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	<title>Avvenimenti Iblei &#187; Lettere</title>
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		<title>Ragusa: S.O.S invaso di Santa Rosalia</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 00:46:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lettera in Redazione:


 &#8220;Il contesto e l’invaso di Santa Rosalia è uno dei  luoghi più belli nel paesaggio ragusano, è un sito di interesse comunitario (SIC) ed è il fulcro centrale del progetto PIT, quattro città e un parco per vivere gli Iblei. Un luogo dove la natura è particolarmente generosa e rappresentativa delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lettera in Redazione:</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><a title="Ragusa: S.O.S invaso di Santa Rosalia by Avvenimenti Iblei Magazine, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/avvenimentiiblei_magazine/4501585602/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2683/4501585602_1a7e3258ea_m.jpg" alt="Ragusa: S.O.S invaso di Santa Rosalia" hspace="4" width="240" height="180" align="left" /></a> &#8220;Il contesto e l’invaso di Santa Rosalia è uno dei  luoghi più belli nel paesaggio ragusano, è un sito di interesse comunitario (SIC) ed è il fulcro centrale del progetto PIT, quattro città e un parco per vivere gli Iblei. Un luogo dove la natura è particolarmente generosa e rappresentativa delle particolarità del paesaggio ragusano ormai celebre in tutta Italia ed Europa. Purtroppo come spesso accade nella nostra realtà locale, luoghi così belli sono paradossalmente abbandonati a se stessi e non curati in maniera adeguata. <a title="Ragusa: S.O.S invaso di Santa Rosalia by Avvenimenti Iblei Magazine, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/avvenimentiiblei_magazine/4500952369/"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4040/4500952369_b935dc147b_m.jpg" alt="Ragusa: S.O.S invaso di Santa Rosalia" hspace="4" width="240" height="180" align="right" /></a> L’esempio per eccellenza è rappresentato proprio dall’invaso che oggi è luogo frequentatissimo di turisti, famiglie locali, giovani,  dilettanti ed agonisti della pesca a carattere nazionale, gruppi ciclistici amatoriali. Inoltre attorno all’invaso insistono numerosi BeB oltre ad associazioni di canottaggio. Insomma ci potrebbero essere tutti i presupposti affinché questo luogo possa essere maggiormente fruito e motivo di interesse e di attrattiva per il turismo locale e non. Invece quello che ci sentiamo in dovere di denunciare è il totale abbandono, rispetto alla pulizia, alla manutenzione stradale e alle piccole infrastrutture indispensabili per una maggiore fruibilità del luogo come ad esempio: Cestini per la raccolta dei rifiuti, Acqua potabile, bagni pubblici, panche, tavoli, griglie, ecc..<br />
<a title="Ragusa: S.O.S invaso di Santa Rosalia by Avvenimenti Iblei Magazine, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/avvenimentiiblei_magazine/4501585862/"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4048/4501585862_3b5f8040da_m.jpg" alt="Ragusa: S.O.S invaso di Santa Rosalia" hspace="4" width="240" height="180" align="left" /></a> In tal senso lanciamo un allarme circa lo stato in cui versa il sito attraverso delle foto che rappresentano la sporcizia e l’inciviltà che subisce durante le scampagnate di alcuni cittadini durante il fine settimana.<br />
Si sarebbe dovuto  intervenire prima di questo weekend di Pasqua che avrà la presenza di un numero straordinario di persone, predisporre anche una buona organizzazione per eventuali soccorsi e soprattutto per una pulizia ambientale adeguata e invece niente. Ancora una volta il rischio concreto è quello di vedere centinai di sacchetti, bottiglie e tanto altro disseminati lungo l’argine o peggio nello specchio d’acqua.<br />
Crediamo che questo patrimonio naturalistico se opportunamente curato e attrezzato potrebbe rappresentare un ulteriore richiamo per i cittadini locali e per tanti turisti che hanno desiderio di godere del piacere della nostra incomparabile natura e del nostro splendido paesaggio. Si potrebbero  creare tante nuove opportunità di lavoro, tutto questo semplicemente valorizzando e migliorando  quello che già abbiamo. In questo Sito di Interesse Comunitario abbiamo già proposto negli anni scorsi prima al Comune di Ragusa (nel 2005 con apposita conferenza stampa all’Hotel Montreal con la presentazione cartografica dell’idea progettuale) e poi alla Provincia Regionale (2007) un progetto di valorizzazione che prevede fattorie didattiche, orti botanici, piste ciclabili, itinerari enogastronomici, ecc. La Provincia Regionale ha già affidato il progetto e vigileremo affinchè sia realizzato. Nel frattempo è necessario affidare ad Associazioni o Cooperative la gestione di servizi per bambini, diversamente abili e cittadini in genere oltre ovviamente alla pulizia costante e all’educazione civica di chi usufruisce del patrimonio naturalistico collettivo. ITALIA dei VALORI continuerà nei prossimi giorni, in tutte le sedi opportune, il proprio impegno costante anche in questa direzione&#8221;.</p>
<p>Ragusa li 02 aprile 2010</p>
<p>I Gruppi Consiliari IdV alla Provincia Regionale, al Comune di Ragusa, alle Circoscrizioni Ragusa Centro, Sud, Marina di Ragusa</p>
<p>Giovanni Iacono  S.re Martorana    Gianluca Salonia      Antoci Fabio   Garofalo Salvo       Rosetta Giuseppe</p>
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		<title>Si riunisce la squadra di Ultimo</title>
		<link>http://www.avvenimentiiblei.com/2009/10/15/si-riunisce-la-squadra-di-ultimo/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 21:50:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Arma]]></category>
		<category><![CDATA[Capitano Ultimo]]></category>
		<category><![CDATA[CRIMOR]]></category>

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		<description><![CDATA[Lettera all&#8217;Arma: &#8220;Lo scortiamo noi&#8221;
&#8220;Non abbandoneremo il nostro comandante e saremo noi, nel tempo libero, a fargli la scorta&#8221;. In campo ora scendono loro, quelli che hanno lavorato con lui, quelli che con lui hanno combattuto Cosa Nostra. Dopo che a Capitano Ultimo è stata tolta la scorta per difendersi dalla Mafia che lo ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b>Lettera all&#8217;Arma: &#8220;Lo scortiamo noi&#8221;</b></p>
<p>&#8220;Non abbandoneremo il nostro comandante e saremo noi, nel tempo libero, a fargli la scorta&#8221;. In campo ora scendono loro, quelli che hanno lavorato con lui, quelli che con lui hanno combattuto Cosa Nostra. Dopo che a Capitano Ultimo è stata tolta la scorta per difendersi dalla Mafia che lo ha condannato a morte ora sono i suoi uomini a volerlo difendere. Li chiamavano quella &#8220;sporca dozzina&#8221; perché negli anni più cruenti della lotta alla Mafia fecero sognare l&#8217;Italia, arrestando decine di latitanti mafiosi, rischiando la vita e infiltrandosi tra uomini d&#8217;onore e facendo parlare i pentiti.<br />
E per difendere Ultimo scelgono di rompere il silenzio che l&#8217;Arma richiede. Ma dopo gli attacchi di Giorgio Bocca dalle pagine dell&#8217;Espresso e di Santoro dalla trasmissione Annozero alla Benemerita, la misura pare essere colma. E così, per non lasciare solo il loro comandante, i carabinieri del Crimor (il reparto dei Ros creato agli inizi degli anni &#8216;90), si sono sentiti al telefono, si sono visti, hanno parlato e deciso di darsi il cambio nel tempo libero a tutela del colonnello Sergio De Caprio.<br />
<span id="more-391"></span><br />
Per fare questo, per non andare contro il regolamento dell&#8217;Arma, prima hanno deciso di rivolgersi al loro Comando Generale con una lettera, per essere formalmente autorizzati. Non vogliono il pagamento di straordinari, non chiedono indennità o trasferte. Vogliono solo essere dove ritengono ci sia bisogno. Intanto nelle bacheche di numerose caserme di tutta Italia il testo della lettera è già stato affisso.</p>
<p><b><i>Ecco il testo della lettera</i></b></p>
<p>Noi siamo quelli che un tempo ci chiamavamo CRIMOR, gli uomini dell’uomo che si chiamò Ultimo, quelli che oggi vengono accusati ed offesi. Il nostro Comandante viene colpito alle spalle da basse insinuazioni e viene privato della scorta, in un Paese dove la scorta viene concessa, come status symbol, anche a chi cannibalizza il Paese.</p>
<p>Noi ci offriamo, tutti noi, in congedo o in servizio, per scortare e difendere il nostro Comandante dalle insidie della Mafia. Una Mafia che arringa, tiene banco e spiega la storia, utilizzando come uditorio spettacoli televisivi grondanti falsità ed odio nei confronti di chi ha sofferto e combattuto.</p>
<p>Noi ascoltiamo e dentro cresce la rabbia, la stessa con cui abbiamo combattuto i nemici della Patria. Ma quelli erano più onesti, utilizzavano armi convenzionali e finivano in galera, non nelle trasmissioni… E chi ha vestito una divisa, e poi una toga ed ora siede tra i banchi del potere non può parlare senza cognizione di causa e condividere ciò che propagano certe persone con doppi fini.</p>
<p>Noi abbiamo combattuto per tutti, loro invece sembra che combattano solo per sé stessi, per la loro crescita in potere e ricchezza.</p>
<p>Noi abbiamo il cuore a pezzi ed ogni falsità, ogni celebrazione del male allarga la ferita, ma siamo qui, nell’ombra dell’uomo che ha camminato, sempre, verso la luce della legalità e della salvaguardia dello Stato.<br />
Quel che resta del gruppo di Capitano Ultimo</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8230;. da Trezzano a Noto l’insostenibilità delle scelte non etiche</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 23:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intervento di Vincenzo Belfiore, Legambiente
« &#8230;.. In relazione alla notizia riportata da un noto quotidiano qualche giorno addietro a firma di Tony Zermo e cioè che alcuni hotel siciliani in particolare alcuni del nostro litorale utilizzano prodotti alimentari importati dalla Lombardia, non ci farebbe alcuna impressione se ciò fosse avvenuto alla metà dell&#8217; 800 quando, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i>Intervento di Vincenzo Belfiore, Legambiente</i></p>
<p>« &#8230;.. In relazione alla notizia riportata da un noto quotidiano qualche giorno addietro a firma di Tony Zermo e cioè che alcuni hotel siciliani in particolare alcuni del nostro litorale utilizzano prodotti alimentari importati dalla Lombardia, non ci farebbe alcuna impressione se ciò fosse avvenuto alla metà dell&#8217; 800 quando, magari sono in pochi a saperlo, Trezzano sul Naviglio, il comune lombardo, dal quale partono i rifornimenti di viveri oggi al centro dell&#8217;attenzione, fu feudo della famiglia netina dei Landolina possesso derivato dai Pons de Leon come ancora oggi evidente nello stemma del comune lombardo dove campeggiano i tre gigli d&#8217;argento su sfondo nero emblema dell&#8217;antichissima famiglia di origine normanna dei Landolina che a Noto fece dimora ricoprendo le più importanti cariche tra cui proprio alla metà dell&#8217;800 quello ricoperto da Pietro Landolina marchese di Trezzano e di S. Alfano (Noto presso Canicattini) di primo intendente del Valle minore di Noto ovvero rappresentante del governo delle Due Sicilie per le attuali provincie di Siracusa e Ragusa. Ma nel 2009 il modello proposto da questi hotel è l&#8217;antitesi del modello di sviluppo che Legambiente si è proposto di premiare per il territorio di Noto e del sud-est con le 5 vele e non solo, che basato sulle produzioni di qualità, incalcolabile il numero di produzioni DOP DOC IGP del nostro territorio  olio vino pomodori ortaggi ma anche carni pregiate e pescato, un modello basato sulla valorizzazione delle nostre risorse naturali, culturali ma anche gastronomiche. Oggi ci sentiamo di dire, non essere soltanto il modello di sviluppo indicato da Legambiente, ormai consapevolmente indicato non solo dalla classe politica ma anche dalla volontà di chi opera nel settore e i cui risultati nonostante la crisi vedono comunque il nostro territorio la cui offerta turistica è basata essenzialmente patrimonio naturale e culturale di qualità (unesco, riserve, aree marine, 5 vele etc) sostanzialmente reggere, non arretrando come in tutta Italia, ma addirittura con settori in crescita.<br />
<span id="more-220"></span><br />
Pensare che i clienti di questa catena alberghiera non meritino il riguardo di utilizzare prodotti locali privilegiando alla faccia della sostenibilità un trasporto di 2000 km al giorno nel momento in cui finalmente anche nel nostro territorio si sono avviate esperienze straordinarie ora definitive come i cosiddetti &#8220;mercati del contadino&#8221; o &#8220;chilometro zero&#8221; (a Noto ogni sabato) in cui si incentiva l&#8217;incontro tra produzione locale e consumo locale con un risparmio per i consumatori un guadagno per i produttori e aspetto non secondario un minore impatto ambientale dovuto all&#8217;assenza di trasporto.</p>
<p>Questo deve farci riflettere come cittadini ma anche come amministratori su quello che questo esempio, in cui le logiche economiche prevalgono sulle scelte di sviluppo sostenibile ed etico, può rappresentare ogni qualvolta che si presenta davanti una nuova richiesta di mega villaggi e di grandi impianti dell&#8217;industria turistica i quali rischiano soltanto di consumare pezzi di territorio così come l&#8217;hotel in questione che sorge su quello che era uno dei più bei promontori del Golfo di Noto e lasciandoci solo problemi dello smaltimento dei loro rifiuti con  modestissimi  ritorni sull&#8217;economia locale.<br />
Il  modello privilegiato da noi è invece basato su un turismo diffuso, tante tantissime strutture nate recuperando il patrimonio edilizio esistente in cui il cliente interagisce e vive nel territorio e in cui le strutture vivono con i prodotti del territorio.</p>
<p>La scelta di queste catene di hotel sarà pure legittima dal punto di vista economico ma non può che suonare come un&#8217;offesa alle centinaia di produttori non solo del nostro territorio di Noto ma anche dell&#8217;intero comprensorio di Pachino Rosolini Modica Siracusa che si ostinano tra 1000 difficoltà a produrre quei frutti della terra che ci hanno resi famosi in Italia e nel mondo, una scelta che ci sentiamo di disincentivare in maniera netta ad esempio non concedendo loro le agevolazioni previste per le aziende che privilegiano la sostenibilità ambientale, cioè tutte quelle strutture ricettive, che anche loro tra 1000 difficoltà, si ostinano a servire per i propri clienti i migliori prodotti del nostro territorio che della qualità hanno fatto una bandiera e che per fortuna sono ancora tante&#8230;. »</p>
<p>Cordiali saluti</p>
<p>Vincenzo Belfiore<br />
Noto 12 luglio 2009</p>
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