccata attenzione alle relazioni internazionali.

 

«Le attività che vengono svolte in questo Istituto – ha aggiunto il Ministro – sono ampie e diversificate e, grazie al livello di eccellenza raggiunto nella formazione etico-militare e tecnico-professionale, la Scuola riesce a garantire elevatissimi standard addestrativi non solo al personale della Marina ma anche a quello di altre Forze armate, Corpi ed Enti dello Stato».

 

L’operazione Sophia è stata estesa fino alla fine del 2018 ed è stata incaricata di addestrare le guardie costiere libiche e di contribuire a consolidare il divieto delle Nazioni Unite sull’importazione di armi in Libia.

 

Con l’adozione della risoluzione 2420 (2018), l’11 giugno di quest’anno, il Consiglio di sicurezza ha esteso l’autorizzazione per ispezionare navi sospettate di violazione dell’embargo sulle armi della Libia.

Il Consiglio di sicurezza ha rinnovato, con voto unanime, le misure volte ad attuare l’embargo sulle armi in Libia, in particolare quelle che autorizzano gli Stati membri a ispezionare navi in alto mare al largo delle coste del paese, qualora esistano fondati motivi per ritenere di aver violato il divieto.

Adottando all’unanimità la risoluzione 2420 (2018) ai sensi del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, il Consiglio ha esteso le autorizzazioni di cui alla risoluzione 2357 (2017), chiedendo al Segretario generale di riferire entro 11 mesi sull’attuazione del testo.

 

Ad oggi all’operazione partecipano 26 su 28 nazioni europee: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Regno Unito, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria.

 

L’Italia detiene anche il Comando in mare della Task Force da bordo di Nave San Marco, operante quale flagship dell’operazione. Finora il dispositivo aeronavale ha visto impegnate, dal 2015 ad oggi, Nave Cavour, Nave Garibaldi, Nave San Giorgio, Nave San Giusto, Nave Zeffiro e Nave Etna.

 

 

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Foto Courtesy Ministero della Difesa


 

 

 

Posted by on 2 Dicembre 2018. Filed under Copertina, Libia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.