Sapienza

UMORI E SAPIENZA…. All’indomani della bagarre tra l’Ateneo romano ed il Vaticano, parlano gli studenti

di Rossella Smiraglia

minerva A una settimana dalla contestata inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Università la Sapienza di Roma, se da una parte l’attenzione dei media è calata dall’ altra gli studenti, principali attori della vicenda, hanno voglia di dare la propria testimonianza su quanto accaduto.
Siano essi favorevoli o contrari o indifferenti alla presenza del Papa, tutti avvertono un senso di disagio per la distanza tra i fatti e il modo con cui sono stati riportati e probabilmente strumentalizzati.
Il Rettore Renato Guarini non rilascia altre interviste in merito alla vicenda e fa sapere che per l’Università la faccenda si è conclusa con l’inaugurazione dell’anno accademico: nemmeno dall’ufficio stampa non sono giunte nuove dichiarazioni.
Tuttavia, tutti i professori sono stati invitati nella giornata del 23 gennaio al Dipartimento di Fisica per fare il punto della situazione.
E’ chiaro che se c’è un problema di competenze che va affrontato, anche gli studenti sentono la necessità di confrontarsi e di esprimere la loro posizione.
In qualità di rappresentanti degli studenti in Consiglio di amministrazione abbiamo ascoltato Cristian Bonafede e Gianluca Senatore.
cristian bonafede Il primo è lo studente che (nella foto a fianco), secondo il programma dell’inaugurazione, avrebbe dovuto dare il saluto al Santo Padre. Da cattolico è molto amareggiato per non aver potuto ospitare e ascoltare il Papa, e afferma che “una ristrettissima minoranza di studenti 20 e non 500 come riportato dai media, con prepotenza ha occupato l’aula del rettorato a due passi da dove sarebbe dovuto passare Benedetto XVI, rappresentando un rischio soprattutto per la folla di studenti accorsa a salutarlo”.
Gli abbiamo chiesto la sua opinione sul concetto di laicità: “La scienza è libera e laica – risponde Cristian Bonafede – anche di confrontarsi e di correggere i propri errori” e cita in proposito la parte del discorso del Papa in cui dice che la ricerca della verità “è il principio che ha guidato i più grandi pensatori e scienziati”.
“Uno Stato laico è tale quando tutti possono esprimere le proprie opinioni e credenze – continua – non mi sento tutelato da un Stato che permette una manifestazione di pochi e non garantisce il diritto di tanti non consentendo al Papa di parlare. Per questo motivo ci siamo imbavagliati non solo per esprimere solidarietà al Papa, ma per sottolineare che la maggioranza degli studenti non è d’accordo con la protesta”.
gianluca_senatore Di opinione diversa è Gianluca Senatore (nella foto a fianco), lo studente che ha tenuto il discorso di inaugurazione come da protocollo, e che conferma innanzitutto che il numero di manifestanti che hanno occupato l’aula del rettorato, in realtà “era 20, poi secondo la stampa 40, poi 80, la sera erano diventati 500”.
“Per ogni studente c’erano 4 giornalisti – racconta Senatore – inoltre l’aula del rettorato è di circa 50 metri quadrati e risulta piuttosto difficile immaginare di riempirla con tante persone”.
E puntualizza: “Quindi non sussisteva la paura di scontri né c’era rischio per l’incolumità di alcuno. I giornalisti avrebbero dovuto, forse, tenere conto del fatto che quanto accade nell’universita’ più grande d’Europa, ha rilevanza nella vita del Paese perché è noto che l’Università La Sapienza forma molta parte della classe dirigente in ogni ambito sia esso economico che politico e istituzionale”.
“Fino a ieri non avremmo potuto parlare di problemi di laicità nel nostro Paese o nell’università – prosegue Gianluca Senatore – ma oggi in un particolare momento di crisi politica, come quello attuale, tale concetto è messo in discussione proprio dalla Chiesa che dalla mancata presenza alla cerimonia rivendica più forte il diritto di dire la sua su ambiti nei quali non dovrebbe entrare, come ad esempio in proposito della legge 194 sull’aborto che, se pure necessita di essere aggiornata, riguarda le scelte dell’individuo, scelte in cui non possono esserci ingerenze da parte di nessun credo religioso”.
“Sono convinto che il confronto sia sempre necessario ed è per questo motivo che siamo dispiaciuti di non avere incontrato il Santo Padre – precisa Senatore – e questa è stata certo un’occasione mancata, ma non dobbiamo permettere che la scarsa chiarezza sul termine “laicità” crei una confusione di ruoli”.
E conclude: “Non si può dire che la Chiesa sia in pericolo o che i cattolici siano imbavagliati, forse sono state messe in atto strategie politiche da parte del mondo cattolico che mirano a riavvicinare i giovani che invece ai tempi di Giovanni Paolo II manifestavano con maggior forza la loro vicinanza al Papa. Dai ricordi di alcuni professori sappiamo che Woitila fu ospite della Sapienza e che in quella occasione fu fischiato e contestato da gruppi più folti di studenti, ma lui portò comunque a termine il suo intervento senza che ciò diventasse motivo di scandalo. E’ innegabile che la Chiesa abbia svolto nei secoli un ruolo fondamentale, ma noi come Stato laico abbiamo come riferimento la nostra Costituzione”.