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	<title>Avvenimenti Iblei &#187; Guardia di Finanza</title>
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		<title>La Task Force Grifo12 in partenza per l&#8217;Afghanistan</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 16:45:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>ROM 11 Gennaio 2012 &#8211; Questa mattina, presso il Comando Generale della Guardia di Finanza, il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Gen.C.A. Nino Di Paolo, ed il Capo di Stato Maggiore, Gen. D. Edoardo Valente, hanno ricevuto il saluto del contingente <strong>Task Force “Grifo 12”</strong>, in partenza per l’Afghanistan, al quale hanno rivolto parole di apprezzamento per la conclusione dello specifico iter addestrativo di immissione in teatro operativo e di incoraggiamento per l’importante e difficile compito che attende i finanzieri in Afghanistan.</p>
<p>La missione della Guardia di Finanza in Afghanistan nasce nel 2006, nell’ambito delle iniziative dello Stato Maggiore della Difesa, allo scopo di impiegare la professionalità del Corpo per svolgere attività di addestramento particolarmente qualificate per il rafforzamento delle istituzioni afghane impegnate nei settori del controllo polizia di frontiera e doganale.</p>
<p>Le undici Task Force Grifo della <strong>Guardia di Finanza</strong> finora impiegate in Afghanistan in questi anni hanno svolto specifici corsi formativi per il personale dell&#8217;<strong>Afghan Border Police (ABP)</strong>, forza di polizia inquadrata nel Ministero dell’Interno Afgano, che svolge compiti di vigilanza alle frontiere per il contrasto e la repressione del contrabbando e degli altri traffici illeciti.</p>
<p>La <strong>Task Force “Grifo”</strong>, composta da 20 unità (1 Comandante, 1 Ufficiale addetto e 18 militari), perfettamente equipaggiate per operare nell’ambiente afghano, anche grazie al supporto logistico e di sicurezza fornito dallo Stato Maggiore Difesa italiano, ha nel tempo ampliato la propria missione addestrativa tenendo corsi di alta qualificazione anche <strong>per Funzionari dell’Afghan Custom Department</strong>, per gli <strong>operatori aeroportuali della ABP</strong> e per i <strong>team</strong> di <strong><em>Quick Reaction Force</em></strong> della stessa polizia di frontiera afgana.</p>
<p>Avvalendosi delle loro peculiari competenze doganali e militari, i <strong>finanzieri della Task Force “Grifo”</strong> forniscono a funzionari e poliziotti afgani un <strong><em>training</em> specialistico</strong> finalizzato al miglioramento degli <strong>standard di sicurezza doganale</strong> e di <strong>polizia</strong>, delle <strong>tecniche di controllo</strong> e <strong>riscontro doganale</strong> nonché approfondimenti sulla <strong>legislazione doganale afgana</strong>.</p>
<p>Nel settembre 2011 è stato avviato un <strong>nuovo progetto addestrativo</strong> con lo svolgimento del primo <strong>corso “<em>anti-corruption and illegal profits</em>”</strong>, condotto dal contingente del Corpo, <strong>a favore di dipendenti pubblici</strong> provenienti dai principali uffici della P.A. afghana, quali il dipartimento delle Finanze, delle dogane, dei prodotti petroliferi, del traffico e della giustizia.</p>
<p>La partecipazione della Guardia di Finanza alle missioni estere, per la gestione delle crisi internazionali, fornisce un significativo apporto alla creazione della cornice di sicurezza interna fuori dai confini nazionali, finalizzata ad impedire la perpetrazione di illeciti transnazionali potenzialmente lesivi degli   dell’ordinamento giuridico e degli interessi italiani, quali <strong>i traffici di droga ed il terrorismo internazionale</strong>.</p>
<p>La capacità della Guardia di Finanza di impiegare personale altamente specializzato nel contrasto alla criminalità organizzata economica e finanziaria, al di fuori del territorio nazionale, anche in contesti di particolare rischiosità, fornisce un sostanziale contributo al “sistema Paese” in quella che può definirsi una forma di <strong>“difesa preventiva oltreconfine”</strong> dalle minacce alla sicurezza nazionale che sempre più spesso originano da situazioni di crisi e di default che investono Paesi, a volte anche lontani dai nostri confini.</p>
<p>L’attività condotta dalla <strong>Task Force “Grifo”,</strong> dal dicembre 2006 ad oggi, nei confronti di <strong>più di mille funzionari e agenti addestrati</strong>, può essere riassunta in<strong>:</strong></p>
<p><strong>44 corsi</strong><em> Border Police</em>, ai quali hanno preso parte <strong>625 Ufficiali dell’Afghan Border Police</strong>, presso il Regional Training Center;</p>
<p><strong>25 corsi</strong><em> Standard and Advanced Technical Airport</em>, in favore di <strong>242 operatori aeroportuali di polizia dell’ABP</strong>, presso il locale aeroporto;</p>
<p><strong>3 corsi </strong><em>Border Police</em>, in favore di <strong>38 operatori della Quick Reaction Force</strong> (<strong>Forza di Reazione Rapida) </strong>dell’ABP di Herat;</p>
<p><strong>9 corsi </strong><em> Customs Police</em>, in favore di <strong>47 Ufficiali della Polizia Doganale</strong> di Herat;</p>
<p><strong>6 corsi </strong><em> Custom</em>s, in favore di <strong>52 funzionari </strong>del <strong>Dipartimento delle Dogane</strong> di Herat;</p>
<p><strong>1 corso</strong><em> Anti-corruption and illegal Profits</em>, in favore di <strong>11 funzionari del Governatorato </strong>di Herat.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dedicato alla Bandiera di Guerra il Calendario2012 della Guardia di Finanza</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 19:12:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[$Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Preziosi]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA 23 Novembre 2011 &#8211; È terminata poco fa, presso la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium “Parco della Musica” di Roma, la presentazione del “Calendario Storico” della Guardia di Finanza &#8211; edizione 2012 &#8211; dedicato ai cento anni della Bandiera di Guerra del Corpo.</p>
<p>Il Calendario, realizzato per la prima volta anche in inglese ed impreziosito dalla prefazione del Prof. Domenico Fisichella nonché dalle tavole del Maestro Antonio Tamburro, ripercorre la centenaria storia del prestigioso Vessillo, in un percorso ideale che attraversa gli avvenimenti più significativi del nostro Paese.</p>
<p>Hanno preso parte all’evento, organizzato in collaborazione con la RAI e condotto da Massimo Giletti e Claudia Andreatti, il Comandante Generale della Guardia di Finanza Nino Di Paolo e numerose Autorità Istituzionali. La Sala Santa Cecilia, nei suoi oltre duemila posti a sedere, era gremita di pubblico di ogni età.</p>
<p>Alessandro Preziosi ha aperto l’evento recitando il “discorso sul Tricolore” di Giosuè Carducci. L’attore alcuni anni fa, era stato protagonista della fiction televisiva prodotta dalla RAI “il Capitano”, dedicata proprio alle Fiamme Gialle, per la regia di Vittorio Sindoni.</p>
<p><a href="http://www.avvenimentiiblei.com/blog/wp-content/uploads/2011/11/calendarioGdF2012.1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-6406" title="calendarioGdF2012.1" src="http://www.avvenimentiiblei.com/blog/wp-content/uploads/2011/11/calendarioGdF2012.1-137x240.jpg" alt="" width="137" height="240" /></a>Nel corso della serata, all’esibizione della Banda musicale della Guardia di Finanza, composta da 102 elementi e diretta dal Maestro Tenente Colonnello Leonardo Laserra Ingrosso, si è alternata la proiezione di filmati storici che hanno consentito di rivivere gli atti di eroismo e generosità compiuti dai Finanzieri dal 1911, anno della concessione della Bandiera di Guerra, ad oggi.</p>
<p>Il pubblico ha potuto così ricordare, con intensa emozione, gli innumerevoli eventi che hanno visto protagonisti i Finanzieri nel corso della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, durante la Resistenza al nazifascismo, in occasione di calamità naturali e in diverse missioni internazionali. Per tali gesta, la Bandiera di Guerra è stata insignita di numerose ricompense al valore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È stata, pertanto, ripercorsa l’evoluzione del Corpo e della sua Storia, dalle origini quale polizia doganale e di frontiera, fino a giungere al suo moderno assetto di polizia economico-finanziaria.</p>
<p>Un percorso ideale che la Banda musicale della Guardia di Finanza ha tradotto in musica eseguendo alcuni brani tra i quali <em>Il Nabucco</em>, <em>La leggenda del Piave</em>, <em>L’Inno alla Gioia,</em> accompagnata dalle voci bianche del Coro degli oltre cento bambini dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, martire e patrona della musica, dei musicisti e dei cantanti, della quale proprio oggi si commemora la ricorrenza.</p>
<p>La serata è culminata con l’arrivo in Sala della Bandiera di Guerra della Guardia di Finanza, celebrata protagonista, accompagnata dalle note dell’Inno di Mameli, cantato dalle voci bianche del Coro.</p>
<p>“<em>La Bandiera racchiude la sintesi dei valori in cui da sempre crediamo per combattere ogni fenomeno che metta a rischio la sicurezza economica e finanziaria</em> <em>del nostro Paese” </em> ha detto il Generale Di Paolo che ha aggiunto “<em>Soprattutto oggi è necessario che i giovani traggano spunto dalle virtù che essa rappresenta, per una ricerca continua del bene comune, che si traduce nella garanzia di una società più equa e più giusta”.</em></p>
<p>L’evento sarà trasmesso su RAI 1 il 10 dicembre prossimo. alle ore 11..</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fiamme gialle e Polizia sequestrano una discarica nel ragusano</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 17:42:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Commissariato di Modica]]></category>
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		<category><![CDATA[smaltimento rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Squadra Operativa della Tenenza della Guardia di Finanza di Modica]]></category>

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		<description><![CDATA[MODICA 8 Novembre 2011 - Nella giornata di ieri sono state portate a compimento le lunghe e complesse indagini che da più di un anno coinvolgevano il settore dello smaltimento dei rifiuti nel comune di Modica. Numerose e ripetute le violazioni contestate, che vanno dalla costituzione di discariche abusive, alla truffa ai danni dell’ente pubblico oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>MODICA 8 Novembre 2011 - Nella giornata di ieri sono state portate a compimento le lunghe e complesse indagini che da più di un anno coinvolgevano il settore dello smaltimento dei rifiuti nel comune di Modica.</div>
<p>Numerose e ripetute le violazioni contestate, che vanno dalla costituzione di discariche abusive, alla truffa ai danni dell’ente pubblico oltre che la turbativa degli incanti. Le indagini erano cominciate già nel 2009, ed eseguite mediante riprese anche aeree di alcune aree. Nonché dall’analisi di copiosa documentazione e corrispondenza intercorsa tra l’ente pubblico ed la ditta interessata.</p>
<p>In proposito è stata emessa dal Gip di Modica ordinanza con la quale veniva disposto il sequestro della impresa e la misura dell’obbligo di presentazione due volte al giorno presso il Commissariato di Polizia di Modica per il titolare della ditta e per due dei suoi figli che nella impresa operavano quali dipendenti.</p>
<p>Stante l’indispensabile necessità di proseguire nella gestione indispensabile del corretto ciclo ecologico nonché al fine di tutelare la posizione lavorativa dei dipendenti della impresa stessa la amministrazione della stessa è stata affidata ad un amministrazione giudiziario, nominato dalla Autorità Giudiziaria, che provvederà alla gestione della impresa nelle more della definizione  della questione.</p>
<p>Il valore della impresa sequestrata valutato dai militari della Guardia di Finanza unitamente al amministratore Giudiziario in via preliminare supera il milione di euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le indagini sono state condotte da militari appartenenti alla Squadra Operativa della Tenenza della Guardia di Finanza di Modica e da unità del Commissariato di Modica ed hanno comportato anche utilizzo di moderni mezzi tecnici in dotazione alla Polizia di Stato per effettuare rilievi fotografici e di mezzi aerei della sezione Aerea di Catania della Guardia di Finanza.</p>
<p>L’odierno risultato testimonia nuovamente l’importanza della cooperazione delle forze di Polizia operanti sul territorio, al fine di prevenire e reprimere gravi reati, soprattutto ove questi coinvolgano settori particolarmente delicati quali la tutela del territorio la salute pubblica e la corretta gestione del patrimonio degli enti locali.</p>
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		<title>Cambio al vertice del Comando Provinciale delle Fiamme Gialle della città dei templi</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 17:29:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[$Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[News Locali]]></category>
		<category><![CDATA[Agrigento]]></category>
		<category><![CDATA[Comandante Provinciale Ten. Col. Pasquale Porzio]]></category>
		<category><![CDATA[Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Agrigento]]></category>
		<category><![CDATA[Comando Regionale “Sicilia” di Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[Fiamme Gialle]]></category>
		<category><![CDATA[Guardia di Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleo di Polizia Tributaria di Agrigento]]></category>
		<category><![CDATA[Tenente Colonnello Vincenzo Raffo]]></category>

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		<description><![CDATA[AGRIGENTO 8 Novembre 2011 - Oggi il Tenente Colonnello Vincenzo Raffo lascia l’incarico di Comandante del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Agrigento ed andrà ad assumere un nuovo importante incarico presso la sede del Comando Regionale “Sicilia” di Palermo. Nella stessa data, assume l’incarico di Comandante Provinciale il Ten. Col. Pasquale Porzio, che ha già comandato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>AGRIGENTO 8 Novembre 2011 - Oggi il Tenente Colonnello Vincenzo Raffo lascia l’incarico di Comandante del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Agrigento ed andrà ad assumere un nuovo importante incarico presso la sede del Comando Regionale “Sicilia” di Palermo. Nella stessa data, assume l’incarico di Comandante Provinciale il Ten. Col. Pasquale Porzio, che ha già comandato il Nucleo di Polizia Tributaria di Agrigento.</p>
<p>Il T.Col. Vincenzo Raffo ha salutato l’intera cittadinanza della provincia agrigentina, alla quale ha dedicato, nel corsodi oltre 5 anni di comando, una continua e intensa attività, non solo di repressione ma anche di prevenzione, volta alla quotidiana salvaguardia della legalità e dei diritti sociali, la quale ha sicuramente contribuito allo sviluppo di un’economia sana.</p>
<p>È quindi con un certo orgoglio che l’Ufficiale, in occasione di questo “passaggio di consegne”, passa in rassegna il complesso dei risultati operativi conseguiti nel corso del suo mandato in Agrigento, frutto di precise linee guida e di specifici indirizzi strategici, da ritenersi soddisfacenti, non solo perché sono scaturiti da un ottimale impiego dei militari e dei mezzi a disposizione, ma soprattutto perché hanno contribuito alla crescita della legalità violata all’interno di svariati settori economici, andando quindi a tutelare, in primis, quei cittadini che vi operano nel pieno rispetto delle regole.</p>
<p>Le Fiamme Gialle agrigentine hanno operato in tutti i settori istituzionali e sono state presenti  nei 43 comuni della provincia, da ricondursi a 6 Reparti territoriali e ad un Nucleo di Polizia Tributaria.</p>
<p>La capillare presenza su tutto il territorio ha consentito di svolgere anche una significativa azione preventiva ed intervenire successivamente nei comparti operativi ove più diffusa è l’illegalità.</p>
<p>Dal luglio 2006 all’ottobre 2011, la Guardia di Finanza di Agrigento ha svolto molteplici attività in tutti i settori istituzionali, non soltanto a tutela della finanza pubblica – ovvero delle voci di entrata e di spesa dei bilanci nazionale, dell’Unione Europea e degli Enti locali –, ma anche a salvaguardia dei mercati dei capitali, dei beni e dei servizi, al cui interno opera quotidianamente una buona parte della popolazione attiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ATTIVITA’ DI POLIZIA ECONOMICO FINANZIARIA</p>
<p>L’attività preminente svolta è chiaramente quella proiettata nel settore tributario in base alle consuete programmazioni annuali sulla scorta di specifiche strategie operative emanate, di anno in anno, dal Governo Centrale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In tale ambito, sono stati svolti 3.716 interventi, tra verifiche e controlli fiscali, che hanno consentito di segnalare una base imponibile di 795 milioni di euro ai fini delle Imposte dirette (Irpef ed Ires) e imposta sul valore aggiunto evasa per 113milioni di euro, nonché 30 milioni di euro di imposta sul reddito delle attività produttive (Irap.)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La lotta alla cosiddetta “economia sommersa” ha consentito di individuare 457evasori, nonchè la  scoperta di 1.136 lavoratori in nero o irregolarmente assuntie 560 datori di lavoro verbalizzati per impiego  di personale non regolarizzato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell’ambito di più recenti novità tributarie intervenute nel corso del periodo considerato, sono stati, altresì, svolti n. 650 controlli per la lotta al “caro vita”, (dal 2009 in poi), n. 631 controlli nei confronti di soggetti che hanno beneficiato di prestazioni sociali agevolate e recuperati 3,9 milioni di euro di contributi sociali indebitamente percepiti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inoltre, sono stati svolti n. 290 controlli in materia di indici di maggiore capacità contributiva nei confronti di possessori di beni di lusso.</p>
<p>Si tratta di una delle novità, introdotte nel 2009, più rilevanti rispetto agli anni precedenti, e riguardano controlli mirati nei confronti di soggetti che manifestano evidente ricchezza in termini di possesso di autovetture di grossa cilindrata, imbarcazioni da diporto, cavalli da corsa ecc., finalizzati alla ricostruzione dell’effettivo reddito accumulato (laddove non congruo con il reddito dichiarato) e, in alcuni casi, laddove accertato che trattasi di prestanomi, risalire ai reali titolari dei beni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inoltre, anche tra gli obiettivi di natura tributaria è stata intensificata l’azione di verifica nei confronti di soggetti sospettati di appartenere alla criminalità organizzata di stampo mafioso (art. 25 L. 646/82), nonché a soggetti nei cui confronti è stata emanata una sentenza di condanna, anche non definitiva, per il reato di cui all’art. 416 bis del c.p. (associazione mafiosa).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le attività di servizio nei confronti dei commercianti al dettaglio si sono sviluppate mediante circa 25.000 controlli in materia di scontrino fiscale e/o ricevuta fiscale, di cui 6.800 con esito irregolare (pari al 27,2% dei controlli) e 12.500 controlli su strada.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono state denunciate n. 240 persone per reati fiscali (D.Lgs. 74/2000) traamministratori di società e titolari di ditte individuali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell’ambito della lotta all’evasione fiscale, si citano solo due importanti e complesse attività di verifica svolte: la verifica fiscale e le parallele indagini di polizia giudiziaria concluse nel 2007 dal Nucleo di Polizia tributaria nei confronti di una Società esercente l’attività di commercio all’ingrosso di metalli ferrosi e semilavorati, nel cui ambito sono stati raccolti elementi che hanno permesso di rilevare una rilevante frode fiscale compiuta mediante l’emissione e l’utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti. L’operazione è stata caratterizzata da 50 decreti di perquisizioni presso le sedi legali e/o operative e i depositi di diverse società, nonché presso le abitazioni dei relativi rappresentanti legali. nonché indagini finanziarie nei confronti di nr. 45 persone fisiche e giuridiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’attività investigativa, ha permesso di accertare che l’organizzazione criminale ha documentato acquisti e vendite a mezzo fatture per operazioni inesistenti per i seguenti importi complessivi:</p>
<div>
<div>-</div>
<p>euro 332.967.206 di acquisti;</p></div>
<div>
<div>-</div>
<p>euro 400.052.960 di vendite.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le risultanze emesse segnalate per la successiva contestazione ai reparti territorialmente competenti, hanno consentito di denunciare a piede libero nr. 115 soggetti per varie ipotesi di reato, tra cui riciclaggio e associazione per delinquere, accertando l’emissione e l’utilizzazione delle fatture per le operazioni inesistenti per un ammontare complessivo pari a:</p>
<p>- euro 733.020.167,06 di imponibile;</p>
<p>- I.V.A. dovuta per euro 146.604.033,41;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div>la verifica fiscale e le parallele indagini di polizia giudiziaria concluse nel 2010 dalla Compagnia di Sciacca, in collaborazione con i Comandi Provinciali di Catanzaro e Bolzano, che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.i.p. del tribunale di Sciacca (AG), con cui è stata disposta la custodia cautelare in carcere nei confronti di 2 soggetti e la misura degli arresti domiciliari nei confronti di ulteriori 3 responsabili.</div>
<p>L’arresto dei 5 soggetti è giunta al culmine di articolate indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Sciacca, che hanno consentito di svelare l’esistenza di un’associazione per delinquere dedita alla reiterata commissione di numerosi reati fiscali, dall’omessa presentazione di dichiarazioni dei redditi ed iva all’emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.</p>
<p>Tali investigazioni hanno, in particolare, permesso di delineare l’esistenza di una “rete” di soggetti economici operanti nel settore dell’edilizia ed aventi sede legale nelle province di Agrigento, Catanzaro e Bolzano, “proliferati” a partire dal 2005 e, in taluni casi, posti in liquidazione a distanza di pochissimi mesi dalla costituzione, caratterizzatisi per un reciproco e consistente scambio di fatture e da considerarsi, sulla base delle risultanze investigative, come un “gruppo imprenditoriale”, se non come un unico reale soggetto economico, frazionato solo formalmente in plurime società, cui si sono affiancate, nel tempo, varie ditte individuali intestate ad un soggetto calabrese che avviavano e cessavano l’attività senza soluzione di continuità e che, a fronte di fatture emesse per milioni di euro non hanno mai presentato alcuna dichiarazione fiscale. In tale specifica operazione, ammontano a 15 milioni di euro le false fatturazioni sinora accertate e si calcola in circa 10 milioni di euro il valore dell’iva e delle imposte sui redditi sottratte al fisco.</p>
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<p>LOTTA ALLA  MAFIA</p>
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<p>L’attività del Corpo si è parallelamente estesa anche al di là della semplice tutela degli interessi erariali dello Stato, orientando l’attività operativa anche a tutela dei cittadini per fronteggiare i fenomeni più macroscopici di criminalità comune ed organizzata.</p>
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<p>A tal proposito, sono stati eseguiti appositi controlli in materia di legislazione antimafia di cui alla legge 646/1982, compresi gli appalti pubblici, dai quali sono scaturiti e già conclusi 88 accertamenti patrimoniali nei confronti di soggetti malavitosi e rispettivi nuclei familiari per complessive n. 463 persone, nella prospettiva di aggredire i patrimoni illecitamente accumulati dalle organizzazioni criminali e loro prestanomi presenti nella Provincia, nonché seguire le variazioni patrimoniali nei confronti dei soggetti interessati.</p>
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<p>In tal senso, dall’inizio nei sei anni di attività:</p>
<div>- sono state eseguite n. 10 confische, per un totale di beni mobili ed immobili(conseguenti ad accertamenti patrimoniali e relativi  sequestri di beni) nei confronti di diverse famiglie mafiose residenti in provincia, per totali €. 24.784.000,00;</div>
<p>- sono stati sequestrati beni mobili ed immobili per un valore complessivo pari ad € 44.457.000,00, ai sensi della vigente normativa antimafia (ex art. 2 ter Legge 575/1965), costituiti da unità immobiliari, aziende, autoveicoli e disponibilità finanziarie.</p>
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<p>In tale contesto operativo, assume rilevanza l’attività sviluppata nel 2009, ove sono stati  sequestrati beni mobili ed immobili, consistenti in n. 23 aziende, 62 automezzi e beni immobili per un valore complessivo di 36,4 milioni di euro a due famiglie mafiose di spicco della Provincia di Agrigento.</p>
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<p>Il primo provvedimento ha riguardato quote societarie e beni di sette società, attività riconducibili a due imprese individuali, conti correnti e dossier titoli, 146 unita&#8217; immobiliari, di cui 27 fabbricati (estesi 4.690 mq), 88 appezzamenti di terreno e 31 lotti edificabili (872.559 mq), 3 capannoni industriali, 57 automezzi tra cui autocarri, escavatori, pale meccaniche e tre mercedes di grossa cilindrata, una cava di sabbia e pietrisco, un impianto di calcestruzzo di rilevanti dimensioni, tutte riconducibili alla famiglia Stracuzzi di Licata.</p>
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<p>Il secondo provvedimento ha colpito un patrimonio in beni mobili, immobili ed aziende ai componenti di una famiglia di spicco e fiancheggiatori di ‘Cosa Nostra’ operanti sul territorio di Realmonte e Porto Empedocle.</p>
<p>Destinatari dei provvedimenti ablativi, Calogero Iacono ed il padre Giuseppe, pastori, cosiddetti “Pacchiani”, nonché i rispettivi congiunti e nuclei familiari, per un totale di 10 persone.</p>
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<p>Nel corso dell’operazione, i finanzieri hanno sottoposto a sequestro dodici appezzamenti di terreno, quattro fabbricati e tre aziende agricole e di allevamento di ovi-caprini, con rispettivi locali aziendali, attrezzature, stalle, ed oltre 300 capi di bestiame.</p>
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<p>LOTTA AL RICICLAGGIO</p>
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<p>Nel sotto-comparto della lotta al riciclaggio, sono state eseguite 20 ispezioniantiriciclaggio e n. 124 interventi  su operazioni sospette meritevoli di approfondimento concernenti le limitazioni di pagamento di cui alla Legge 197/1991.</p>
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<p>Sono stati effettuati anche diversi controlli nei confronti dei c.d. “Money Transfer” finalizzati al contrasto del finanziamento del terrorismo internazionale mediante il monitoraggio di movimenti di capitali sospetti da e per l’estero.</p>
<p>ACCISE</p>
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<p>Nel settore delle accise sugli oli minerali, sono stati eseguiti 248 interventi che hanno permesso di verbalizzare 245 soggetti di cui 21 denunciati all’Autorità Giudiziaria, il sequestro di  132 Tn. di prodotti petroliferi, di cui 24 Tn di carburante ad uso agevolato, ed il sequestro di n. 43 automezzi.</p>
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<p>CONTRASTO AL TRAFFICO E SPACCIO DI STUPEFACENTI</p>
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<p>Il continuo controllo del territorio e le accurate indagini poste in essere hanno permesso di conseguire ottimi risultati nel settore della lotta alla criminalità organizzata finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Sono stati sequestraticomplessivamente  circa 14.500 grammi di sostanze stupefacenti e 7.500 piante e semi di canapa indiana. Sono stati denunciati 196 soggetti, di cui 56 in stato diarresto nonchè segnalati complessivamente al Prefetto n. 333 assuntori.</p>
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<p>In tale ambito, ha assunto particolare rilevanza l’operazione di servizio denominata “Night White”, conclusa nel 2009, le cui indagini sono state condotte con pedinamenti, appostamenti e intercettazioni sia ambientali che telefoniche, queste ultime rese difficoltose sia per l’utilizzo da parte dei soggetti arrestati di schede telefoniche intestate a soggetti extracomunitari sia per l’utilizzo da parte degli stessi di un linguaggio criptato utilizzato dagli stessi nelle contrattazioni per l’acquisto dello stupefacente. Infatti, tra acquirente e cedente venivano concordate delle parole in codice per indicare la quantita’, la tipologia e la qualità dello stupefacente. La cocaina veniva, quindi, ordinata facendo riferimento a diverse marche e modelli di autovetture: in particolare, se si ordinava una bmw i clienti cercavano cocaina di ottima qualità mentre si faceva riferimento alla cilindrata per indicarne la quantità richiesta.</p>
<p>Per “ordinare” l’hashish veniva utilizzato il termine “maglietta” che poteva essere grande o piccola per indicarne il peso del panetto (100 o 250 grammi) e per la qualità veniva indicato il termine “lacoste” oppure “ok il prezzo e’ giusto” secondo il marchio impresso sui panetti (un coccodrillo oppure la sigla “ok”).</p>
<p>Le medesime indagini hanno altresì portato alla scoperta di un traffico diprostituzione consentendo l’arresto di 3 soggetti e la denuncia di 11 persone.</p>
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<p>IMMIGRAZIONE CLANDESTINA</p>
<p>L’attività svolta nel periodo dalla Guardia di Finanza nel settore del “contrasto” all’immigrazione clandestina, anche con l’apporto delle unità aeronavali del Corpo dispiegate in Lampedusa e l’ausilio di personale appositamente inviato da altri reparti del Corpo in ambito nazionale, si è concretizzata con ben 663 interventi, nel corso dei quali  sono stati intercettati e fermati n.44.260 soggetti stranieri, di cui 86 scafisti tratti in arresto per favoreggiamento all’immigrazione.</p>
<p>Le operazioni di soccorso effettuate a terra ed in mare, specie nel  primo semestre del 2011,hanno raggiunto cifre record e in questa sede ricordiamo, solo a titolo esemplificativo, l’ingente impiego di tutti gli uomini del Corpo disponibili che hanno collaborato con le altre forze di polizia presenti, durante il noto naufragio dell’ 8 maggio scorso, nella cui circostanza sono stati tratti in salvo complessivamente 575 immigrati.  In quella notte, senza l’intervento delle forze di polizia che si sono lanciate in mare per recuperare “di peso” gli immigrati presi dal panico, il bilancio delle vittime sarebbe stato gravissimo.</p>
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<p>Si ritiene doveroso evidenziare, inoltre, l’impegno profuso senza soluzione di continuità da parte del personale della Brigata di Lampedusa che, nel primo periodo di arrivo di immigrati,  ha fronteggiato da solo, unitamente ai Carabinieri della locale Stazione, l’imponente ondata di arrivi sull’isola degli extracomunitari.</p>
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<p>Il Comandante Provinciale ritiene doveroso evidenziare che nel primo semestre del corrente anno, il fenomeno immigratorio proveniente dai paesi del Nord Africa ha riguardato essenzialmente &#8211; e quasi esclusivamente &#8211; questa provincia, in conseguenza dello stillicidio dei continui sbarchi di cittadini extracomunitari nell’isola di Lampedusa, in primis, come anche nelle coste provinciali siciliane, non scevri da ripercussioni drammatiche e talvolta tragiche. Detto fenomeno, se da un lato ha registrato ripercussioni negative in termini di grande spiegamento di uomini e mezzi per fronteggiare una emergenza senza precedenti, dall’altro occorre dare atto che ha anche connotato l’identità di un territorio, quale luogo che ha saputo sostenere e sopportare un forte ruolo nella protezione dei diritti umani dei migranti. Merito che si deve riconoscere sia alla popolazione residente che a tutte le forze dell’ordine che sono intervenute in soccorso dei residenti e degli stessi immigrati.</p>
<p>Stante i risvolti accaduti sotto gli occhi di tutti, si può tranquillamente affermare che il popolo lampedusano, in nome dell’intera nazione italiana, ha compreso perfettamente che l’isola sarà vista come esempio per tutti per la profonda solidarietà umana dimostrata, nell’assoluto rispetto e protezione degli esseri umani e non solo per le sue bellezze naturali e paesaggistiche.</p>
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<p>La lotta all’immigrazione clandestina vera e propria, è di tutta evidenza, ormai non riguarda più la mera intercettazione e il contestuale soccorso dei migranti che giungono in Italia, ma mira in concreto a sconfiggere il vero problema che sta alla base del fenomeno, ovvero l’individuazione delle organizzazioni criminali e tutti coloro che hanno fatto di questo “dramma” un vero e proprio business economico.</p>
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<p>CONTROLLO DELLA SPESA PUBBLICA</p>
<p>Parallelamente alle attività ispettive in materia di entrate tributarie, rilevante è stato l’impulso dato alle attività concernenti il controllo delle spese di bilancio. In tale contesto, quale Polizia Comunitaria a tutela delle uscite comunitarie e nazionali, i Reparti del Corpo hanno effettuato interventi in materia di aiuti all’agricoltura, fondi strutturali, incentivi alle attività produttive ed ex Legge 488/92, tutelando sia le risorse a carico dell’Unione Europea che quelle gravanti, a titolo di cofinanziamento, sui bilanci dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali.L’ammontare delle somme indebitamente percepite è di circa 19,5 milioni di euro e denunciate n. 187 persone.</p>
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<p>A titolo esemplificativo, si citano le seguenti operazioni di servizio:</p>
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<div>- l’operazione “Montagne d’oro” riguardante il “Patto Territoriale Magazzolo-Platani” (L. 488/92), svolto nel 2009, nel cui ambito sono stati effettuati una serie di sequestri per un valore complessivo di oltre sei milioni di euro nell’ambito di una indagine su una maxi truffa ai danni dell’U.E., dello Stato e della Regione Siciliana, conclusasi con la denuncia di 19 soggetti e i responsabili di 6 Società coinvolte nelle province di Agrigento, Palermo e Caltanissetta, nonché di rilevare l’emissione di fatture false per €. 9.390.828,65.</div>
</div>
<p>Gli elementi probatori acquisiti a seguito della complessa, articolata e variegata attività investigativa di Polizia Giudiziaria, di Polizia Tributaria ed Economica svolta, hanno permesso di far emergere l’esistenza di un gruppo di soggetti, assolutamente organizzato e dotato di un vincolo associativo continuativo all’interno, con lo scopo di commettere una serie di delitti consistenti nell’appropriazione di aiuti dello Stato e della Unione Europea destinati all’insediamento di nuovi impianti industriali e/o produttivi ed all’incremento occupazionale in territori oppressi da fenomeni di dilagante disoccupazione e particolarmente caratterizzati, nel contempo,  dalla presenza della criminalità organizzata.</p>
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<p>Il consistente quadro probatorio ha determinato l’emissione da parte del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento di Decreto di sequestro preventivo (ex art. 321 c.p.p. e 53 D.Lgs.231/2001), di denaro contante, di immobili ed ogni altro bene o diritto  in disponibilità dei soggetti che hanno indebitamente beneficiato degli aiuti pubblici. Al sequestro, per effetto delle misure messe in atto dallo Stato ex art. 322-ter  del codice penale, dalla L. n. 300/2000, c.d. sequestro “per equivalente”, è stata proposta la confisca dei beni fino alla concorrenza degli importi indebitamente ed illecitamente percepiti per effetto della truffa perpetrata.</p>
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<div>- l’ operazione “HIDRA”, (indagine in collaborazione con altro reparto alla sede di Palermo) riguardante una maxi truffa ai danni dell’U.E., dello Stato e della <a href="http://www.iloveserradifalco.com/wp/?tag=regione-siciliana%20\o%20Post%20marcati%20con%20regione%20siciliana">Regione Siciliana</a>, nel cui ambito è stata scoperta una truffa aggravata del valore di circa 25,1 milioni di euro e danni erariali per oltre 28,8 milioni di euro. Sono stati eseguiti  una serie di sequestri preventivi “per equivalente” fino alla concorrenza di 18,1 milioni di euro di beni riconducibili agli indagati di 6 diverse società,</div>
</div>
<p>La stessa operazione si è conclusa con l’emissione di misure restrittive della libertà personale di 4 persone, coinvolte a vario titolo in diversi reati commessi nelle province di <a href="http://www.iloveserradifalco.com/wp/?tag=agrigento%20\o%20Post%20marcati%20con%20agrigento">Agrigento</a>, <a href="http://www.iloveserradifalco.com/wp/?tag=palermo%20\o%20Post%20marcati%20con%20palermo">Palermo</a>, Milano e all’estero (Svizzera e Inghilterra).</p>
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<p>- l’operazione “Fontana Bianca”, in materia di frodi comunitarie ha riguardato una società con sede a S. Stefano di Quisquina (AG), operante nel settore della produzione di calcestruzzo pronto per l’uso.  Le investigazioni, hanno comportato, tra l’altro, l’esecuzione di accertamenti bancari e postali su tutto il territorio nazionale, nonché l’effettuazione di  perquisizioni in tutta la provincia di Agrigento nei confronti di una ventina di soggetti, tra società e persone fisiche, a vario titolo collegati con l’impresa oggetto di accertamento e coinvolti nel fallimento della stessa e nella realizzazione di alcune opere finanziate ai sensi della Legge n. 488/92. Le indagini hanno, in particolare, permesso di constatare la distrazione di beni e denaro dall’attivo per circa un milione di euro.</p>
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<div>L’attività investigativa che ha riguardato la concessione di agevolazioni previste in materia di programmazione negoziata, nell’ambito del patto territoriale “Terre Sicane”, a favore di una società con sede nel riberese, esercente l’attività di lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi. A seguito dell’acquisizione di documentazione utile e di indagini finanziarie delegate dall’A.G. nei confronti del soggetto economico beneficiario delle agevolazioni e di ulteriori 2 soggetti economici coinvolti nelle indagini, è stato accertato che all’atto della richiesta di erogazione, da parte della società, dell’ultimo rateo del contributo, pari ad €. 1.204.327,14 era stato falsamente attestato, anche grazie all’utilizzo di dichiarazioni liberatorie del fornitore non veritiere, l’avvenuto pagamento a saldo di tutte le forniture afferenti l’opera finanziata, mentre, in realtà, talune fatture relative a tali forniture non erano state pagate, bensì quietanzate, al fine di dissimulare contabilmente il mancato pagamento delle stesse, mediante la stipula di contratti di accollo di debito. Le 5 persone coinvolte, a vario titolo, nella perpetrazione degli illeciti, sono stati deferiti alla locale A.G.  per i reati di  “tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche” e  “falso ideologico in atto pubblico”.</div>
<p>&nbsp;</p>
<div>Ed ancora, nel settore degli illeciti ottenimenti di finanziamenti pubblici ed agevolazioni finanziarie previste dalla Legge 488/92, è stato scoperto un altro sodalizio criminoso posto in essere da due importanti società che, mediante l’utilizzo di fatture riconducibili ad operazioni commerciali inesistenti e/o mediante artifizi contabili atti ad eludere, nella fase istruttoria dell’istanza, sia la valutazione dell’apporto di mezzi propri sia le altre norme previste dal regime autorizzatorio del programma di investimenti da finanziare, hanno indebitamente percepito delle agevolazioni finanziarie ex lege 488/92 per un ammontare complessivo di Euro 1.998.378.</div>
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<p>CONTROLLO DELLA SPESA SANITARIA</p>
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<p>Diverse sono state le indagini condotte nel settore della Sanità, in esito alle quali sono state denunziate a vario titolo 711 persone, per i reati di truffa ed estorsione e abuso d’ufficio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In tale ambito, assume rilevanza la nota vicenda dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, con l’esecuzione del sequestro preventivo dell’intero complesso ospedaliero effettuato nel 2009, per essere stato costruito con qualità di cemento non corrispondente ai requisiti tecnici previsti e tali da ritenerlo a grave rischio per la pubblica incolumità dei degenti e del personale sanitario in caso di evento sismico di piccola/media intensità.</p>
<p>Si ricorda sinteticamente che le complesse e laboriose indagini ed accertamenti tecnici e documentali, supportati da precise ed inequivocabili perizie tecniche, hanno confermato le ipotesi investigative sostenute dai militari operanti sin dalle prime fasi delle indagini, in ordine alle gravi carenze strutturali dell’intero complesso ospedaliero, tali da esporre a gravissimo rischio sismico l’intero manufatto. I gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza a carico dei soggetti che avevano, a vario titolo, curato la realizzazione della struttura e la messa in opera del materiale, hanno consentito all’Autorità Giudiziaria inquirente di iscrivere sul registro degli indagati nr. 12 soggetti con diversi livelli di responsabilità per i reati di: disastro colposo (479 c.p.), falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (323 c.p.), truffa (640 c.p.) ed emettere il provvedimento di sequestro preventivo dell’intera struttura ospedaliera.</p>
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<p>REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE</p>
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<p>Sono stati accertati danni erariali per un complessivo di oltre 90,1 milioni di euro,derivanti da attività di servizio nei comparti riguardanti il controllo della spesa pubblica e degli appalti da parte della Pubblica Amministrazione, con ladenuncia a vario titolo all’Autorità Giudiziaria di n. 420 Pubblici Amministratori, di cui 3 tratti in arresto. per abuso d’ufficio,  peculato, appropriazione indebita,  turbata libertà degli incanti, ecc..</p>
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<div>In tale ambito hanno assunto rilevanza le seguenti operazioni di servizio:</div>
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<p>- operazione denominata “Dirty Welfare”, è stata scoperta una maxi truffa messa in atto ai danni dell’INPS. Le indagini hanno consentito di scoprire un articolato sistema di frode ordito e messo in atto, per vari anni e su ampia scala (in via prioritaria nella parte occidentale della provincia di Agrigento), da una serie di soggetti, tra cui un ex dipendente dell’ufficio INPS di Sciacca, grazie al quale svariate persone hanno potuto percepire indebitamente plurime indennità di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti erogate dall’istituto di previdenza.</p></div>
<div>Le indagini hanno consentito di appurare che una “rete” di soggetti operanti sul territorio aveva il compito di individuare e “reclutare” persone compiacenti, di fatto prive dei requisiti per ottenere l’indennità di disoccupazione in questione, a nome delle quali venivano presentate delle domande di sussidio in cui veniva rappresentata la sussistenza di rapporti di lavoro dipendente rivelatisi in realtà fittizi. Al termine delle indagini le persone complessivamente denunciate sono state 467 (in relazione ad un’accertata indebita percezione di circa 800 indennità di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti) per le ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falsità in atto pubblico. Il corrispondente danno erariale derivante dalle condotte illecite accertate &#8211; pari ad oltre 2,2 milioni di euro è stato segnalato alla Procura Regionale della Corte dei Conti di Palermo.</div>
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<div>Altre distinte operazioni ove sono state denunciate 196 soggetti per truffa all&#8217;Inps, realizzata attraverso l&#8217;assunzione di falsi braccianti agricoli. In particolare, nell’ambito dell’esecuzione di uno specifico progetto denominato “Fauno” sono stati individuati soggetti che, con la creazione fittizia di aziende agricole, queste, avevano ottenuto dall&#8217;Inps i previsti registri di lavorazione, dichiarando falsi lavoratori agricoli, consentendo l’illecita percezione di indennità di disoccupazione agricola per un importo di circa 147 mila euro.</div>
<div>Tali attività di servizio sono il risultato di un apposito piano predisposto per monitorare il fenomeno della spesa previdenziale ed assistenziale che presenta, a livello nazionale, una rilevante incidenza percentuale sul prodotto interno lordo (p.i.l.). nell’ambito delle c.d. “prestazioni a sostegno del reddito” erogate dall’I.N.P.S., cui è stata posta particolare attenzione alle frodi derivanti dalle presunte indennità di disoccupazione agricola. Nella circostanza, l’azione investigativa ha permesso di individuare quattro imprese agricole fittizie (c.d. “cartiere”), appositamente costituite con il solo scopo di presentare all’I.N.P.S. falsa documentazione attestante i rapporti di lavoro, con giornate di lavoro dichiarate e mai effettuate dai dipendenti delle suddette aziende, a fronte delle quali l’istituto previdenziale ha dovuto corrispondere, tra il 2009 e il 2010, 694.131 euro a titolo di indennità’ di disoccupazione.</div>
<div></div>
<div>L’operazione di servizio in cui è stata scoperta l&#8217;esistenza di appalti pilotati, con danni erariali per oltre 15 milioni di euro segnalati alla Corte dei Conti, per l&#8217;approvvigionamento di beni e servizi all&#8217;interno della “banca del cordone ombelicale”. Dieci persone, tra medici, parasanitari e fornitori, sono stati denunciati per turbata libertà degli incanti e truffa aggravata. Già nel 2008 erano state scoperte anomalie nella gestione degli appalti: con ricorso a trattative private in regime di urgenza quando non ve n&#8217;era bisogno, e difformità sui quantitativi acquistati, assolutamente sproporzionati, di reagenti e reattivi per la tipizzazione delle sacche di sangue cordonale rispetto a quelle pubblicate sulle banche dati mondiali che permettono il collegamento fra i soggetti che hanno bisogno di un trapianto e coloro che hanno le unità di sangue cordonale necessario. Nella banca del cordone ombelicale l&#8217;aggiudicazione di forniture sarebbe stata concordata preventivamente con ditte di gradimento degli indagati. In parallelo sono state scoperte delle omissioni inerenti la lavorazione del sangue contenuto nel cordone ombelicale donato dalle madri al momento del parto. Inoltre alla banca di Sciacca, non sarebbero stati effettuati i necessari esami immunologici sulla madre e sul neonato.</div>
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<div>l’operazione di servizio nei confronti dell’A.S.L. di Agrigento, finalizzata al controllo dell’applicazione della L. 405/2001 (distribuzione diretta di farmaci inclusi in appositi prontuari denominati “PH-T”.). Nel corso delle indagini è emersa la mancanza di iniziative concrete da parte dei Direttori Generali (e, a susseguirsi in concorso e in solido, dai dirigenti Responsabili dell’Area Gestione del Farmaco dell’Azienda Unità Sanitaria Locale nr. 1 di Agrigento succedutisi nel tempo e dagli Assessori Regionali alla Sanità) al fine di evitare il perdurare del grave pregiudizio economico causato dalla mancata applicazione della legge 405/2001 – ovvero procedere alla distribuzione diretta di tutti i farmaci inclusi nel prontuario “PH-T”;</div>
<div>I risultati delle elaborazioni effettuate hanno consentito di ricostruire sia l&#8217;importo totale, sulla base del prezzo al pubblico dei farmaci PH-T erogati nell&#8217;ambito del territorio dell’A.U.S.L. nr. 1 di Agrigento, sia l&#8217;effettiva spesa sostenuta per tali farmaci da parte dell’Azienda Unità Sanitaria Locale nr. 1 di Agrigento al netto degli sconti obbligatori praticati dalle farmacie.</div>
<div>E&#8217; stata, poi, stimata la spesa che l’Azienda Unità Sanitaria Locale nr., 1 di Agrigento avrebbe sostenuto per erogare i medesimi farmaci, qualora fosse stata data attuazione alla metodologia distributiva diretta attraverso le strutture pubbliche, la cui ricostruzione ha determinato, nel periodo preso a base di indagine, danni erariali per l’importo complessivo di €. 25,7 milioni di euro.</div>
<div></div>
<p>DANNI ERARIALI SEGNALATI ALLA CORTE DEI CONTI</p>
<p>Dal complesso delle operazioni svolte nei citati comparti, ed in particolare:”Controlli della spesa pubblica”, “Controllo della spesa sanitaria” e “Reati contro la pubblica amministrazione”, sono scaturiti danni erariali segnalati alla ProcuraRegionale della Corte dei Conti dei Palermo, per un totale complessivo di circa 117 milioni di euro.</p>
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<p>CODICE PENALE</p>
<p>Relativamente alla criminalità comune, con riferimento alle violazioni di norme previste dal Codice Penale sono stati denunziati 6.126 soggetti, di cui 66 arrestatiper vari reati concernenti, truffa, falso nummario, furto, ricettazione, estorsione, possesso illegale di armi e munizioni, altre leggi di P.S. ecc.</p>
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<p>Tra le molteplici attività svolte è opportuno ricordare anche il contributo del Corponel particolare fenomeno dell’emergenza idrica, in armonia alle specifiche direttive impartite in sede di Comitato Provinciale Ordine e Sicurezza pubblica disposte da S.E. il Prefetto. In particolare, la notte di ferragosto del 2008 è stato sorpreso un contadino che attraverso un particolare sistema idraulico, prelevava furtivamente80 litri di acqua al secondo dalla conduttura della dissalata di Gela. Il contadino è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento e sono stati sequestrati gli invasi che contenevano oltre 800.000 litri di acqua, nonché svariata attrezzatura utilizzata per l’illecito prelevamento.</p>
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<p>POLIZIA AMBIENTALE</p>
<div>In materia di polizia ambientale sono state denunciate a vario titolo n. 119 persone, scoperte n. 12 discariche abusive e sequestrate aree pari a 20.000 mq, nonché rifiuti speciali pari a 4000 tn.</div>
<div>In modo particolare, assume rilevanza una operazione di polizia giudiziaria che ha permesso di denunciare a piede libero i responsabili di sei imprese operanti nel settore della gestione di rifiuti, con l’accusa di avere trattato rifiuti pericolosi, classificandoli come speciali.</div>
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<p>PIRATERIA AUDIOVISIVA, CONTRAFFAZIONE E TUTELA DEL MADE IN ITALY</p>
<p>Un altro settore della polizia economica, di notevole interesse operativo, riguarda il contrasto alla contraffazione dei marchi, della pirateria informatica e della tutela dei diritti d’autore. Nel comparto, sono stati effettuati 8 interventi e sequestraticomplessivamente circa 70.000 tra compact-disk e DVD, illecitamente riprodotti, n.18.000 capi e/o oggetti con marchi contraffatti e denunciate a piede libero nr. 355persone di cui 18 arrestati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra le attività a tutela dei diritti per la salute del consumatore, in due distinte circostanze, sono stati scoperti:</p>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<div>-</div>
<p>un falso dentista che esercitava, nel capoluogo, l’esercizio abusivo della professione medica, sprovvisto di qualsiasi autorizzazione sanitaria. Nella circostanza è stato richiesto l’intervento dei medici del dipartimento di prevenzione dell’A.S.P. di Agrigento.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<div>-</div>
<p>un odontotecnico che esercitava abusivamente la professione di medico odontoiatra in un appartamento privato.  Nella circostanza, i finanzieri, fingendosi clienti, hanno smascherato il falso dentista, denunciato per esercizio abusivo della professione medica e per mancanza della prescritta autorizzazione sanitaria dei locali. Ne è scaturito il sequestro delle attrezzature, dei farmaci e del locale dove venivano effettuati interventi di estrazioni, cura della carie e persino impianti di protesi e apparecchi mobili, oltre ad agende utilizzate per fissare appuntamenti e moltissime schede di pazienti curati o ancora in cura.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sempre in materia di sicurezza dei prodotti a tutela della salute dei consumatori sono stati sequestrati:</p>
<div>
<div>-</div>
<p>nr. 1.087 confezioni di prodotti cosmetici contenenti sostanze dannose per la salute degli ignari acquirenti (metalli pesanti, consistenti in “cromo, nichel e cobalto”) impedendo il protrarsi del libero commercio di prodotti cosmetici  pericolosi;</p></div>
<div>
<div>-</div>
<p>n. 10.400 confezioni di dentifrici, nonchè 13.318 confezioni di prodotti cosmetici e per la cura della persona, di provenienza extra-europea per etichettatura non conforme, ovvero priva del foglio illustrativo in lingua italiana, in mancanza dei quali è vietata l’immissione sul mercato italiano.</p></div>
<div>
<div>-</div>
<p>n. 695 confezioni di prodotti cosmetici contenenti, tra gli ingredienti, una sostanza dannosa per i consumatori (Metyldibromo Glutaronitrile”;</p></div>
<div>
<div>-</div>
<p>Altresì, sono stati sequestrati circa 2000 caschi protettivi per motociclisti con caratteristiche non corrispondenti ai criteri e requisiti di sicurezza disposti dalla specifica normativa.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>TUTELA DEL PATRIMONIO ARTISTICO</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel settore della tutela del patrimonio artistico, storico, archeologico, sono stati sequestrati numerosi reperti di rilevante interesse artistico-storico-archeologico e/o numismatico, detenuti nell’abitazione di due diversi privati collezionisti – denunciati all’A.G. -, consistenti in 358 reperti archeologici costituiti da anfore, vasi, coppette, crateri; monili risalenti a varie epoche; 1206 monete antiche; una carabina; 2 pistole semiautomatiche; un revolver; 96 cartucce; 2 schioppi ottocenteschi ad avancarica (armi storiche); una pistola ottocentesca ad avancarica (arma storica);una sciabola; una scimitarra; uno stiletto e una baionetta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>GIOCO D’AZZARDO</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel settore del gioco d’azzardo, sono stati effettuati numerosi interventi mirati, nel cui ambito sono state denunciate n. 52 persone e sequestrati n. 201 videogiochinon regolamentari, solitamente detenuti illecitamente in locali occulti di alcune sale giochi, per non essere facilmente individuabili dalla forze dell’ordine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>CODICE DELLA STRADA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In materia di Codice della Strada, sono stati elevati circa 2.800 verbali, sequestratenr. 42 autovetture e riscosse somme pari a circa 155.800 euro per violazioni al codice della strada.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*******</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non da ultimo, questo Comando Provinciale ha intrapreso delle iniziative utili ai fini del servizio e del coordinamento tra gli Uffici pubblici e per una migliore strategia di comunicazione nei confronti della opinione pubblica, con il coinvolgimento degli organi di informazione, cui va il più vivo ringraziamento per la proficua collaborazione fornita per la puntuale informazione diretta ai cittadini.</p>
<p>Sono stati siglati diversi protocolli di intesa con vari Comuni della Provincia di Agrigento e questo Comando, al fine del coordinamento dei controlli sostanziali della posizione reddituale e patrimoniale dei nuclei familiari di soggetti beneficiari di prestazioni sociali agevolate, nonché per il monitoraggio di alcuni tributi locali.</p>
<p>Sono stati svolti molti incontri da parte di Ufficiali del Corpo con studenti delle scuole medie superiori e inferiori finalizzati a sviluppare i vari percorsi di legalitàper illustrare l’attività della Guardia di Finanza come organo di polizia economico-finanziaria evidenziandone alcuni aspetti, quale quello, per esempio, il contrasto alla lotta al traffico di stupefacenti, sensibilizzando per quanto più possibile i giovani di minore età all’alto rischio per la salute cui vanno incontro tutti coloro che ne fanno uso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Operazione “Il Gioco è fatto”: arrestato boss della Magliana</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 22:38:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BOSS DELLA MAGLIANA ARRESTATO DALLA POLIZIA. MANETTE PER IL SUO BRACCIO DESTRO DALLA GUARDIA DI FINANZA. PER LORO L’ACCUSA DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE FINALIZZATA AL RICICLAGGIO. &#160; ROMA 06 Luglio 2011 &#8211; Anche per lui nella mattinata odierna sono scattate le manette. Si tratta di Enrico Nicoletti, di 74 anni, a carico del quale pende l’accusa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BOSS DELLA MAGLIANA ARRESTATO DALLA POLIZIA. MANETTE PER IL SUO BRACCIO DESTRO DALLA GUARDIA DI FINANZA. PER LORO L’ACCUSA DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE FINALIZZATA AL RICICLAGGIO.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ROMA 06 Luglio 2011 &#8211; Anche per lui nella mattinata odierna sono scattate le manette. Si tratta di Enrico Nicoletti, di 74 anni, a carico del quale pende l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di millantato credito, truffa, usura, falso, riciclaggio e ricettazione.</p>
<p>Si tratta dell’ultimo atto dell’operazione “Il Gioco è fatto”, per la quale la Squadra Mobile della Questura di Roma, guidata dal dr. Vittorio Rizzi, aveva già eseguito nell’ottobre scorso una prima tranche di misure cautelari, e per la quale la scorsa settimana la Divisione Anticrimine ha eseguito un sequestro preventivo di beni per un valore di circa 2.500.000,00 euro.</p>
<p>In particolare l’arrestato era a capo del sodalizio criminoso, che, attraverso il millantato credito, truffava ignare vittime interessate all’acquisto di beni immobili oggetto di aste giudiziarie. Proprio a lui erano destinati i proventi dell’attività illecita, poi reinvestiti in attività commerciali e beni immobili.</p>
<p>In manette, nella stessa mattinata è finito anche il suo braccio destro, Alessio Monselles, di 68 anni, questa volta arrestato dagli uomini della Guardia di Finanza, che hanno condotti nei suoi confronti accertamenti di natura patrimoniale. All’interno dell’organizzazione per lui era stato disegnato il ruolo di factotum tra Nicoletti e gli altri associati, anche con compiti ben precisi nella ricezione dei proventi ricavati e nella relativa consegna allo stesso “capo” dell’organizzazione.</p>
<p>Ancora una volta si è rivelato determinante l’asse tra gli organi investivi della Questura e la determinazione del Sostituto Procuratore della Repubblica dr.ssa Ceniccola e del Procuratore Aggiunto dr. Capaldo, che hanno seguito l’intera vicenda giudiziaria, che si è conclusa oggi con l’esecuzione dei provvedimenti cautelari.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tutela dell&#8217;ambiente: sequestrata cava abusiva nel Parco dell&#8217;Etna</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 10:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CATANIA 26 Giugno 2011 &#8211; L’esecuzione di una attività di verifica fiscale  nell’ambito della programmazione operativa ha permesso ai militari della compagnia della Guardia di Finanza di Riposto di accertare diverse violazioni in materia di tutela ambientale e paesaggistica,  nei confronti di una nota impresa che opera nel settore dell’estrazione di materiale basaltico per uso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANIA 26 Giugno 2011 &#8211; L’esecuzione di una attività di verifica fiscale  nell’ambito della programmazione operativa ha permesso ai militari della compagnia della Guardia di Finanza di Riposto di accertare diverse violazioni in materia di tutela ambientale e paesaggistica,  nei confronti di una nota impresa che opera nel settore dell’estrazione di materiale basaltico per uso ornamentale.</p>
<p>L’attività che è stata eseguita con la collaborazione dei funzionari appartenenti al distretto minerario di Catania  e si è conclusa con il sequestro di una area di circa 15.000 mq. ricadente in una zona protetta del parco dell’Etna, nel territorio del comune di Milo.</p>
<p>L’area in questione era stata destinata dall’impresa per l’estrazione di materiale basaltico  senza la prescritta concessione e senza rispettare le prescrizioni imposte dal Distretto minerario . Ciò ha comportato l’alterazione delle bellezze naturali del Parco dell’Etna che insistono nella speciale area di protezione denominata “Zona C”.</p>
<p>L’estrazione abusiva è stata quantificata in circa 200.000 mc. di materiale lapideo.</p>
<p>Il titolare dell’impresa di estrazione è stato deferito all’Autorita Giudiziaria per le violazioni di cui all’art. 734 del Codice Penale  &#8221;Distruzione e deturpamento di bellezze naturali” nonché per le altre ipotesi di reato previste, nello specifico, dalla vigente normativa ambientale e paesaggistica.</p>
<p>L’attività delle Fiamme Gialle della Compagnia di Riposto si pone nell’alveo delle intraprendenze operative del Corpo tendenti alla tutela dell’ambiente, che deve necessariamente considerarsi  bene economico e patrimonio dell’umanità, oggetto di continue aggressioni, da parte di una criminalità sempre più agguerrita, che costituiscono, di fatto, una diminuito patrimoniale della collettività.</p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: large;"><br />
</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Riunione interforze per la stagione estiva</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 20:49:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA 18 Maggio 2011 &#8211; Una strategia interforze che vedrà in campo tutte le  Forze dell’Ordine già dal prossimo fine settimana. E’ questo il risultato di una riunione operativa presieduta questa mattina presso il Commissariato di Ostia dal Questore di Roma Francesco Tagliente alla presenza  del Tenente Colonnello Stefano Sancricca, Comandante del Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA 18 Maggio 2011 &#8211; Una strategia interforze che vedrà in campo tutte le  Forze dell’Ordine già dal prossimo fine settimana.</p>
<p>E’ questo il risultato di una riunione operativa presieduta questa mattina presso il Commissariato di Ostia dal Questore di Roma Francesco Tagliente alla presenza  del Tenente Colonnello Stefano Sancricca, Comandante del Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Ostia, del Colonnello Alessandro Barbera del Gruppo Roma della Guardia di Finanza e del Capitano Sebastiano Arena Comandante della Compagnia Carabinieri di Ostia.</p>
<p>Carabinieri, Guardia di Finanza, Commissariato, Polizia Stradale e Polizia Municipale agiranno nell’ottica di un lavoro di rete integrando le specifiche competenze di ciascuno ed evitando, sulla base di un’attenta pianificazione, la sovrapposizione operativa  nelle diverse zone, giorni  e fasce orarie ritenute meritevoli di maggiore attenzione.</p>
<p>La riunione tecnica è stata preceduta da un  incontro tra il  Questore e il  presidente del XIII  Municipio dr.  Giacomo Vizzani,  nell’ambito del quale, nell’ottica del partenariato tra Istituzioni, si è tenuto un confronto sulle esigenze del territorio legate alle istanze dei cittadini, degli operatori economici e di tutti gli altri utenti del litorale.</p>
<p>In particolare, anche in vista del significativo afflusso di persone previsto soprattutto nei fine settimana della stagione calda, la Questura ribadisce la politica del doppio binario.</p>
<p>Sarà infatti garantita la massima accessibilità ai servizi offerti dal territorio e dalle attività economiche attive nei limiti del rispetto delle regole e delle leggi di settore.</p>
<p>Allo stesso modo sarà attuata con fermezza un’attività di prevenzione e di contrasto rispetto alle diverse forme di illegalità, con particolare attenzione a quelle connesse alla “movida” estiva.</p>
<p>La Polizia Amministrativa della Questura, in stretta sinergia con il Commissariato Lido procederà all’attuazione di un piano di controlli rivolto ai locali notturni per verificare eventuali irregolarità, soprattutto sotto il profilo delle modalità di somministrazione di bevande alcooliche.</p>
<p>Tale attività sarà integrata da quella della Polizia Stradale  che assicurerà sulle arterie di accesso al litorale, controlli per il contrasto del fenomeno della guida in stato di ebbrezza o sotto l’eccesso di sostanze stupefacenti.</p>
<p>Particolare attenzione sarà poi rivolta da tutte le forze in  campo alle ulteriori forme di illecito tra cui lo spaccio di stupefacenti, l’abusivismo commerciale e la prostituzione.</p>
<p>Il Questore ha inoltre sensibilizzato il Presidente del Municipio, così come i proprietari di aree in disuso, a segnalare ogni situazione potenzialmente connessa all’organizzazione di raduni musicali non autorizzati, al fine di consentire il tempestivo intervento delle Forze dell’Ordine prevenendo situazioni di rischio in primo luogo per gli avventori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fiamme Gialle: la visita del Gen. C.A. Saverio Capolupo al comando di Messina</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 22:43:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[MESSINA 07 Maggio 2011 &#8211; Il Generale di Corpo d’Armata Saverio Capolupo, Comandante Interregionale dell’Italia Sud- Occidentale della Guardia di Finanza, nella giornata di giovedì si è recato in visita presso la Caserma “Stefano Cotugno”, sede del Comando Provinciale di Messina dove, accompagnato dal Comandante Provinciale Colonnello Decio Paparoni, ha salutato una numerorsa rappresentanza del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MESSINA 07 Maggio 2011 &#8211; Il Generale di Corpo d’Armata Saverio Capolupo, Comandante Interregionale dell’Italia Sud- Occidentale della Guardia di Finanza, nella giornata di giovedì si è recato in visita presso la Caserma “Stefano Cotugno”, sede del Comando Provinciale di Messina dove, accompagnato dal Comandante Provinciale Colonnello Decio Paparoni, ha salutato una numerorsa rappresentanza del personale presente, unitamente agli Ufficiali e Comandanti dei dipendenti Reparti della Provincia. E’ stato tenuto un briefing da parte del Comandante Provinciale su tematiche che interessano il Comando ed i Reparti della Provincia.</p>
<p>L’Alto Ufficiale Generale ha esortato il personale a svolgere sempre più con professionalità ed alto senso del dovere le proprie mansioni al fine di affermare il ruolo istituzionale del Corpo quale polizia economico finanziaria, a servizio della collettività.</p>
<p>Nell’occasione, il Gen. Saverio Capolupo, accompagnato dal Comandante Provinciale, ha incontrato presso il Palazzo di Giustizia il Procuratore Capo della Repubblica di Messina Dott. Guido Lo Forte.</p>
<p><a href="http://www.avvenimentiiblei.com/blog/wp-content/uploads/2011/05/image004.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5768" title="visita comandante interregionale GdF a Messina1" src="http://www.avvenimentiiblei.com/blog/wp-content/uploads/2011/05/image004-210x146.jpg" alt="" width="210" height="146" /></a> Subito dopo, il Generale di Corpo d’Armata Saverio Capolupo si è intrattenuto presso l’ex Circolo Ufficiali della caserma “Stefano Cotugno” con S.E. il Prefetto di Messina dr. Francesco Alecci, con il Primo Presidente della Corte di Appello dr. Nicolò Fazio, con il Procuratore Generale della Repubblica dr. Antonio F. Cassata e con il Comandante Interregionale CC Culquaber, Generale di Corpo d’Armata Lucio Nobili, dai quali ha avuto ampio apprezzamento per la consolidata collaborazione fornita dalle Fiamme Gialle messinesi nel contrasto sinergico alla criminalità. Il Comandante Interregionale ha garantito la collaborazione del Corpo nel solco di una tradizione consolidata di professionalità ed efficienza.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Scontri a Roma: black bloc tra i manifestanti, 41 fermati e 57 agenti contusi</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 22:05:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ROMA 14 Dicembre 2010 &#8211; Sono 41 le persone fermate in occasione dei ripetuti scontri generati dai manifestanti nel corso delle manifestazioni studentesche odierne provenienti da diverse province d’Italia (tra cui Pisa, Genova, Orvieto, Todi, Chieti, Pescara, Forlì, Trento, Bari, Teramo, Napoli ed Asti) e dalla Francia. 57 sono invece gli appartenenti delle Forze dell’ordine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA 14 Dicembre 2010 &#8211; Sono 41 le persone fermate in occasione dei ripetuti scontri generati dai manifestanti nel corso delle manifestazioni studentesche odierne provenienti da diverse province d’Italia (tra cui Pisa, Genova, Orvieto, Todi, Chieti, Pescara, Forlì, Trento, Bari, Teramo, Napoli ed Asti) e dalla Francia.<br />
57 sono invece gli appartenenti delle Forze dell’ordine rimasti contusi a causa degli attacchi subiti da parte di alcuni gruppi di manifestanti. I fermati sono stati bloccati in occasione dei diversi episodi violenti registrati a partire da questa mattina in diversi punti della città. In alcuni casi i manifestanti hanno  utilizzato picconi ed altri oggetti contundenti per danneggiare i veicoli blindati preposti a presidio delle sedi Istituzionali. In Piazzale Flaminio è stato anche lanciato liquido infiammabile sugli stessi mezzi delle Forze dell’ordine.<br />
E’ stato costante  durante tutta la giornata il lancio verso gli operatori di Polizia di bombe carta, fumogeni, sanpietrini ed altri oggetti contundenti.<br />
In molti casi i manifestanti hanno agito indossando caschi e scudi.<br />
In più occasioni le Forze di Polizia hanno dovuto far ricorso all’utilizzo di lacrimogeni e a cariche di alleggerimento per disperdere i manifestanti violenti.<br />
 Dopo i primi attacchi messi in atto in via degli Astalli e in Corso Rinascimento la situazione è degenerata dopo le ore 14.00 quando si è diffusa la notizia della fiducia ottenuta dal Governo. Tra via del Corso e Piazza del Popolo si sono ripetuti gli assalti, senza motivo, di un gruppo di circa 5.000 manifestanti.<br />
In particolare in via del Babuino centinaia di manifestanti hanno assaltato un contingente dando alle fiamme un veicolo blindato della Guardia di Finanza. E’ stato necessario l’invio sul posto di un significativo numero di rinforzi per ripristinare l’ordine nella piazza così come nell’adiacente Piazzale Flaminio dove gli studenti hanno poi continuato ad ingaggiare i contingenti delle Forze di Polizia.<br />
Continuano nelle prossime ore le indagini per l’identificazione di ulteriori responsabile dei gesti violenti posti in essere in occasione delle manifestazioni odierne anche attraverso l’esame dei filmati della Polizia Scientifica.</p>
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		<title>Siracusa: guardia di finanza arresta funzionario Inail</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Dec 2010 11:13:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News Locali]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Fortuna]]></category>
		<category><![CDATA[Comando Provinciale della Guardia di finanza di Siracusa]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>SIRACUSA 10 Dicembre 2010 &#8211; Nella mattinata odierna militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Siracusa hanno eseguito un ordine di custodia cautelare in carcere, emesso dal Gip di Siracusa su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di Claudio Fortuna, funzionario in servizio presso la sede INAIL di Siracusa, per i reati di corruzione e falsità ideologica.<br />
Il provvedimento si va ad aggiungere a quelli eseguiti lo scorso 18 ottobre, emessi nell’ambito dell’indagine denominata “L’infedele” e coordinata dalla Procura aretusea, che ha già consentito di accertare una serie di reati commessi nell’ambito della gestione delle società RIT e RIT Engeenering tra cui, falsi ideologici commessi per il rilascio di certificazioni di regolarità contributiva, evasioni fiscali per oltre mezzo milione di euro, corruzioni nei confronti di pubblici ufficiali e truffe aggravate per il conseguimento di erogazioni pubbliche.<br />
Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare come il Fortuna, nell’ambito della propria attività lavorativa presso l’INAIL di Siracusa, abbia ricevuto somme di denaro per compiere atti contrari ai suoi doveri d’ufficio, consistiti nell’utilizzare documentazione creata con dati falsi per attestare la regolarità della posizione contributiva di diverse aziende e consentendo così alle stesse di ottenere diversi D.U.R.C.  (Documento Unico di Regolarità Contributiva) regolari.<br />
L’attività investigativa prosegue ulteriormente per chiarire le accertare le ulteriori complicità.</p>
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