Percorsi del Gusto

PERCORSI DEL GUSTO
a Rosolini una cena per lanciare l’idea di una nuova intesa tra operatori turistici e produttori

DSCN1265 « … ho sempre pensato che l’enogastronomia e la cultura viaggiassero in parallelo fino ad abbracciarsi e fondersi in un unica espressione artistica, fatta di propri valori e di emozioni,che andassero a stuzzicare l’ntelletto e i nostri sensi…. ».
Graziella Cataldi spiega così l’essenza di uno dei locali a percorso gastronomico che, nella culla del profondo Sud di Sicilia dentro un magnifico territorio tra mare colline barocco e natura, ha posto come fulcro della propria esistenza l’appartenenza alla tradizione eno-gastronomica dei luoghi e della Storia.
«L’Idea di questa cena nasce dalla passione mia e di mio marito per il mondo dell’eno-gastronomia – continua – e ci piacerebbe far nascere un percorso fatto di sfumature, profumi, sensazioni, sapori ed immagini di un tempo».
DSCN1269 E così, la sera del 29 Febbraio, amici, operatori turistici, produttori di olio e vino, proprietari e gestori di b&b e dintorni, si sono ritrovati attorno ad una tavola imbandita di prelibatezze nate dalla cucina tradizional-creativa di Graziella Cataldi e Santino Baglieri per gustare in relax i sapori di una “terra ancora vergine”, come è stato definito questo lembo di Sicilia dall’avvocato Sergio Barone, presidente del Consorzio Nero d’Avola e produttore del vino che ha accompagnato la cena dell’Osteria U Suliccenti.

Ed accanto ad un vino dal nome con vocali accentate (una forma di scaramanzia, ha spiegato il produttore), è arrivato un menù di grande impatto.
DSCN1258 «Si è trattato di una cena fatta all’insegna di prodotti poveri e genuini – spiega Santino Baglieri – l’antipasto era formato da polpettine sia di porri che di patate dalla ricotta nella cavagna”calda” arricchita con olio a limone e buccia di limone ed infine dalla cotoletta di arancia. Ricordo che da piccino eravamo tanti nipoti la nonna non
disponeva sempre della carne, per accontentarci impanava fettine di arance strepitose oggi come allora».
«Il primo pasta scurdata anniviricata con broccoletti e ciliegino pachino: scurdata perche’ i nonni riuscivano la mattina prima di andare a lavorare ad impastare e a stendere la pasta per asciugare ma poi presi dal lavoro non rientravano mai in tempo per tagliarla prima che si induriva,non si poteva buttare quindi la spezzettavano con le mani. Anniviricata perche’ abbiamo usato farina di carrubo».

«Il secondo lonza di maiale a forno cotta con succo di limone, e per contorno abbiamo fatto un omaggio al cannolo siciliano facendolo salato e farcito con spinaci, il dolce di pane duro antica ricetta lasciataci in eredita’
dalla nonna paterna: il pane stava chiuso per tre giorni nella cassa panca al buio in ambiente asciutto una volta raggiunta la giusta durezza veniva lavorato dando vita ad un dolce unico. Pani ruru e cutieddu ca’ nun… non sempre e’ così. Gli oli usati sono stati gentilmente offerti dall’ azienda Nobile Emanuele ed il vino dall’azienda Barone». DSCN1257
Ma non solo una cena fatta da prelibatezze…. la presenza di operatori turistici, produttori, ed esponenti della classe politica locale ha visto l’inizio di una chiacchierata di percorso che, tra una portata e l’altra, potrebbe avere un seguito – così come in parecchi auspicano.
«Attraverso sinergie tra le attivita’ locali sarebbe interessante poter riuscire ad offrire ai turisti piu’ servizi – spiega Santino – poter promuovere l’identità culturale ed eno-gastronomica locale a livello nazionale, valorizzare i prodotti e le attività locali anche attraverso la nascita dell’informa-turista».

Accadrà tutto questo? Riusciranno operatori e produttori locali a superare logiche vetuste e trovare un percorso armonico che porterebbe lustro al territorio ed alla incomparabile bellezza di quest’angolo di Sicilia?
Vedremo…. non è detto che la strada debba essere in salita…