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	<title>Avvenimenti Iblei &#187; News</title>
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		<title>Roma: ruba borsa al supermercato ma viene acciuffato</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 12:08:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ROMA 24 Luglio 2010 – Giornata particolarmente sfortunata per un pregiudicato guatemalteco di 26 anni. Il ladro aveva adocchiato una borsa che, per comodità, era stata appoggiata nel carrello della spesa da una donna di 46 anni appena uscita dal centro commerciale di via Alberto Lionello. La rapidità del ladro nell’afferrare la borsa e fuggire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA 24 Luglio 2010 – Giornata particolarmente sfortunata per un pregiudicato guatemalteco di 26 anni. Il ladro aveva adocchiato una borsa che, per comodità, era stata appoggiata nel carrello della spesa da una donna di 46 anni appena uscita dal centro commerciale di via Alberto Lionello. La rapidità del ladro nell’afferrare la borsa e fuggire si è dovuta confrontare con quella del compagno della vittima che, vista la situazione, si è buttato all’inseguimento del pregiudicato riuscendo a bloccarlo grazie ad un “placcaggio” stile football americano. Proprio in quel momento stava transitando anche una pattuglia di Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Montesacro che, visto il parapiglia, sono immediatamente intervenuti. Ricostruita la dinamica dei fatti, il pregiudicato è stato arrestato e trattenuto in caserma in attesa di essere sottoposto al rito direttissimo. La refurtiva è stata interamente recuperata e restituita alla legittima proprietaria.</p>
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		<title>Roma: minori tentano rapina a distributore, uno rimane ferito</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 12:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA 22 Luglio 2010 – Una brillante operazione congiunta del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri e delle Volanti della Polizia di Stato, ha portato questa notte all’arresto di due minorenni romani, di 17 e 16 anni, responsabili di tentata rapina aggravata in concorso ai danni di un distributore di benzina a via Boccea.
Quasi all’ora di chiusura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA 22 Luglio 2010 – Una brillante operazione congiunta del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri e delle Volanti della Polizia di Stato, ha portato questa notte all’arresto di due minorenni romani, di 17 e 16 anni, responsabili di tentata rapina aggravata in concorso ai danni di un distributore di benzina a via Boccea.</p>
<p>Quasi all’ora di chiusura i due giovani a bordo di uno scooter, risultato poi rubato, sono entrati nel distributore ed il gestore inizialmente ha creduto si trattasse di clienti ritardatari.</p>
<p>Solo successivamente si è reso conto delle reali intenzioni dei due, quando il passeggero è sceso dal mezzo brandendo un “machete” e minacciandolo di morte se non gli avesse consegnato l’incasso della giornata.</p>
<p>L&#8217;uomo, spaventato, ha cercato di scappare ma è stato inseguito dal malvivente e cercando di mettere in fuga i due, il gestore, in possesso di regolare porto d’armi e relativa pistola, ha estratto l’arma ed ha esploso due colpi a scopo intimidatorio, uno dei quali ha colpito l’aggressore che è a questo punto scappato insieme al complice.</p>
<p>Il tempestivo arrivo delle Gazzelle dei Carabinieri e delle Volanti della Polizia di Stato, ha permesso di individuare ed arrestare nell&#8217;immediatezza dei fatti il giovane armato di “machete” che, ferito ad un fianco, era stato abbandonato in strada  dal complice.</p>
<p>Trasportato all’Aurelia Hospital, è stato sottoposto ad intervento chirurgico ed è adesso ricoverato con prognosi riservata. Successivamente le rapidi indagini degli agenti delle Volanti della Questura hanno portato all’identificazione ed all’arresto anche del complice alla guida dello scooter, che si era nel frattempo rifugiato nella casa dei genitori, ed al ritrovamento del mezzo usato per la tentata rapina.</p>
<p>Tutto l’intervento si è chiuso in poche ore portando, grazie al connubio ed al coordinamento delle due forze dell’ordine, all’arresto di entrambi i malviventi.</p>
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		<title>Operazione Paredra: sgominata la cosca Gallace</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 00:10:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ROMA 21 Luglio 2010 &#8211; Undici persone in carcere e tre ai domiciliari per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, usura, furto, detenzione di armi da fuoco, favoreggiamento personale e trasferimento fraudolento di valori con l&#8217;aggravante mafiosa. È il risultato di un&#8217;operazione denominata &#8220;Paredra&#8221; messa a segno dai carabinieri del Ros nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA 21 Luglio 2010 &#8211; Undici persone in carcere e tre ai domiciliari per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, usura, furto, detenzione di armi da fuoco, favoreggiamento personale e trasferimento fraudolento di valori con l&#8217;aggravante mafiosa. È il risultato di un&#8217;operazione denominata &#8220;Paredra&#8221; messa a segno dai carabinieri del Ros nelle province di Roma, Catanzaro, Arezzo e Torino. I militari hanno effettuato anche alcune perquisizioni presso abitazioni (recuperando denaro contante e munizioni) e un provvedimento di sequestro preventivo nei confronti di tre società riconducibili agli indagati, dislocate a Guardavalle (CZ), Terranuova Bracciolini (AR) e Cumiana (TO), per un valore di oltre un milione di euro, che operano nel settore edilizio e del movimento terra. In una conferenza stampa cui hanno preso parte il generale del Ros Mario Parente e il colonnello Massimiliano Macilenti, è stato spiegato che l&#8217;indagine altro non è che il seguito di un&#8217;operazione del 2004, chiamata &#8216;Appia&#8217;, conclusasi con l&#8217;arresto di 33 persone nei confronti di altrettanti esponenti dell&#8217;articolazione laziale della cosca Gallace di Guardavalle, tutti coinvolti in attività di droga, armi e riciclaggio. I più recenti accertamenti hanno confermato che la cosca Gallace agisce da tempo nel territorio laziale ( Anzio e Nettuno, grazie al supporto della famiglia Andreacchio originaria di Guardavalle ) e che fa i soldi con la droga, le armi e prestiti a commercianti applicando tassi di usura anche del 20%. &#8220;Ormai è chiara la mutazione genetica della &#8216;ndrangheta &#8211; hanno spiegato gli investigatori del Ros &#8211; che, rispetto alle attività illecite tradizionali, si sta infiltrando sempre più nell&#8217;economia legale&#8221;. Per conto dei Gallace, Alessandro Andreacchio, indagato, è risultato il responsabile del traffico di droga nel litorale romano, attraverso una fitta rete di spacciatori al dettaglio che si dedicavano ai furti in abitazioni del basso pontino, i cui proventi servivano per finanziare il narcotraffico e andare incontro alle esigenze delle famiglie calabresi. Il Ros ha accertato, poi, che gli indagati si prodigavano per favorire la latitanza in Spagna di Annunziata Abbondanza, ricercata nel 2006 perchè colpita da due misure cautelari firmate dal gip di Roma per traffico internazionale di droga. La donna, cui Bruno Gallace e gli altri inviavano periodicamente somme di denaro per mantenere la latitanza, è stata arrestata al suo rientro in Italia all&#8217;aeroporto di Ciampino il 22 maggio 2008. C&#8217;era una &#8216;talpa&#8217; negli uffici della procura di Roma che informava di tanto in tanto gli affiliati alla cosca Gallace dell&#8217;indagine giudiziaria in corso. Se ne sono accorti i carabinieri del Ros, circa un anno e mezzo fa, quando nel corso di una intercettazione ambientale in auto hanno captato una conversazione tra due indagati che da quel momento in poi avevano deciso di essere particolarmente guardinghi: &#8220;C&#8217;e&#8217; il Ros che sta indagando, ma loro non intervengono, ci pensano i locali&#8230;&#8221;. E&#8217; a quel punto che sono scattati i riscontri incrociati e dopo un po&#8217;, grazie all&#8217;analisi dei tabulati telefonici, gli investigatori hanno scoperto che a fornire informazioni indebite era uno stimato impiegato amministrativo: da anni in servizio presso la segreteria di un pm (estraneo alla vicenda oltre che non titolare del procedimento), l&#8217;uomo ogni tanto consultava il registro generale per girare notizie utili sullo stato del fascicolo. L&#8217;uomo, di origine calabrese e fratello di uno degli arrestati (dedito all&#8217;usura), e&#8217; stato rimosso dall&#8217;incarico, trasferito in altra sede e poi processato e condannato per accesso abusivo a un sistema informatico. Il tutto, ovviamente, e&#8217; avvenuto nella massima riservatezza per non compromettere la delicata indagine sulla cosca Gallace &#8220;anche se &#8211; ha ammesso un investigatore del Ros &#8211; la vicenda della talpa in procura ha fortemente condizionato gli sviluppi dell&#8217;inchiesta&#8221;.</p>
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		<title>Operazione &#8220;Santa Tecla&#8221;, 67 in manette per usura</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 00:08:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[COSENZA 21 Luglio 2010 &#8211; Guardia di finanza e carabinieri hanno arrestato 67 presunti affiliati a uno dei clan della &#8216;ndrangheta più pericolosi, il &#8220;locale&#8221; di Corigliano, sequestrando beni per 250 milioni di euro. Gli indagati sono accusati di associazione mafiosa, estorsione, usura, traffico di sostanze stupefacenti. Gli arresti sono stati eseguiti, oltre che nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COSENZA 21 Luglio 2010 &#8211; Guardia di finanza e carabinieri hanno arrestato 67 presunti affiliati a uno dei clan della &#8216;ndrangheta più pericolosi, il &#8220;locale&#8221; di Corigliano, sequestrando beni per 250 milioni di euro. Gli indagati sono accusati di associazione mafiosa, estorsione, usura, traffico di sostanze stupefacenti. Gli arresti sono stati eseguiti, oltre che nel Cosentino, nelle province di Roma, Reggio Calabria, Foggia, Bologna, Brescia e Milano.<br />
L&#8217;operazione, chiamata &#8220;Santa Tecla&#8221;, secondo gli investigatori è una delle più importanti condotte nel Cosentino per numero di arresti, spessore criminale e per il coinvolgimento di una dozzina di imprenditori. Le indagini hanno ricostruito il capitale accumulato dai principali indagati, costituito prevalentemente da beni immobili, attività commerciali e quote societarie intestate direttamente o tramite prestanome. Tra i beni sequestrati figurano 48 società e imprese individuali operanti principalmente nel settore dell&#8217;edilizia, degli appalti e nella distribuzione di prodotti di cartoplastica, 69 tra appartamenti e ville, 68 terreni, 55 veicoli e numerosi rapporti bancari e polizze vita.<br />
Tra gli arrestati figurano anche gli imprenditori Mario e Franco Straface, fratelli del sindaco di Corigliano, Pasqualina. I due, indicati dai collaboratori di giustizia come storicamente legati alla cosca di Corigliano, sono accusati per un&#8217;estorsione compiuta nell&#8217;ambito della realizzazione di un villaggio turistico in localita Thurio. Secondo l&#8217;accusa, il titolare della società che stava realizzando la struttura è stato costretto da Maurizio Barilari, ritenuto il capo della cosca di Corigliano, ad affidare un appalto milionario, prima per la sola fornitura del cemento e poi per tutta l&#8217;opera, alla Straface Srl di Mario e Franco. I due imprenditori hanno poi scelto le imprese subappaltatrici che hanno fatturato alla ditta Straface importi non dovuti grazie ai quali sono stati creati fondi neri girati poi alla cosca. Secondo l&#8217;accusa, i fratelli Straface, con l&#8217;appoggio dei vertici della cosca, hanno imposto all&#8217;imprenditore condizioni economiche tali da determinare un aggravio di spesa superiore al 20% dell&#8217;importo dei lavori.</p>
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		<title>Palermo: operazione Bogotà, bloccato narco-traffico da Sudamerica</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 13:26:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PALERMO 19 Luglio 2010 &#8211; I carabinieri di Palermo hanno eseguito 13 misure cautelari a carico di altrettanti narcotrafficanti accusati di associazione a delinquere finalizzata all&#8217;importazione e commercio internazionale di sostanze stupefacenti, aggravata dall&#8217;aver costituito un gruppo criminale organizzato operativo in più Stati.
A capo della banda, secondo gli inquirenti, sarebbe stato un siciliano che, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PALERMO 19 Luglio 2010 &#8211; I carabinieri di Palermo hanno eseguito 13 misure cautelari a carico di altrettanti narcotrafficanti accusati di associazione a delinquere finalizzata all&#8217;importazione e commercio internazionale di sostanze stupefacenti, aggravata dall&#8217;aver costituito un gruppo criminale organizzato operativo in più Stati.<br />
A capo della banda, secondo gli inquirenti, sarebbe stato un siciliano che, con la collaborazione di un esponente di spicco della camorra, latitante in Sudamerica, trattava il prezzo di ogni partita di droga con i capi dei cartelli colombiani e peruviani.<br />
L&#8217;organizzazione, attraverso società di import-export appositamente costituite, era in grado di far giungere dal Perù e dalla Colombia, attraverso Spagna e Olanda, fino in Sicilia e nel nord Italia grossi quantitativi di cocaina purissima. La droga veniva poi venduta sulle piazze della Sicilia occidentale e dell&#8217;Emilia Romagna da affiliati all&#8217;organizzazione.<br />
Durante l&#8217;indagine, denominata Bogotà, i carabinieri hanno sequestrato circa 20 chili di cocaina pura.</p>
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		<title>Bruxelles: questione quote latte, interviene La Via</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 21:38:48 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>BRUXELLES 14 Luglio 2010 &#8211; &#8220;In Italia deve essere garantito il rispetto della legalita&#8217; sulla questione quote latte&#8221;. E&#8217; la posizione assunta dalla delegazione PDL al Parlamento europeo a sostegno delle tesi del Ministro Galan. &#8220;Non e&#8217; solo un problema economico legato ai diversi milioni di euro che la Lega Nord vorrebbe far pagare a tutti i cittadini italiani per esentare dal pagamento delle multe coloro che non hanno mai rispettato le regole. Il problema e&#8217; anche morale. Riteniamo disdicevole che possa passare il concetto secondo il quale nel nostro Paese viene premiata una esigua minoranza di furbetti e che venga penalizzato il 98% di produttori di latte che hanno sempre rispettato le regole.<br />
&#8220;Chi si lamenta adesso &#8211; afferma Giovanni La Via &#8211;  per il pagamento delle multe imposte dall&#8217;Unione europea per il mancato rispetto delle norme comunitarie, deve capire che il 98% dei produttori onesti hanno gia&#8217; pagato l&#8217;equivalente di pesantissime multe quando sono stati costretti a comprarsi le quote di produzione per rimanere sul mercato&#8221;.<br />
Del resto, per offrire una via di uscita a coloro che si erano fatti irretire dai venditori di fumo, il Governo ha offerto la possibilita&#8217; della rateizzazione del pagamento delle multe in modo da non costringere le aziende a fallire. La responsabilita&#8217; politica della Lega Nord nel continuare ad illudere tanta brava gente e&#8217; enorme, cosí come enorme e&#8217; la responsabilita&#8217; di alcuni capetti dei COBAS che, alla ricerca di un colpo di spugna che cancelli le loro malefatte, hanno trascinato nel baratro molti piccoli produttori inseguendo il miraggio delle produzioni senza regole.  Se la Lega Nord decide di calpestare i diritti della stragrande maggioranza di produttori onesti che hanno sempre rispettato le regole, se ne assumera&#8217; fino in fondo le proprie responsabilita&#8217; di fronte ai cittadini ed al Paese&#8221;.</p>
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		<title>Roma: rapinano gioielleria ma vengono catturati dopo inseguimento</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 21:29:14 +0000</pubDate>
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ROMA  14 Luglio 2010 &#8211; Erano da poco entrati in una gioielleria di via del Governo vecchio e fingendosi interessati ad un particolare articolo hanno distratto la commessa tentando di rubare dei preziosi che erano in vetrina. I due ladri, pregiudicati lituani di 29 e 35 anni, nella Capitale senza fissa dimora, non sono [...]]]></description>
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ROMA  14 Luglio 2010 &#8211; Erano da poco entrati in una gioielleria di via del Governo vecchio e fingendosi interessati ad un particolare articolo hanno distratto la commessa tentando di rubare dei preziosi che erano in vetrina. I due ladri, pregiudicati lituani di 29 e 35 anni, nella Capitale senza fissa dimora, non sono stati più veloci della donna che li ha scoperti ed ha attivato il sistema di allarme. Vistisi scoperti, gli stranieri hanno desistito dal loro intento e sono fuggiti lungo le stradine adiacenti creando un grande parapiglia tra i passanti e i titolari degli esercizi commerciali. Due Carabinieri Motociclisti del Nucleo Radiomobile si sono subito messi sulle tracce dei ladri, scovandoli a poca distanza dalla gioielleria, in piazza della Chiesa Nuova, tra gli applausi della gente che aveva assistito “divertita” all’inseguimento. I lituani, arrestati con l’accusa di tentato furto aggravato, sono stati trattenuti in caserma, in attesa di essere sottoposti al rito direttissimo.</p>
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		<title>Ragusa: cooperazione vista dai giovani, nasce il progetto Euro-Arab Youth Conference</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 21:51:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Euro-Arab Youth Conference – Mare Nostrum “Youth]]></category>
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		<description><![CDATA[RAGUSA 13 Luglio 2010 &#8211; La cooperazione tra i Paesi europei e quelli arabi dell’area del mediterraneo vista dagli occhi dei giovani. E’ questo il tema al centro del progetto Euro-Arab Youth Conference – Mare Nostrum “Youth, Migration and Development, che si svolgerà a Marina di Ragusa dal 25 al 29 luglio.
    [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>RAGUSA 13 Luglio 2010 &#8211; La cooperazione tra i Paesi europei e quelli arabi dell’area del mediterraneo vista dagli occhi dei giovani. E’ questo il tema al centro del progetto Euro-Arab Youth Conference – Mare Nostrum “Youth, Migration and Development, che si svolgerà a Marina di Ragusa dal 25 al 29 luglio.</p>
<p>            Il progetto ha l’obiettivo di promuovere la comprensione ed il dialogo interculturale tra giovani provenienti da paesi europei ed arabi attraverso la promozione della partnership tra organizzazioni giovanili.  L’evento vedrà la partecipazione di circa 120 giovani, 65 provenienti da paesi europei e 65 provenienti da paesi arabi che, dopo avere attraversato il Mediterraneo (da Tunisi a Palermo) seguendo le storiche rotte migratorie, parteciperanno a workshop tematici incentrati sui processi della cooperazione euro-araba sui fattori dell&#8217;immigrazione, obiettivi di sviluppo del millennio, sui diritti umani e diritti della gioventù (agosto 2010/agosto 2011 anno internazionale della Gioventù).</p>
<p>            L’evento è organizzato dal Forum Nazionale dei Giovani, la piattaforma che raccoglie le associazioni giovanili italiane, ed è patrocinata dal Comune di Ragusa, Ministero della Gioventù, Assemblea parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo, Ministero degli Affari esteri, Regione Siciliana, Youth Forum, Lega Araba e il Consiglio d’Europa.<br />
 «Il dialogo strutturato tra la piattaforma delle associazioni e gli enti locali continua a dare i suoi frutti &#8211;  ha detto il consigliere del Forum Nazionale dei Giovani,  Giovanni Corbo &#8211; Ragusa dal 25 al 29 diventerà la Città internazionale dei giovani e rappresenterà il cuore del dialogo tra le culture arabe ed europee. A tal proposito non possiamo non ringraziare il grande sforzo dell’assessore alle Politiche giovanili, Francesco Barone, e il sindaco di Ragusa, Nello Di Pasquale, che si sono mostrati sensibili all’argomento e senza la cui collaborazione questo evento non si sarebbe mai potuto organizzare». </p>
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		<title>Roma: ricordato il tenente colonnello Antonio Varisco ucciso dalle BR</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 21:40:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ ROMA 13 Luglio 2010 – Questa mattina, in occasione del 31° anniversario della scomparsa del Tenente Colonnello dei Carabinieri Antonio Varisco, si è tenuta a Roma, una cerimonia commemorativa in suo ricordo, nel luogo dove il 13 luglio del 1979 cadde vittima di un agguato rivendicato dalle Brigate Rosse. Dopo gli onori militari due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Un momento della cerimonia di questa mattina by Avvenimenti Iblei Magazine, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/avvenimentiiblei_magazine/4791589404/"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4095/4791589404_0f2502100d_m.jpg" alt="Un momento della cerimonia di questa mattina" hspace="4" width="180" height="240" align="left" /></a> ROMA 13 Luglio 2010 – Questa mattina, in occasione del 31° anniversario della scomparsa del Tenente Colonnello dei Carabinieri Antonio Varisco, si è tenuta a Roma, una cerimonia commemorativa in suo ricordo, nel luogo dove il 13 luglio del 1979 cadde vittima di un agguato rivendicato dalle Brigate Rosse. Dopo gli onori militari due corone di alloro sono state deposte, una a nome dell’Arma dei Carabinieri dal Generale Vittorio Tomasone, comandante Provinciale dei Carabinieri di Roma e una a nome del comune di Roma da Giorgio Ciardi, delegato alla Sicurezza del comune di Roma, ai piedi della stele che ricorda il tragico evento. Alla cerimonia erano inoltre presenti il Dott. Giorgio Santacroce, presidente della Corte d’Appello, il Dott. Paolo De Fiore, presidente del Tribunale di Roma, il Dott. Luigi Ciampoli, procuratore generale di Roma, una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Carabinieri e rappresentanti delle forze dell’ordine della Capitale.</p>
<p>Il Ten. Col. Antonio Varisco nasce a Zara il 29 marzo 1927. Nel  dicembre del 1957, dopo aver prestato servizio come ufficiale di complemento, viene nominato sottotenente in servizio permanente effettivo e destinato alla Tenenza di Roma-Tribunali. Negli anni successivi viene incaricato di organizzare i reparti dell’Arma presso gli uffici giudiziari della Capitale. Nel dicembre del 1973, nominato Maggiore, gli viene affidato  il  Nucleo di Polizia Giudiziaria di Roma.<br />
Nel 1976, con il grado di Tenente Colonnello diviene comandante del Reparto Servizi Magistratura, unità costituita per iniziativa dello stesso Colonnello Varisco.<br />
Il mattino del 13 luglio 1979, mentre in auto si sta recando al palazzo di giustizia, percorrendo Lungotevere Arnaldo da Brescia, cade vittima di un agguato tesogli da brigatisti rossi che, dopo aver fatto esplodere una bomba fumogena per costringerlo a rallentare la marcia, gli esplodono contro diversi colpi di fucile.<br />
Per questo episodio l’Ufficiale è stato insignito della Medaglia d&#8217;Oro al Valor Civile &#8220;alla memoria&#8221; con la seguente motivazione:<br />
«Comandante del Reparto Carabinieri Servizi Magistratura, assolveva i suoi particolari e delicati compiti con assoluta dedizione, responsabile impegno ed ammirevole tenacia, pur consapevole del gravissimo rischio personale per il riacutizzarsi della violenza eversiva contro l&#8217;intero ordine giudiziario. Fatto segno a numerosi colpi d&#8217;arma da fuoco in un vile e proditorio agguato tesogli da un gruppo di terroristi, sublimava col supremo sacrificio una vita spesa a difesa della collettività e delle istituzioni democratiche. Roma, 13 Luglio 1979».</p>
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		<title>Roma: truffe telematiche per centinaia di migliaia di euro</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 21:33:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleo Radiomobile di Roma]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA 13 Luglio 2010 – Detenzione di carte di credito alterate, truffa, ricettazione, falsità materiale e sostituzione di persona. Sono le accuse con cui i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma hanno arrestato due pluripregiudicati romani di 53 e 54 anni, ideatori ed esecutori di una truffa da centinaia di migliaia di euro. I due, infatti, sono stati sorpresi in possesso di carte di credito prepagate di provenienza illecita con le quali si erano registrati, sotto falsi nomi, in vari siti di e-commerce da cui avevano “acquistato” materiale elettronico ed informatico per un valore di oltre 50.000 euro. Non solo: i malviventi avevano pensato di allargare il loro giro d’affari e con altre carte avevano sottoscritto una decina di contratti con gestori di telefonia mobile a nome di ignare società le cui identità erano state rubate mediante visure camerali. Il tutto per ottenere in comodato d’uso apparati cellulari di lusso, computer portatili, schede di navigazione internet ed altro che, una volta consegnate, venivano rivendute. Stesso modus operandi utilizzato anche per vendere le auto noleggiate presso alcuni “rent car”: i pregiudicati si presentavano sotto falso nome, esibivano documenti falsi con tanto di carta di credito clonata, a garanzia di eventuali danni, e una volta prese le auto le vendevano al miglior offerente, generalmente in Romania. Per non farle localizzare dagli antifurti satellitari i due malviventi utilizzavano degli jammer, utilizzati nella guerra elettronica, che consistono in una sorgente di disturbo che irradia segnali molto forti per alterare il funzionamento dei sistemi GPS, per confondere i localizzatori satellitari. Durante le perquisizioni, scattate nelle rispettive abitazioni, i Carabinieri hanno sequestrato 3 pc, 10 linee telefoniche, 80 carte di credito &#8211; la maggior parte delle quali attivate all’estero a nome di soggetti inesistenti &#8211; e 9 apparecchi jammer. In un magazzino riconducibile ai due pregiudicati sono stati rinvenuti prodotti informatici ed elettronici illecitamente acquistati. L’arresto dei due è stato convalidato e per entrambi si sono aperte le porte del carcere romano di Regina Coeli.</p>
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