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	<title>Avvenimenti Iblei &#187; DDA</title>
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		<title>Caserta: operazione antidroga, arresti nel clan dei casalesi</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 00:10:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[CASERTA 12 Aprile 2010 &#8211; Operazione dei Carabinieri di Mondragone per l&#8217;esecuzione di 18 arresti nelle province di Caserta, Napoli e altre località italiane. I 18, fra i quali spiccano elementi del clan camorristico dei Casalesi, sono accusati di importazione, detenzione e spaccio di ingenti quantità di cocaina e hashish, con l&#8217;aggravante del metodo mafioso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CASERTA 12 Aprile 2010 &#8211; Operazione dei Carabinieri di Mondragone per l&#8217;esecuzione di 18 arresti nelle province di Caserta, Napoli e altre località italiane. I 18, fra i quali spiccano elementi del clan camorristico dei Casalesi, sono accusati di importazione, detenzione e spaccio di ingenti quantità di cocaina e hashish, con l&#8217;aggravante del metodo mafioso. L&#8217;operazione, coordinata dalla Dda di Napoli, conclude un&#8217;indagine precedente che aveva portato all&#8217;arresto di 40 persone e al sequestro di droga, denaro e armi da fuoco come fucili, pistole e mitragliatrici.</p>
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		<title>Palermo: disvelare rapporti tra mafia e mondo imprenditoriale</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 22:56:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>PALERMO 26 Marzo 2010 &#8211; “Esprimo il mio apprezzamento e i miei complimenti alla DDA di  Palermo che, con Il prezioso lavoro dei PM,  Fernando Asaro e Giuseppe Fici, ha portato attraverso un’importante indagine a disvelare significativi  rapporti tra mafia e mondo imprenditoriale”. Lo dichiara Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, commentando l’inchiesta che  ha portato all’arresto di presunti mafiosi e imprenditori vicini a Cosa nostra.<br />
“ I miei complimenti – aggiunge &#8211; vanno, altresì, al Comando ed al reparto operativo dei Carabinieri ed alla DIA di Catania.  Il rapporto tra mafia ed imprenditori rappresenta una tra  le più importanti questioni nella lotta a Cosa nostra. E’ questa  la frontiera nella quale bisogna continuare ad operare  per disboscare meccanismi che inquinano l’economia  e  che distorcono i mercati.<br />
Ci risulta che una delle aziende coinvolte nell’indagine risulta essere associata a Confindustria Agrigento, che  ha già provveduto alla sospensione e nei prossimi giorni avvierà le procedure di espulsione.” </p>
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		<title>Reggio Calabria: minacce a pm e giornalisti</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 01:08:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[REGGIO CALABRIA 13 Marzo 2010 &#8211; L&#8217;ultima volta che la &#8216;ndrangheta si è fatta sentire è stato il 7 marzo: una busta con proiettile indirizzata al magistrato della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, De Bernardo. Lo stesso giorno a Vibo Valentia la scritta intimidatoria &#8220;Vattene o muori&#8221; a un altro pm della Dda, Spagnuolo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA 13 Marzo 2010 &#8211; L&#8217;ultima volta che la &#8216;ndrangheta si è fatta sentire è stato il 7 marzo: una busta con proiettile indirizzata al magistrato della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, De Bernardo. Lo stesso giorno a Vibo Valentia la scritta intimidatoria &#8220;Vattene o muori&#8221; a un altro pm della Dda, Spagnuolo. Il 2010 si è aperto con la bomba alla Procura generale di Reggio Calabria, se guita dalla macchina imbottita di tritolo sul percorso del Presidente Napolitano in visita alla città. Sono 5 i giornalisti minacciati, mentre il pentito D&#8217;Urzo ha svelato i piani delle cosche per uccidere Angela Napoli, della Commissione parlamentare antimafia.</p>
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		<title>Roma: duro colpo a &#8220;mala&#8221; romana, sequestrati milioni di euro</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 13:58:42 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA 09 Marzo 2010 &#8211; Sequestri, tra Roma e l&#8217;Abruzzo, per una decina di milioni di euro ad affiliati e prestanome vicini a un boss della malavita romana, li stanno eseguendo dalle prime luci dell&#8217;alba i Carabinieri di Ostia, disposti dal Tribunale di Roma, a seguito di richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma.</p>
<p>Si tratta di un duro colpo al patrimonio dell&#8217;organizzazione, accumulato grazie ad anni di attività illecite, consistente in appartamenti e ville, un supermercato, una lavanderia, pizzerie, box auto, quote di società che gestiscono un&#8217;autofficina e due ristoranti e varie autovetture. Il sequestro di beni immobili riguarda anche la villa bunker dove abita la famiglia del boss.</p>
<p>L&#8217;attività investigativa dei Carabinieri di Ostia si è sviluppata nell&#8217;ambito di un&#8217;operazione che aveva già consentito di disarticolare un sodalizio criminale che, ben strutturato importava dall&#8217;estero ingenti quantitativi di cocaina.</p>
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		<title>Reggio Calabria: minacce ai pm nei processi alla &#8216;ndrangheta</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 23:59:43 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA 07 Marzo 2010 &#8211; Ancora intimidazioni a magistrati calabresi. Una busta con un proiettile cal.9 indirizzata al pm della Dda reggina, De Bernardo è stata intercettata in un ufficio postale della zona jonica reggina De Bernardo, pm in alcuni importanti processi alla &#8216;ndrangheta è attualmente l&#8217;accusa nel processo &#8220;Ramo Spezzato&#8221; contro il clan Iamonte di Melito Porto. Il 3 gennaio scorso l&#8217;esplosione di una bombola davanti alla Procura di Reggio Calabria, e un&#8217;altra lettera con proiettile inviata al pm Lombardo. A Vibo Valentia, una scritta su un muro contro il pm Spagnuolo: &#8220;Vattene o muori&#8221;.</p>
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		<title>Caltanissetta: smantellato clan mafioso, operava in Lombardia</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 16:11:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[CALTANISSETTA 22 Febbraio 2010 &#8211; Smantellato un clan mafioso che operava in Lombardia, con collegamenti in Belgio: eseguite 24 ordinanze di custodia cautelari. I membri della cosca erano specializzati nell&#8217;estorsione, nell&#8217;usura e nel trasferimento fraudolento di ingenti somme di denaro. Nell&#8217;operazione, scaturita dalle indagini del Gico del Nucleo di Polizia e coordinata dalla Dda di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CALTANISSETTA 22 Febbraio 2010 &#8211; Smantellato un clan mafioso che operava in Lombardia, con collegamenti in Belgio: eseguite 24 ordinanze di custodia cautelari. I membri della cosca erano specializzati nell&#8217;estorsione, nell&#8217;usura e nel trasferimento fraudolento di ingenti somme di denaro. Nell&#8217;operazione, scaturita dalle indagini del Gico del Nucleo di Polizia e coordinata dalla Dda di Caltanissetta, sono state realizzate anche 35 perquisizioni e 11 sequestri di societa&#8217;.</p>
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		<title>Roma: piano straordinario contro la criminalità organizzata, arrivano le nuove norme</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 01:13:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ROMA 28 Gennaio 2010 &#8211; Arriva il piano straordinario a contrasto della criminalità organizzata. Con le nuove norme si potenziano l&#8217;azione della Direzione Investigativa Antimafia attraverso l&#8217;attribuzione di una &#8220;missione prioritaria&#8221; di aggressione delle ricchezze mafiose attraverso le investigazioni preventive, i sequestri dei patrimoni illeciti ed il controllo degli appalti pubblici. Alla Direzione Distrettuale Antimafia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA 28 Gennaio 2010 &#8211; Arriva il piano straordinario a contrasto della criminalità organizzata. Con le nuove norme si potenziano l&#8217;azione della Direzione Investigativa Antimafia attraverso l&#8217;attribuzione di una &#8220;missione prioritaria&#8221; di aggressione delle ricchezze mafiose attraverso le investigazioni preventive, i sequestri dei patrimoni illeciti ed il controllo degli appalti pubblici. Alla Direzione Distrettuale Antimafia sara&#8217; attribuita la competenza per il reato di traffico illecito organizzato di rifiuti. Saranno estese anche le operazioni &#8220;sottocopertura&#8221; delle forze di polizia al reato di traffico illecito di rifiuti. Verra&#8217; costituito un desk interforze finalizzato allo scambio informativo per il contrasto all&#8217;ecomafia, composto da rappresentanti delle forze di polizia, del corpo delle Capitanerie di porto &#8211; Guardia Costiera e del ministero dell&#8217;Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Un altro obiettivo del pacchetto varato oggi dal Governo e&#8217; &#8220;rafforzare la qualita&#8217; degli interventi in favore delle vittime del racket e dell&#8217;usura attraverso una gestione omogenea e coordinata sul territorio nazionale degli interventi stessi&#8221;. Le nuove norme varate dal Cdm prevedono la realizzazione, a livello nazionale, di una mappa della criminalita&#8217; organizzata di tipo mafioso attraverso un sistema informatico denominato &#8220;sistema MA.CR.O&#8221;, che sara&#8217; interconnesso con il sistema denominato SI.D.N.A. In MA.CR.O. Saranno inserite le informazioni provenienti dai gruppi provinciali composti da investigatori della Polizia di Stato, dell&#8217;Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e dai responsabili degli Istituti di pena.</p>
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		<title>Roma: operazione &#8220;Maiquetia&#8221;, 26 in manette per traffico internazionale di droga</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 19:46:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Antonella Serafini ROMA 26 Gennaio 2010 – Vasta operazione antidroga con l’arresto di 26 persone per traffico internazionale di stupefacenti eseguita oggi dai Carabinieri del Gruppo di Ostia. Questa mattina all’alba, a Roma e Provincia, i Carabinieri del Gruppo di Ostia, a conclusione dell’indagine convenzionalmente denominata “MAIQUETIA”, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <em>Antonella Serafini</em></p>
<p>ROMA 26 Gennaio 2010 –  Vasta operazione antidroga con l’arresto di 26 persone per traffico internazionale di stupefacenti eseguita oggi dai Carabinieri del Gruppo di Ostia. Questa mattina all’alba, a Roma e Provincia, i Carabinieri del Gruppo di Ostia, a conclusione dell’indagine convenzionalmente denominata “MAIQUETIA”, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, nei confronti di 26 persone, emessa dal GIP del Tribunale di Roma, Dr.ssa  Maria Bonaventura, su richiesta della Procura della Repubblica di Roma – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Aggiunto Dott. Giancarlo Capaldo. Il PM titolare dell’indagine è il Sostituto Procuratore Dott. Giuseppe de Falco.<br />
Le accuse vanno dall’associazione finalizzata al traffico internazionale e allo spaccio di ingenti quantitativi di stupefacenti, alla detenzione abusiva di armi.<br />
L’indagine dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Ostia, ha consentito di individuare due distinti sodalizi criminali che rifornivano di ingenti quantitativi di cocaina ed hashish diverse “piazze di spaccio” ad Ostia e nell’intera provincia di Roma.</p>
<p>L’indagine ha preso spunto dal sequestro di un carico pari ad un chilo di cocaina avvenuto ad Acilia il 09/11/2007 che conduceva all’arresto di due soggetti, un italiano ed una colombiana. In seguito a tale episodio venivano avviati una serie di complessi accertamenti che consentivano di individuare alcune utenze telefoniche nazionali ed internazionali il cui ascolto permetteva di:<br />
-        intercettare un corriere colombiano che, partito dall’aeroporto di Maiquetia di Caracas (Venezuela) – da cui il nome dell’operazione – il 25/02/2008 veniva arrestato ad Acilia mentre attendeva il contatto a cui consegnare una valigia con dentro oltre kg. 2 di cocaina purissima celata all’interno di una confezione di latte in polvere per bambini;<br />
-        individuare altre due distinte organizzazioni criminali operanti a Roma e provincia, dedite al traffico e allo spaccio di droga.</p>
<p>La prima organizzazione aveva base operativa ad Ostia ed era capeggiata dal noto FASCIANI Carmine – esponente di spicco della malavita romana, attualmente detenuto – e dal fratello Giuseppe, che gestisce un forno/panificio in Via di Castelporziano.  Attraverso la collaborazione di due personaggi di fiducia &#8211; RAHO Marco e DE SANTIS Alessio – i fratelli FASCIANI si sono approvvigionati di circa 30 kg. di hashish e di 4 kg. di cocaina da alcuni soggetti romani e, attraverso una fitta rete di spacciatori che faceva capo al DE SANTIS (tra i quali anche un ex  guardia giurata ed un dipendente di una compagnia telefonica il quale, per ricevere o consegnare dosi di cocaina, non esitava a muoversi durante le ore di lavoro, utilizzando l’auto con le insegne della ditta) la droga veniva poi smerciata sul litorale romano e in Provincia. Sono state accertate anche delle cessioni di cocaina effettuate all’interno di una comunità terapeutica per il recupero dei tossicodipendenti nella provincia di Latina. Basi operative del gruppo erano in particolare il citato forno di Castelporziano, nonché lo stabilimento “Village” di Ostia, riconducibile a FASCIANI Carmine. All’organizzazione è stata contestata anche l’aggravante di associazione armata atteso che è stata rilevata la disponibilità di armi sia da parte del RAHO che del DE SANTIS.</p>
<p>Parallelamente all’organizzazione dei fratelli FASCIANI, ne è stata individuata una seconda che importava droga dal Paraguay. Tale sodalizio, composto da italiani e sudamericani, introduceva in Italia cospicui quantitativi di cocaina attraverso i viaggi di alcuni giovani corrieri paraguayani. Dell’organizzazione sudamericana è stato accertato far parte POMPILI Franco, già latitante poiché ricercato dal 2006 per reati inerenti gli stupefacenti, il quale, dall’estero, sfruttava le sue conoscenze ed amicizie italiane per inviare loro i corrieri paraguayani. Sono state ricostruite almeno quattro importazioni tramite le quali sono stati introdotti in Italia circa 5 kg. di cocaina purissima, che, introdotta sul mercato avrebbe fruttato almeno 300.000 mila di euro. I metodi utilizzati dai corrieri prevedevano principalmente il collaudato sistema dell’ingestione di ovuli, ma in un caso anche un metodo più artigianale: una donna è stata infatti arrestata con circa 1 kg. di cocaina occultata all’interno di un abbondante reggiseno. La droga importata era destinata in particolare a due pregiudicati della zona di Tor de Cenci: BUFFONE Bruno e CECI Giancarlo. Essi provvedevano a prelevare i corrieri presso alcune strutture alberghiere dei castelli romani dove alloggiavano, a recuperare da loro la droga trasportata e ad inviare il corrispettivo in denaro in Sud America attraverso le agenzie di money transfer. Parte di questo stupefacente è stato ceduto da BUFFONE, in almeno due occasioni, al gruppo dei FASCIANI, tramite DE SANTIS Alessio.</p>
<p>In occasione dell’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare si è altresì proceduto al sequestro di beni mobili ed immobili per un valore pari a circa euro 1.000.000. Si tratta in particolare dell’attività del forno “Sapori di Grano” ubicato in Castelporziano per un valore di euro 300.000, 1 villetta ed 1 appartamento siti in Pomezia – località Torvaianica rispettivamente del valore di euro 250.000 e euro 200.000, 1 locale ufficio ed 1 posto auto a Fiumicino del valore rispettivamente di euro 150.000 e euro 10.000, 5 conti correnti, 1 cassetta di sicurezza, 3 auto e 2 moto.</p>
<p>I sequestri sono stati eseguiti ai sensi di una delle più moderne normative che consentono di aggredire i beni indipendentemente dal collegamento con il reato che le ha prodotte (ai sensi del combinato disposto art. 321 c.p.p. e art. 12 sexies della L. 356/92).<br />
Ciò si inquadra nella nuova strategia anticrimine fondata proprio sull’aggressione dei capitali illeciti. Infatti lo strumento più importante ai fini di un più efficace contrasto delle criminalità organizzata sono le misure patrimoniali del sequestro e della confisca; il primo costituisce una misura intermedia dell’investigazione patrimoniale con cui lo Stato sottrae temporaneamente un bene dalla disponibilità del proprietario allo scopo di consentire agli organi inquirenti di poter procedere nel prosieguo dell’investigazione, senza il pericolo di dispersione o alienazione; la confisca, invece, è la definitiva privazione della disponibilità dei beni illeciti, che vengono posti a disposizione dello Stato.<br />
La confisca dei beni è ormai da considerare un vero e proprio attacco degli organi statali contro i capitali di formazione illecita; e ciò nella precisa convinzione che la semplice repressione delle responsabilità penali personali non è sufficiente ad eliminare la pericolosa criminalità, in quanto le riserve di capitale consentono di rimpiazzare con altri uomini quelli arrestati e di ricostituire i depositi di armi ed esplosivi sequestrati. Del resto, l’accumulo ed il reinvestimento dei proventi illeciti è il vero obiettivo del delinquere e costituisce il movente di tutti i criminali.<br />
L’art. 12 sexies della legge nr. 356 del 1992 prevede la confisca del denaro o dei beni di cui il condannato per reati di particolare gravità (fra cui anche art. 73 e 74 T.U. 309/90 &#8211; stupefacenti) “non può giustificare la provenienza e di cui, anche per interposta persona fisica o giuridica, risulta essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo in valore sproporzionato al proprio reddito, dichiarato ai fini delle imposte sul reddito, o alla propria attività economica”. La caratteristica richiesta della sproporzione tra ammontare dei beni e capacità economico-contributive dell’interessato rappresenta il fulcro del meccanismo, perché consente la sottrazione degli stessi, indipendentemente dall’esistenza o meno di elementi indiziari circa la loro origine illecita.<br />
Inoltre, l’art. 12 sexies è profondamente innovativo, in quanto, da una parte, consente la sequestrabilità di interi patrimoni di persone collegabili ai reati previsti, e dall’altra parte sposta sull’indagato l’onere di documentare la provenienza del suo patrimonio tutte le volte in cui esso si presenta sproporzionato rispetto al reddito dichiarato.</p>
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		<title>Siracusa: catturato boss mafia, latitante da oltre 1 anno</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 00:51:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[SIRACUSA 25 Gennaio 2010 &#8211; Era latitante dall&#8217;ottobre 2009, Orazio Privitera 48 anni, ritenuto la mente del gruppo mafioso dei &#8220;Carateddi&#8221; del quartiere Picanello di Catania, una delle più aggressive frange del clan Cappello. Il boss, considerato una dei principali esponenti mafiosi di Catania e della Sicilia orientale, è stato arrestato dai poliziotti della Squadra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SIRACUSA 25 Gennaio 2010 &#8211; Era latitante dall&#8217;ottobre 2009, Orazio Privitera 48 anni, ritenuto la mente del gruppo mafioso dei &#8220;Carateddi&#8221; del quartiere Picanello di Catania, una delle più aggressive frange del clan Cappello.</p>
<p>Il boss, considerato una dei principali esponenti mafiosi di Catania e della Sicilia orientale, è stato arrestato dai poliziotti della Squadra mobile del capoluogo etneo mentre si trovava, insieme alla sua famiglia, in uno sperduto casolare nelle campagne del siracusano non lontano dal confine con la provincia di Catania. Il rifugio era un luogo spartano ed era protetto da un sistema di videosorveglianza. Il latitante era disarmato e alla vista della polizia non ha opposto alcuna resistenza.</p>
<p>L&#8217;uomo era ricercato dal 22 ottobre del 2009, quando sfuggì al blitz &#8220;Revenge&#8221; dove furono indagate più di 70 persone accusate di associazione mafiosa, spaccio di sostanze stupefacenti, omicidio, estorsione, detenzione di armi e rivelazione di segreto d&#8217;ufficio.</p>
<p>Secondo gli investigatori Privitera faceva parte del gruppo dei &#8220;giovani leoni&#8221; che stava prendendo il sopravvento sui gruppi storici di Cosa Nostra legati alle famiglie dei Santapaola, Ercolano e Laudari.</p>
<p>Il latitante, allevatore di mestiere, era ricercato perché accusato di associazione mafiosa e traffico di droga.</p>
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		<title>Catania: operazione antidroga in 5 regioni, 83 arresti</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 14:50:05 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANIA 14 Gennaio 2010 &#8211; Vasta operazione antidroga della polizia di Stato in cinque regioni italiane. Oltre 400 agenti, con l&#8217;ausilio di reparti cinofili ed elicotteri, eseguono ordini di carcerazione per 84 indagati tra la Sicilia, la Campania, l&#8217;Emilia Romagna, il Piemonte e il Veneto. Il blitz fa seguito alle indagini della squadra mobile della Questura di Catania che hanno permesso di sgominare tre diverse organizzazioni criminali tra loro rivali che gestivano un esteso traffico di sostanze stupefacenti.<br />
I provvedimenti restrittivi sono tre e sono stati emessi da altrettanti Gip etnei, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Catania.  Sono complessivamente 83 gli ordini di carcerazione emessi dai tre Gip di Catania (Caruso, Mirabella e D&#8217;Arrigo) per traffico di droga. Per undici di loro sono stati disposti gli arresti domiciliari. Ad un 84/o indagato e&#8217; stato imposto l&#8217;obbligo di firma.</p>
<p>Tra le citta&#8217; interessate dall&#8217;operazione, oltre Catania, ci sono Napoli, Venezia, Caserta, Forli&#8217;, Ferrara e Biella, Secondo quanto emerso dalle indagini della squadra mobile della questura del capoluogo etneo, le tre presunte organizzazioni agivano separatamente e in concorrenza tra loro. Avrebbero avuto anche legami con esponenti della criminalita&#8217; organizzata e in particolare con affiliati del clan Cappello, della cosca dei Cursoti milanesi presenti nel rione Lineri di Catania e della &#8216;famiglia&#8217; Santapaola.<br />
Durante l&#8217;operazione, coordinata dalla Dda della procura di Catania, e denominata Ouverture, sono stati eseguiti anche sequestri preventivi di beni patrimoniali, compresa una villa privata del capoluogo etneo e diverse auto.<br />
Le bande si rifornivano nel rione Secondigliano di Napoli.</p>
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