Ericsson

Precari in piazza: la Ericsson capitolina e la fine di un sogno tecnologico.

di Rossella Smiraglia

manifestazione ROMA – Il precariato è diventata la nuova piaga sociale che affligge non solo i giovani neodiplomati e neolaureati ma, oggi, riguarda tutti i tipi di impiegati anche coloro che hanno maturato anni di esperienza ad alta specializzazione come i trecento dipendenti della Marconi-Ericsson, per la maggior parte ingegneri, fisici, matematici che, da un giorno all’altro, hanno ricevuto la comunicazione della chiusura del centro ricerca e sviluppo di Roma.
Il 21 marzo si sono ritrovati a piazza Venezia a manifestare davanti al palazzo dell’associazione Civita, dove si svolgeva il convegno “Roma merita innovazione” organizzato dal prof. Paolo Zocchi.
Sono state presentate delle aree di intervento precise per rendere la capitale la città la più tecnologica al mondo e nel comunicato stampa si legge a firma del prof. Zocchi: «Roma deve essere una capitale internazionale anche sul piano dell’innovazione. Un laboratorio in cui anche il sistema accademico sia incentivato a saldare la propria azione di ricerca con il tessuto produttivo. L’obiettivo, concreto e possibile se c’è la volontà politica di farlo, è realizzare una città interamente cablata in grado di offrire gli stessi servizi sia in centro, che nelle periferie».
E’ evidente quanto ciò sia in contrasto con la chiusura del centro R&D di una azienda che non sta certo fallendo.
Altro aspetto inquietante della faccenda è che ancora oggi, a distanza di settimane dall’annuncio – come spiegano alcuni dei manifestanti – non è stato comunicato loro il piano di ricollocamento dell’azienda, che pure ha assicurato che non ci saranno licenziamenti.
manifestazione «Nella migliore delle ipotesi molti dovranno essere trasferiti in altre sedi – spiega Giovanni, ino dei manifestanti – tutto senza tener conto che la maggior parte di noi ha famiglia, figli, ed ha contratto un mutuo per l’acquisto di casa. Il timore è anche quello di essere ceduti neanche fossimo oggetti invece che persone a società che nel giro di un paio di anni possano poi licenziarci, dequalificandoci come professionalità e con una età anagrafica non molto appetibile per altre aziende».
L’ultimo aggiornamento sulla vicenda arriva con un comunicato di Massimo Vattani, rappresentante sindacale, il quale fa sapere che “nell’ultima riunione della RSU l’amministratore delegato di Marconi-Ericsson, Cesare Avenia, ha ribadito che la R&D di Roma verrà chiuso e che la ricerca si farà nella sede della Market Unit ( altro ramo della azienda)”.
La motivazione risiederebbe in una riorganizzazione aziendale che, al momento troppo frammentata, prevede la concentrazione delle attività a Genova. Intanto sono confermati i siti di Milano, Marcianise, Pagani che faranno da satellite a Genova.
«Dal confronto con i dipendenti della sede di Genova sappiamo – dice Vattani – che dopo l’acquisizione di Marconi si sono persi 300 posti di lavoro, con incentivazioni, durante i due anni di gestione Ericsson, mentre a Marcianise la prossima settimana saranno in ferie forzate».
Alla domanda su come saranno reimpiegati i dipendenti di Roma, dal momento che non tutti potranno essere assorbiti dalla Market Unit, Avenia ha dichiarato che “il piano per di riorganizzazione dei lavoratori verrà presentato ad aprile e che il processo di trasferimento potrebbe durare anche un anno, data la delicatezza delle attività”.
In seguito alle dichiarazioni dell’amministratore delegato, i sindacati, già molto attivi, hanno intrapreso nuove iniziative, coinvolgendo negli scioperi le sedi dell’azienda in tutta Italia, ed hanno intrapreso contatti con le Università de La Sapienza e RomaTre, con i presidi delle facoltà di ingegneria, matematica fisica. Intanto il prossimo primo aprile è indetto uno sciopero di quattro ore, a livello nazionale, al quale seguirà una conferenza stampa presso l’aula magna alla Sapienza. Gli studenti delle facoltà scientifiche e tecniche sono direttamente coinvolti perché e chiaro che se le aziende tagliano la R&D non solo non ci sarà occupazione in quel settore, ma ci sarà anche un impoverimento di tutte le aziende dell’area tecnologica che non sarà al passo con i tempi.

Il blog dei dipendenti Marconi-Ericsson:
http://eran300.blogspot.com

(foto per gentile concessione di Silvio Landi)