Intervista Moglie

INTERVISTA ALLA MOGLIE DI UN PILOTA DI F-16

In attesa della conferenza stampa del 24 maggio 08, per la presentazione ufficiale della Giornata Azzurra, tra i numerosi giornalisti presenti c’è anche Francesca Della Venezia.
Francesca si distingue dagli altri giornalisti per la conoscenza dei velivoli presenti alla manifestazione e per la dimestichezza con l’ambiente militare: è la moglie di un pilota di F-16 (del quale non facciamo il nome, per motivi di riservatezza), oggi presente alla Mostra Statica.
Benché in questa giornata i protagonisti siano i piloti, incuriosisce conoscere il punto di vista della moglie e quindi sapere come vive la famiglia di un pilota, costretta a continui trasferimenti.

D.: Cosa comporta per te essere la moglie di un pilota?
R.: Da un certo punto di vista ovviamente ti inorgoglisce quando lo vedi volare, d’altro canto
l’organizzazione non è il massimo. Per vivere con un pilota bisogna organizzarsi molto, soprattutto quando hai dei figli. Altri Paesi hanno organizzazioni migliori per andare incontro alle famiglie. L’America ad esempio, ha basi e scuole ovunque, noi invece quando andiamo all’estero ci dobbiamo arrangiare a trovar casa e scuole, ma tutto sommato si può migliorare.

D.: Quindi tu segui tuo marito nei vari trasferimenti ?
R.: Si, secondo me la famiglia deve rimanere unita.

D.: Anche il vostro bimbo è appassionato di aerei?
R.: No, per il momento predilige le navi, non so cosa sia peggio…, per una mamma.

D.: Come è tuo marito come papà, è presente ?
R.: Si, nella misura in cui può, quando il lavoro glielo consente.

D.:…quindi per te è un peso in più, come famiglia è particolare, richiede un maggior impegno, ma ci saranno anche dei vantaggi ?
R.: meno lavatrici da fare, meno panni da stirare, che poi non è nemmeno vero perché quando tornano dalle missioni ti portano tutto. Ma questo non lo diciamo, son cose così…

D.: La quotidianità fa parte della vita di tutti, la vostra è un po’ differente?
R.: In effetti è un po’ diversa, anche se col tempo ti sembra normale, soprattutto cerchi di dare una normalità a tuo figlio, di farlo vivere nella normalità.

D.: Con il tuo lavoro come ti organizzi?
R.: Dovendomi spostare spesso le volte che ho perso il lavoro non si contano. Però andando all’estero ho il vantaggio di imparare meglio altre lingue, tra poco partiremo per il Belgio, poi saremo due anni in Spagna .

D.: E’ dura cambiare così spesso?
R.: Si , ma una volta che hai lasciato il posto in cui sei nato, dove hai le radici, un posto vale l’altro.

Alla fine della chiacchierata Francesca ci racconta di come siano importanti i rapporti con i colleghi e con le loro famiglie, soprattutto quando si vive nelle basi: “… si diventa fratelli e sorelle, per i bimbi poi anche più che zii…” .
«Insomma – conclude Francesca – l’Aeronautica Militare Italiana è una grande famiglia che non ti lascia mai solo».

( di R. S.)