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	<title>Avvenimenti Iblei &#187; Palermo</title>
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		<title>Palermo: no alla privatizzazione dell&#8217;acqua, depositate 35mila</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 11:36:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROSOLINI 07 Settembre 2010 &#8211; Missione palermitana per  il sindaco Savarino e l’assessore ai lavori pubblici Carmelo Di Stefano. Nell’agenda dei due amministratori l&#8217;appuntamento presso l’Assessorato Regionale agli Enti Locali per l’incontro di tutti i Sindaci del Comitato dei Comuni per depositare le firme raccolte contro la privatizzazione dell’acqua.
All’Assessorato agli EE.L. il Comitato dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROSOLINI 07 Settembre 2010 &#8211; Missione palermitana per  il sindaco Savarino e l’assessore ai lavori pubblici Carmelo Di Stefano. Nell’agenda dei due amministratori l&#8217;appuntamento presso l’Assessorato Regionale agli Enti Locali per l’incontro di tutti i Sindaci del Comitato dei Comuni per depositare le firme raccolte contro la privatizzazione dell’acqua.<br />
All’Assessorato agli EE.L. il Comitato dei Sindaci Siciliani,  rappresentanti dei comitati di cittadini e sindacati, hanno  depositato le circa 35.000 firme raccolte per la presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia. “Si aspetta adesso – afferma il Sindaco Savarino-  che l’Assemblea Regionale prenda nella dovuta considerazione le varie petizioni giunte e  cominci ad esaminare la proposta di legge onde evitare che questo prezioso bene pubblico vada a finire in mano a privati”. </p>
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		<title>Palermo: cerimonia in ricordo del gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 12:01:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PALERMO 03 Settembre 2010 &#8211; Oggi ricorre il 28mo anniversario dell&#8217;uccisione del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Alla del capo della Polizia Antonio Manganelli, del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, e del prefetto Giuseppe Caruso, il ministro dell&#8217;Interno, Roberto Maroni, ha deposto una corona di fiori sul luogo della strage.
La celebrazione si è svolta sotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PALERMO 03 Settembre 2010 &#8211; Oggi ricorre il 28mo anniversario dell&#8217;uccisione del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Alla del capo della Polizia Antonio Manganelli, del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, e del prefetto Giuseppe Caruso, il ministro dell&#8217;Interno, Roberto Maroni, ha deposto una corona di fiori sul luogo della strage.</p>
<p>La celebrazione si è svolta sotto la lapide in via Isidoro Carini a Palermo che ricorda l&#8217;uccisione, il 3 settembre 1982, del prefetto, generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell&#8217;agente di scorta Domenico Russo.</p>
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		<title>Palermo: l&#8217;Ance interviene sulla revoca delle concessioni al CAS</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 13:35:42 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>PALERMO 30 Agosto 2010 &#8211; &#8220;In Sicilia, dietro al provvedimento di revoca della Concessione delle autostrade siciliane al CAS da parte dell’ANAS firmato, a quanto si dice, dai ministri Matteoli e Tremonti si fanno tante congetture politiche, tanta dietrologia. Si vuole far risalire il provvedimento, alle spaccature nel PDL siciliano, Miccichè da una parte ed Alfano &#8211; Schifani dall’altra.<br />
Ai Siciliani, crediamo che tante congetture, tanta dietrologia, interessino poco o niente, solo chiacchiere per alimentare i discorsi nei bar. Ai Siciliani interessa la sostanza dei fatti, la loro ricaduta sul territorio e sugli abitanti, niente altro&#8221;.<br />
L&#8217;Ance Sicilia interviene sulla revoca delle concessioni al Cas da parte dell&#8217;Anas.<br />
&#8220;In Sicilia esistono due gestioni del sistema autostradale isolano: la prima gestione è svolta direttamente dall’ANAS tramite i suoi uffici periferici, su una rete di circa 450 km.<br />
La seconda gestione è svolta dal CAS (Consorzio Autostrade Siciliane), su concessione ANAS, su una rete di circa 350 km: concessione adesso revocata.<br />
Le motivazioni che è dato conoscere che giustificano la revoca sono relative a: stato di degrado delle strutture e mancata manutenzione delle sovrastrutture, nella Catania &#8211; Messina, ma più nella Messina &#8211; Palermo; tali carenze determinano un alto grado di pericolosità per gli utenti e quindi un’alta incidentalità.<br />
In base a tali motivazioni l’ANAS da oltre due anni ha sollecitato il CAS a procedere celermente all’eliminazione delle carenze segnate.<br />
Guardando da semplice utente il sistema autostradale siciliano, non sembra che la rete gestita direttamente dall’ANAS stia meglio. Anzi osservando la Catania &#8211; Palermo si nota, per esempio, che alcuni tratti da tempo immemore sono ad una sola corsia, o che alcuni svincoli non sono stati mai aperti e connessi; osservando la Catania &#8211; Augusta si riscontrano problemi nelle gallerie, che hanno imposto vincoli formidabili sulle velocità tanto da retrocedere un’autostrada appena aperta a velocità da strada comunale; e si potrebbe continuare con la Palermo &#8211; Trapani e poi con il prosieguo a Mazara, e poi con la congestione costante della tangenziale di Catania, dei suoi svincoli con i rigurgiti di coda sulle corsie ordinarie. Tutto questo solo a vedere la rete autostradale. Se si guarda la rete delle statali il discorso diviene ben più grave e bisogna stendere un velo pietoso su di esso.<br />
Se il parametro di confronto è quello della gestione diretta dell’ANAS, non ci sono speranze per la rete CAS. Cioè peggiorerà ulteriormente.<br />
Negli ultimi anni dei timidi tentativi di miglioramento nella gestione del CAS sono stati avviati. Sono stati redatti e approvati bilanci consuntivi, mai prima redatti ed approvati, Si è iniziato a redigere il bilancio preventivo di gestione, strumento che consente una corretta programmazione della spesa in relazione agli obiettivi generali da perseguire ed ai risultati intermedi –misurabili- da raggiungere.<br />
Stando così le cose, con una rete diretta ANAS che continua a peggiorare ed una rete CAS che, se non migliora, almeno risulta stabile, non è a nessuno chiaro il perché della revoca della concessione.<br />
Non c’è e non ci può essere alcuna dietrologia politica, non c’è e non ci può essere alcun siciliano che lavori contro la Sicilia. Si può pensare allora solo a motivazioni economiche: è in corso l’ennesimo tentativo di espropriare la Sicilia ed i Siciliani della loro terra, alla faccia del federalismo&#8221;.<br />
Conclude l&#8217;Ance: &#8220;Quale scenario ci aspettiamo? Una società o una cordata del Nord verrà formata e si presenterà come salvatrice della rete autostradale siciliana. Per un piatto di lenticchie, più un corposo aiuto economico governativo, più un deciso sostegno di un sistema bancario amico, più una coorte di famelici general contractor, la rete siciliana, come le fabbriche siciliane dopo l’unità d’Italia, prenderà il volo per il Nord.<br />
Non volendo assistere inermi a una tale rapina nei confronti della Sicilia facciamo appello a tutte le forze socio-economiche siciliane affinché ciò non accada. Chiediamo che le tante forze sane della Sicilia si facciano avanti e riprendano in mano il futuro della nostra terra&#8221;.</p>
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		<title>Palermo: confiscati beni del prestanome del boss Provenzano</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 14:28:34 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>PALERMO 14 Agosto 2010 &#8211; Ammonta a circa 800 milioni il valore dei beni confiscati a Michele Aiello, un imprenditore siciliano che sta scontando una condanna a 15 anni e mezzo di carcere per i suoi legami con Cosa Nostra e in particolare con il boss Bernardo Provenzano. I Carabinieri di Palermo, su richiesta del tribunale del capoluogo, hanno sequestrato 3 cliniche, 4 imprese sanitarie, 8 società edili, stabilimenti industriali, appartamenti, ville,terreni, imbarcazioni e conti correnti. I circa 400 lavoratori delle strutture sequestrate continueranno a lavorare in regime di amministrazione giudiziaria.<br />
&#8220;Uno straordinario passo avanti e un salto qualitativo della lotta dello Stato alle organizzazioni mafiose&#8221;:così il Presidente del Senato, Schifani, definisce la confisca di beni all&#8217;imprenditore Michele Aiello. Per il ministro della Giustizia Alfano è segno di&#8221;uno Stato deciso a eliminare ogni tipo di associazione mafiosa&#8221;, &#8220;un altro tassello del puzzle contro le mafie&#8221;.<br />
Il ministro della Difesa La Russa: la confisca è &#8220;uno dei tanti fiori all&#8217; occhiello della sinora vittoriosa lotta alla mafia. Ma bisogna insistere&#8221;.</p>
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		<title>Palermo: emergenze rifiuti e&#8217; &#8220;finanziaria&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 12:45:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[PALERMO 22 Luglio 2010 – Si sono riuniti oggi in Confindustria Sicilia gli operatori industriali del ciclo integrato dei rifiuti per analizzare la situazione del settore alla luce della riforma regionale degli Ato rifiuti e dell’ordinanza nazionale di Protezione civile, che trasferisce ai poteri straordinari del commissario per la Sicilia alcune competenze che il governo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PALERMO 22 Luglio 2010 – Si sono riuniti oggi in Confindustria Sicilia gli operatori industriali del ciclo integrato dei rifiuti per analizzare la situazione del settore alla luce della riforma regionale degli Ato rifiuti e dell’ordinanza nazionale di Protezione civile, che trasferisce ai poteri straordinari del commissario per la Sicilia alcune competenze che il governo regionale aveva inserito nella riforma.<br />
La riunione si è conclusa con la constatazione che in Sicilia l’emergenza, prima che dalla mancanza di infrastrutture, è causata dalla mancanza di liquidità, originata dal noto problema dell’evasione e della mancata riscossione della Tarsu, in alcuni casi oggetto di forti censure da parte della Corte dei Conti.<br />
E’ stato ricordato che l’assessore regionale ai Servizi di pubblica utilità, Pier Carmelo Russo, con due circolari dello scorso mese di giugno, ha evidenziato tale anomalia riguardo ai precedenti esercizi finanziari e al fatto che spesso gli Ato non approvano da anni i bilanci, e ha richiamato i Comuni e gli Ato, e per essi i revisori dei conti, all’obbligo di applicare la legge con specifico riferimento alla formazione ed all’approvazione dei bilanci, adempimento indispensabile per assicurare la totale copertura dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.<br />
Gli imprenditori associati a Confindustria Sicilia devono purtroppo rilevare che, pur in presenza di numerosi casi di enti locali che non hanno rispettato tale richiamo, i dirigenti regionali che ne hanno la responsabilità non hanno ancora attivato i poteri ispettivi e sostitutivi che questo governo regionale ha previsto nella legge di riforma.<br />
A queste condizioni il settore conoscerà emergenze continue che i controllori non vogliono risolvere alla radice, ovvero nel rapporto poco chiaro tra Ato e Comuni.<br />
E’ dalla mancanza dei controlli e dalla mancata applicazione dei poteri sostituivi previsti dalla legge di riforma che scaturiscono effetti distorsivi a danno dei cittadini e delle imprese che pagano  il servizio: in alcune parti del Paese si riesce a gestire il servizio di 86.000 abitanti impiegando 22 addetti, mentre in Sicilia si assiste a casi in cui il servizio per 198.000 abitanti viene assicurato con 380 addetti.</p>
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		<title>Palermo: solidarietà di Confindustria al procuratore di Palmi</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 23:32:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[PALERMO 21 Luglio 2010 – Il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, e il presidente di Confindustria Messina, Ivo Blandina, in una nota congiunta hanno espresso vicinanza e solidarietà al Procuratore della Repubblica di Palmi, Giuseppe Creazzo, per la vile intimidazione di cui è stato oggetto.
“Tale atto  &#8211; hanno scritto Lo Bello e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PALERMO 21 Luglio 2010 – Il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, e il presidente di Confindustria Messina, Ivo Blandina, in una nota congiunta hanno espresso vicinanza e solidarietà al Procuratore della Repubblica di Palmi, Giuseppe Creazzo, per la vile intimidazione di cui è stato oggetto.<br />
“Tale atto  &#8211; hanno scritto Lo Bello e Blandina &#8211; non può che essere frutto del disperato tentativo di chi si oppone con le minacce allo stato di diritto, ritenendo di intimorire con atti vigliacchi chi opera per ripristinare  la legalità”.<br />
Lo Bello e Blandina concludono la nota ringraziando il Dr. Creazzo per l’impegno e la professionalità che, con tutti i suoi colleghi, continua a profondere nel  delicato lavoro che svolge, seppur in condizioni organizzative e ambientali difficili.</p>
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		<title>Palermo: operazione Bogotà, bloccato narco-traffico da Sudamerica</title>
		<link>http://www.avvenimentiiblei.com/2010/07/19/palermo-operazione-bogota-bloccato-narco-traffico-da-sudamerica/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 13:26:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[PALERMO 19 Luglio 2010 &#8211; I carabinieri di Palermo hanno eseguito 13 misure cautelari a carico di altrettanti narcotrafficanti accusati di associazione a delinquere finalizzata all&#8217;importazione e commercio internazionale di sostanze stupefacenti, aggravata dall&#8217;aver costituito un gruppo criminale organizzato operativo in più Stati.
A capo della banda, secondo gli inquirenti, sarebbe stato un siciliano che, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PALERMO 19 Luglio 2010 &#8211; I carabinieri di Palermo hanno eseguito 13 misure cautelari a carico di altrettanti narcotrafficanti accusati di associazione a delinquere finalizzata all&#8217;importazione e commercio internazionale di sostanze stupefacenti, aggravata dall&#8217;aver costituito un gruppo criminale organizzato operativo in più Stati.<br />
A capo della banda, secondo gli inquirenti, sarebbe stato un siciliano che, con la collaborazione di un esponente di spicco della camorra, latitante in Sudamerica, trattava il prezzo di ogni partita di droga con i capi dei cartelli colombiani e peruviani.<br />
L&#8217;organizzazione, attraverso società di import-export appositamente costituite, era in grado di far giungere dal Perù e dalla Colombia, attraverso Spagna e Olanda, fino in Sicilia e nel nord Italia grossi quantitativi di cocaina purissima. La droga veniva poi venduta sulle piazze della Sicilia occidentale e dell&#8217;Emilia Romagna da affiliati all&#8217;organizzazione.<br />
Durante l&#8217;indagine, denominata Bogotà, i carabinieri hanno sequestrato circa 20 chili di cocaina pura.</p>
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		<title>Palermo: l&#8217;Italia ricorda via D&#8217;Amelio a 18 anni dalla strage</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 13:13:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[PALERMO 19 Luglio 2010 &#8211; Era il 19 luglio del 1992 in via D&#8217;Amelio a Palermo quando una Fiat 126 parcheggiata con 100 chili di tritolo a bordo, esplose uccidendo il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Eddie Walter Cosina e Claudio Traina.
Nel luogo della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PALERMO 19 Luglio 2010 &#8211; Era il 19 luglio del 1992 in via D&#8217;Amelio a Palermo quando una Fiat 126 parcheggiata con 100 chili di tritolo a bordo, esplose uccidendo il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Eddie Walter Cosina e Claudio Traina.</p>
<p>Nel luogo della strage, un albero d&#8217;ulivo ricorda le vittime.</p>
<p>Oggi ricorre il 18esimo anno dall&#8217;attentato, e Palermo così come tutta l&#8217;Italia, rende omaggio a sei uomini dello Stato uccisi da Cosa Nostra.</p>
<p>Un&#8217;agenda rossa, come quella trafugata il giorno della strage dalla borsa di cuoio di Paolo Borsellino e che non è stata ancora ritrovata, è il simbolo delle manifestazioni di quest&#8217;anno.</p>
<p>Numerose le adesioni alle manifestazioni previste in ricordo dalle diverse regioni italiane e molti i cittadini presenti a Palermo per ricordare le vittime.</p>
<p>All&#8217;interno della caserma &#8220;Pietro Lungaro&#8221; a Palermo, sede del Reparto scorte, il vice capo della Polizia Francesco Cirillo, il questore Alessandro Marangoni, il sindaco di Palermo Diego Cammarata e altre autorità presenti, partecipano alla deposizione della corona d&#8217;alloro che il presidente del Senato Renato Schifani ha posato sulla lapide che ricorda le vittime della strage.</p>
<p>Nella cappella della caserma alle 11 si è tenuta la Santa Messa e a mezzogiorno anche il presidente della Commissione antimafia Giuseppe Pisanu deporrà una corona d&#8217;alloro sulla lapide che ricorda le vittime.</p>
<p>Due cortei attraverseranno le strade di Palermo. Il primo, che partirà alle 18, unirà via D&#8217;Amelio e l&#8217;albero Falcone; e il secondo alle 20:una suggestiva fiaccolata silenziosa, partirà da piazza Vittorio Veneto per arrivare intorno alle 23 in via D&#8217;Amelio.</p>
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		<title>Palermo: sbloccati fondi per infrastrutture in Sicilia e Calabria</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 21:41:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ance Sicilia]]></category>
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		<description><![CDATA[PALERMO 14 Luglio 2010 – Sbloccati 185 milioni di euro per nuove infrastrutture in Sicilia e Calabria. Lo ha comunicato il Provveditore interregionale alle opere pubbliche, Lorenzo Ceraulo, ad una delegazione dell’Ance Sicilia, accompagnata dal sottosegretario alle Infrastrutture Giuseppe Maria Reina.
Le risorse sono state assegnate dal Cipe ed è stato firmato il relativo decreto. Adesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PALERMO 14 Luglio 2010 – Sbloccati 185 milioni di euro per nuove infrastrutture in Sicilia e Calabria. Lo ha comunicato il Provveditore interregionale alle opere pubbliche, Lorenzo Ceraulo, ad una delegazione dell’Ance Sicilia, accompagnata dal sottosegretario alle Infrastrutture Giuseppe Maria Reina.<br />
Le risorse sono state assegnate dal Cipe ed è stato firmato il relativo decreto. Adesso si attende solo la registrazione da parte della Corte dei conti.<br />
“Grazie all’intervento del presidente della Regione Raffaele Lombardo e del sottosegretario Reina – ha dichiarato il presidente di Ance Sicilia, Salvo Ferlito – è stato possibile finalmente rendere disponibili questi fondi, che daranno una prima boccata d’ossigeno al settore dell’edilizia in crisi. Gli effetti del provvedimento si vedranno presumibilmente dal prossimo mese di settembre”.</p>
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		<title>Palermo: plauso di Lo Bello su operazione &#8220;Il crimine&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 22:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News Locali]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Ivan Lo Bello presidente di Confindustria Sicilia]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>PALERMO 13 Luglio 2010 – “L’operazione anticrimine condotta oggi dalle Procure di Reggio Calabria, Milano e Monza nella sua complessità ha il merito di avere inferto un colpo  rilevante e durissimo alla ‘ndrangheta, cancellandone i vertici e indebolendone la capacità di insinuarsi nell’economia e nelle istituzioni, con una ramificazione che ha assunto nel Centro-Nord del Paese ormai dimensioni inquietanti”.<br />
Lo dichiara il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, che aggiunge: “Ai Procuratori di Reggio Calabria, Milano e Monza, ai  magistrati che hanno collaborato, agli uomini della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri impegnati nell’operazione odierna va il plauso di Confindustria Sicilia, anche per l’efficace azione di coordinamento messa in atto che ha consentito di gestire con grande professionalità un’operazione così complessa”.<br />
Lo Bello ribadisce che “è sempre più forte la necessità di  unire le forze sane del Paese per rafforzare il fronte che si oppone ai condizionamenti illeciti, alla corruzione, al racket ed a tutte le attività finanziate dal riciclaggio mafioso  che minano la competitività delle imprese e opprimono il libero mercato”.</p>
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