CAVALLI AL GALOPPO
di C. Modica
RAGUSA - L'ombra della criminalita' organizzata e del racket delle scommesse illegali sullo sfondo delle corse clandestine di cavalli, nell'area compresa fra Acate, Vittoria e Niscemi. E' quanto emerge dalle indagini dei carabinieri, adesso al vaglio della Procura di Ragusa.
I militari hanno interrotto all'alba di domenica 9 marzo 2003 una gara di trotto che si stava svolgendo in una strada di periferia di Acate, in contrada Santa Barbara. Fra le 72 persone denunciate dalle forze dell'ordine in flagranza del reato, con l'accusa di blocco stradale, figurano infatti dieci pregiudicati. Gli inquirenti dovranno adesso accertare se la loro presenza sia casuale o legata a un vero e proprio racket che gestirebbe le scommesse legate alle corse clandestine. Una circostanza che confermerebbe le denunce della Lav e delle associazioni animaliste, in merito all'esistenza di questo fenomeno in Sicilia, e in particolare nel Ragusano.
L'intervento dei carabinieri, che domenica mattina si erano mescolati in borghese fra gli spettatori della corsa, e' stato spettacolare. Gli investigatori hanno circondato all'improvviso le strade di accesso che si affacciano sulla provinciale, trasformata in un improvvisato ippodromo, interrompendo la corsa. Alcune pattuglie, a velocita' sostenuta e con la sirena inserita, hanno inseguito i due fantini che stavano partecipando alla gara con i loro cavalli. I driver hanno cercato di sfuggire alla cattura, ma sono stati bloccati e denunciati, oltre che per blocco stradale, anche per maltrattamento di animali.
Nella rete dei carabinieri sono finiti pure gli apripista, in sella ad alcuni motorini, cosi' come i bookmaker, addetti alla raccolta delle scommesse. Fra gli spettatori anche sei ragazzi di eta' compresa fra i 12 e i 14 anni, che assistevano alla gara insieme con i loro genitori. I cavalli, addobbati con colori sgargianti, sono stati sequestrati e trasferiti in una stalla dove verranno sottoposti ai controlli medici, per verificare l'eventuale presenza di sostanze dopanti. Nel corso di una perquisizione nel furgone che aveva trasportato gli animali, infatti, gli investigatori hanno trovato flaconi di medicinali, flebo e siringhe. Da settimane i Carabinieri del Comando provinciale di Ragusa stavano stringendo il cerchio delle indagini sul fenomeno delle corse clandestine. Decisive sarebbero state alcune segnalazioni anonime, che hanno permesso l'avvio dei pattugliamenti e l'individuazione dell'ippodromo clandestino.
Il blocco della corsa clandestina di cavalli ad Acate conferma le ragioni delle ripetute denunce della LAV a tutti gli organi competenti, per bandire le competizioni ippiche tenute fuori degli ippodromi.
"Abbiamo chiesto piu' volte anche all'UNIRE, l'ente del Ministero dell'Agricoltura preposto alla tutela dei purosangue, un pronunciamento contro questo tipo di corse, troppe volte mimetizzate all'interno di feste patronali e di fatto incontrollate, senza ottenere risposta - dichiarano i responsabili Lav - mentre lševidente incapacita' della polizia veterinaria delle ASL di opporsi al massacro dei cavalli sull'asfalto e la compiacenza di tanti sindaci, obbligano le forze dell'ordine ad ingaggiare un'estenuante azione repressiva".
Secondo Mauro Bottigelli, responsabile del settore Palii e Sagre della LAV, "ogni anno in Italia solo le feste patronali ammazzano un cavallo e mezzo per corsa, un record di mortalita' che non trova riscontro in alcuna attivitā agonistica". Aggiunge Bottigelli: "Nessuna autorita' accerta dove finiscano le carcasse dei cavalli e quali circuiti prendano le carni gonfiate da anabolizzanti, antidolorifici, ecc.".
A contrastare il fenomeno non bastera' neppure il recentissimo decreto del presidente del Consiglio dei Ministri in materia di benessere degli animali che impone, per le corse, un adeguato manto di isolamento dell'asfalto ed il collocamento di sponde protettive per l'incolumita' di cavalli. Per questi motivi la LAV, in subordine al divieto, ha chiesto al Ministro dell'Interno, nella fase di modifica del Codice Stradale, di togliere la competenza delle autorizzazioni ai sindaci e di restituirla ai prefetti.
Secondo le stime del nuovo Rapporto Zoomafia della LAV, le corse clandestine di cavalli e le truffe nel mondo dell'ippica fruttano alla criminalita' organizzata un business da 1 miliardo di Euro l'anno. Nel 2002 le indagini delle forze dell'ordine in Italia hanno subito una positiva impennata che ha portato al sequestro di 30 cavalli e alla denuncia di 171 persone, tra cui 2 veterinari, mentre i cavalli rubati ammontano a 5.000. Le corse clandestine di cavalli sono diffusissime in tutta la Sicilia, con un giro d'affari di circa 155.000 Euro; le altre province a rischio sono Bari, Taranto, Reggio Calabria, Napoli e Caserta. Non mancano pero' situazioni simili anche in Emilia Romagna e in Abruzzo.
La LAv ha realizzato la seguente lista sui palii e le corse di cavalli durante le feste paesane in Sicilia:
Cavalli morti - 2001
1 al Palio di Menfi - AG
1 al Palio di Avola - SR
1 al Palio di Campobello di Mazara - TP
1 al Palio di Campobello di Licata - AG + fantino in ospedale
1 al Palio di Solarino - SR
Cavalli morti - 2002
1 al palio di Floridia - SR
1 al Palio di Acate - RG
Fantini ed altri feriti - 2001
1 fantino al Palio di Campobello di Licata - AG
Fantini ed altri feriti - 2002
1 vigile in ospedale/coma al Palio di Floridia - SR
1 fantino (Maria Pina Pulvirenti) al Palio di Acate - RG (lo stesso fantino che gareggera' al palio di Niscemi!)
Rifiuto documenti - Servizi Veterinari ASL di:
Ragusa per Acate - RG
Castelvetrano - TP
Alcamo - TP
Campobello di Mazara -TP
Avola - SR
Rifiuto documenti Comuni di:
Menfi - AG
Calascibetta - EN (il Comune non chiede parere veterinario all'ASL!)
Solarino - SR (il Comune non chiede parere veterinario all'ASL!)
La Prefettura di Agrigento non riscontra due istanze per raccomandata della LAV contro il palio a Sciacca - AG (2001).
Intanto, nella citta' di Vittoria la querelle sul palio ha scatenato venti di guerra.
Le associazioni ambientaliste Lav, Wwf, Lega difesa del cane, Legambiente, Associazione pini d'Aleppo e Arci, hanno costituito un fronte compatto contro il referendum-sondaggio in fase di preparazione a Vittoria.
Inoltre un dossier sull'edizione precedente del palio e' stato presentato alla Procura della Repubblica di Roma, e un altro video inedito sulla manifestazione sara' messo in circolazione nei prossimi giorni attraverso televisioni locali e nazionali.
Le associazioni si chiedono dove siano andati a finire i cavalli feriti e morti a causa del palio.
Secondo le stime degli animalisti il palio di Vittoria e' costato qualcosa come 20 mila euro per ogni giornata di corse per un totale di 100 mila euro.
Le associazioni contestano anche il referendum e annunciano l'iniziativa di boicotttaggio dei prodotti agricoli vittoriesi che alcuni attivisti di associazioni animaliste inglesi vogliono lanciare contro il palio di Vittoria.
Anche i troppi furti di cavalli nel territorio di Comiso ha fatto scattare l'allarme delle forze dell'ordine ed anche la denuncia dei Gruppi di ricerca ecologica che hanno inviato un esposto alle autorita' di pubblica sicurezza. Secondo i Gre almeno dieci cavalli sono stati rubati nelle ultime settimane nel Comisano e c'e' il sospetto che gli animali vengano utilizzati per organizzare corse clandestine.
Inoltre, la vice presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Angela Napoli, ha firmato una interrogazione ai ministri dell'Interno e della Giustizia sulle vicende della citta' di Vittoria.
Ecco il testo:
Atto Camera:Interrogazione a risposta scritta 4-04940 presentata da ANGELA NAPOLI domenica 22 dicembre 2002 nella seduta n.244
ANGELA NAPOLI. - Al Ministro dell'Interno, al Ministro della Giustizia. - Per sapere - premesso che:
fin dal 30 agosto 1993, con prot. n. 1062/23, il Nucleo Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Ragusa, ha redatto la notifica di reato a carico di "CARBONARO Bruno + 171" per "Associazione per delinquere di stampo mafioso ed altro";
la famiglia Carbonaro insieme a quella di Dominante, hanno rappresentato, per anni, il potere mafioso nella Citta' di Vittoria;
imputato principe del citato procedimento per mafia e' Carbonaro Bruno di Vittoria, attualmente in stato di detenzione ed imputato di avere fatto parte di associazione armata di tipo mafioso, di aver diretto ed organizzato l'associazione denominata "Clan Dominante-Carbonaro", di essersi associato nel commettere piu' delitti finalizzati allo spaccio di sostanze stupefacenti in Vittoria e provincia di Ragusa dall'anno 1985 ad oggi, di avere, in concorso con altri, messa in atto la pratica del racket nei confronti di soggetti singoli o aziende private, anche impegnate nei lavori di costruzione del porto di Pozzallo;
da quanto sopra esposto, appare chiaro come il Carbonaro Bruno sia un personaggio del tutto inserito nel tessuto malavitoso del territorio vittoriese;
il Carbonaro e' diventato un collaboratore di giustizia e sulle sue dichiarazioni sono state attuate numerose indagini;
poco riscontro, invece e' stato reso, da parte della magistratura inquirente, alle dichiarazioni del Carbonaro che riguardano i rapporti tra mafia e potere politico;
nello specifico non puo' non essere attenzionato quanto dichiarato da Carbonaro Bruno e riportato alle pagine 362, 363, 364, comma 122 dell'avviso di reato citato inizialmente, relativamente ai rapporti avuti dallo stesso con l'ex consigliere regionale siciliano AIELLO Francesco;
l'ex consigliere regionale Aiello Francesco gia' Sindaco della Citta' di Vittoria nel 1975 e nel 1988, e' stato nuovamente eletto a tale carica nel maggio del 1995 e successivamente rieletto nel 1997 e nelle ultime elezioni del 2002;
le accuse rivolte dal Carbonaro nei confronti del Sindaco Aiello appaiono di estrema delicatezza e gravita', non solo per i contenuti legati a guadagni illeciti che le collusioni avrebbero comportato all'Aiello, ma anche per gli interventi che lo stesso avrebbe prodotto per favorire i soggiorni obbligati di alcuni uomini appartenenti alla criminalita' organizzata siciliana;
Aiello avrebbe partecipato sia alla cerimonia di inaugurazione del negozio di articoli da regalo gestito da Bruno Carbonaro sia ad altre manifestazioni con la presenza di altri esponenti della malavita locale, a chiara dimostrazione, secondo l'interrogante, che la presenza dell'Aiello a manifestazioni pubbliche che annoveravano la presenza a vari titoli di esponenti della criminalita' organizzata locale non fosse piu' ne' casuale, ne' sporadica;
negli anni 1992-1993 il Prefetto dell'epoca della provincia di Ragusa ha disposto una serie di indagini prefettizie presso alcuni comuni della provincia, tra i quali proprio Vittoria. Tale funzionario e' stato immediatamente trasferito e dopo la sostituzione del Prefetto del tempo, sono finite le indagini sul Comune di Vittoria;
un altro episodio che evidenzia, ad avviso dell'interrogante, l'atteggiamento tipicamente mafioso del Sindaco Aiello e' legato al ripristino dell'antico Palio di Vittoria quale impegno assunto in campagna elettorale con i "cavaddari" (gruppo di personaggi oberati da consistenti precedenti penali;
il ripristino del Palio, impegno al quale il Sindaco Aiello non ha potuto sottrarsi vista la "caratura" dei soggetti che lo avevano sollecitato, e' stato contestato da larghissima parte dei cittadini e delle forze politiche locali e la sua attuazione ha comportato episodi diventati oggetto della trasmissione televisiva "Striscia la Notizia" e di Studio Aperto;
il Comune di Vittoria ha dato in concessione ai fratelli GAMBINA, parenti dei famigerati GALLO, coinvolti in numerosi processi di mafia, una vasta area della Piazza Dante Alighieri per adibirla a supermercato, con grave pregiudizio per l'estetica della piazza e con notevoli inconvenienti per il traffico e per gli abitanti della zona -:
se siano state avviate indagini sulla comunicazione di notizie di reato prot. 1062/23 del 30 agosto 1993;
se non intendano fare avviare opportune indagini utili a verificare eventuali infiltrazioni negli appalti realizzati dal Comune di Vittoria;
quali siano gli interventi nel caso di comprovate collusioni dell'Aiello con la criminalita' organizzata locale. (4-04940) .
Tuttavia, a fronte dell'esistenza di una interrogazione parlamentare sul primo cittadino di Vittoria, e' assolutamente consequenziale chiedersi come mai i sindaci dei comuni di Acate, Niscemi, Floridia, Avola, e di tutti gli altri comuni siciliani dove si svolgono i palii sotto accusa, continuino ad autorizzare la realizzazione di manifestazioni che vedono protagonisti assoluti fatti continuativi di maltrattamento degli animali e che si svolgono sistematicamente in un contesto di vero e proprio boicottaggio della norme di legalita'.
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