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	<title>Avvenimenti Iblei &#187; Alessandro Spadaro</title>
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		<title>Palermo: semplificazione amministrativa, la ricetta di Confindustria</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 16:53:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News Locali]]></category>
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		<description><![CDATA[PALERMO 04 Febbraio 2010 – “Non basta istituire sportelli unici, bisogna farli funzionare e aumentarne le competenze. Altrimenti sarà inefficace qualsiasi riforma della pubblica amministrazione rispetto alla necessità di semplificare le procedure e di ridurre i tempi di rilascio di autorizzazioni alle imprese”. Lo afferma Alessandro Spadaro, presidente regionale della Piccola industria di Confindustria Sicilia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PALERMO 04 Febbraio 2010 – “Non basta istituire sportelli unici, bisogna farli funzionare e aumentarne le competenze. Altrimenti sarà inefficace qualsiasi riforma della pubblica amministrazione rispetto alla necessità di semplificare le procedure e di ridurre i tempi di rilascio di autorizzazioni alle imprese”.<br />
Lo afferma Alessandro Spadaro, presidente regionale della Piccola industria di Confindustria Sicilia, secondo cui “la Sicilia è al primo posto per attivazione di sportelli unici, nel 79,7% dei Comuni, rispetto alla media nazionale che è del 70,6%. Ma esiguità di personale, frammentazione delle competenze, eccesso di passaggi burocratici fanno sì che la Sicilia sia anche l’ultima regione d’Italia per tempi e costi di rilascio delle autorizzazioni”.<br />
Basti pensare che in Europa i tempi di avviamento di un’impresa sono di otto giorni con un costo di 417 euro. In Italia la media è di 64 giorni con una spesa di oltre 4.000 euro. In Sicilia va anche peggio, con tempi che possono sfiorare in alcuni casi anche i due anni. Il rapporto cresce riguardo ai tempi di pagamento delle fatture alle imprese da parte delle pubbliche amministrazioni: 30 giorni è la media europea, 10 giorni nel Regno Unito, fino a un anno in Sicilia.<br />
“Un paradosso inaccettabile – dice Spadaro &#8211; e non in linea con l’Unione europea, che con lo Small Business Act ha reso la semplificazione amministrativa una priorità assoluta da recepire nelle legislazioni nazionali”.<br />
La Piccola industria di Confindustria Sicilia calcola che la semplificazione delle procedure comporterebbe nell’Isola un risparmio di 200 milioni di euro per gli enti pubblici che impegnano personale nell’esame delle pratiche, e per le imprese che devono sobbarcarsi fin troppi adempimenti e una enorme produzione di carte. In Europa il risparmio derivante dall’attuata semplificazione amministrativa e dall’esenzione delle microimprese da obblighi di rendicontazione contabile è stato calcolato in 7 miliardi di euro.<br />
“Quando si parla di competitività delle imprese siciliane in Europa – commenta Spadaro – non si può non tenere conto anche di questi dati. Il tema dei maggiori costi indotti è un problema che frena lo sviluppo di tutte le imprese siciliane e comprende non solo la logistica e le infrastrutture, ma anche il divario che si sconta nell’avviare un investimento: tutto qui ha un costo aggiuntivo che ci pone fuori mercato”.</p>
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