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	<title>Avvenimenti Iblei &#187; Vibo Valentia</title>
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		<title>Vibo Valentia: giro di lauree false, 10 avvisi di garanzia</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 18:23:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Antonella Serafini VIBO VALENTIA 10 Giugno 2010 &#8211; Nella mattinata odierna i militari della Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia al comando del Cap. Stefano Di Paolo, con il supporto dei comandi dell’Arma competenti per territorio, hanno provveduto alla notifica di 10 avvisi di garanzia emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <em>Antonella Serafini</em></p>
<p>VIBO VALENTIA 10 Giugno 2010 &#8211; Nella mattinata odierna i militari della Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia al comando del Cap. Stefano Di Paolo,  con il supporto dei comandi dell’Arma competenti per territorio, hanno provveduto alla notifica di 10 avvisi di garanzia emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili a vario titolo di associazione a delinquere, truffa, falsità materiale ed ideologica commessa dal pubblico ufficiale ed esercizio abusivo di una professione.<br />
Tra i destinatari dei provvedimenti, che sono stati eseguiti dai militari in Lazio, Campania, Lombardia, Puglia e Sicilia, moltissimi insospettabili che, l’attività di indagine, ha permesso di identificare come compartecipi di un’associazione dedita alla produzione ed alla vendita, in tutto il territorio nazionale, di certificati di laurea falsi.<br />
In particolare a ricevere l’avviso di garanzia è stato un noto imprenditore romano, M.F., titolare di un’agenzia di stampa e di servizi culturali molto attiva nella capitale e situata a pochi passi dal Pantheon, ed i suoi più stretti collaboratori che, sfruttando il proprio vasto giro di conoscenze ed amicizie, erano diventati il vero e proprio collettore per le richieste di lauree contraffatte che, in base alla difficoltà di reperimento ed al tipo di abilitazione a cui davano diritto, avevano un vero e proprio tariffario. Catena di amicizie che si estendeva ben oltre i confini della capitale, raggiungendo, di fatto, tutte le regioni italiane da cui decine di persone, ogni settimana, contattavano le società del gruppo per ottenere abilitazioni e lauree.<br />
Altro destinatario illustre dei provvedimenti emessi dalla Procura di Vibo Valentia è stato A.C., genero del più noto Totò Riina che, è stato accertato dagli investigatori, teneva stretti rapporti d’affari proprio con l’imprenditore romano al fine acquistare alcuni attestati di laurea.<br />
Gli oltre 100 uomini dell’Arma impiegati nell’operazione hanno anche provveduto ad eseguire ben 15 perquisizioni nei comuni di Roma, Alatri, Gaeta, Latina, Pollica, Fondi, Corleone, Agropoli, Limbiate nonché presso gli atenei universitari di Messina e Bari, dove sono stati acquisiti interessanti documenti su alcune convenzioni stipulate tra quell’università e la Moldavia per il riconoscimento delle lauree conseguite all’estero. Settore su cui la cricca aveva posto gli occhi ravvisando incredibili possibilità di guadagno giocando sulla convalida di lauree più o meno vere conseguite negli stati dell’Est-Europa.<br />
Importantissima documentazione è stata anche rinvenuta all’interno delle sedi societarie dell’imprenditore romano, in cui gli uomini della Compagnia di Vibo Valentia hanno sequestrato decine di faldoni di documenti considerati estremamente interessanti e che potrebbero consentire di identificare numerosi altri falsi medici e professionisti che, nel passato, si erano rivolti all’uomo per ottenere la documentazione necessaria all’esercizio delle più disparate professioni senza averne titolo.<br />
Ora tutta la documentazione si trova all’esame della Procura della Repubblica e  degli investigatori della Benemerita.</p>
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		<title>Vibo Valentia: arrestato commerciante, vendeva pesce guasto</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 23:32:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VIBO VALENTIA 16 Maggio 2010 &#8211; Nuovo arresto dei Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, al comando del Cap. Stefano Di Paolo, operato nei confronti di un venditore di prodotti ittici. A finire nella rete degli uomini della Stazione Carabinieri di Vibo Marina è stato Francesco Vatano, pescatore 46enne di Vibo Marina, che, nelle prime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VIBO VALENTIA 16 Maggio 2010 &#8211; Nuovo arresto dei Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, al comando del Cap. Stefano Di Paolo, operato nei confronti di un venditore di prodotti ittici.<br />
A finire nella rete degli uomini della Stazione Carabinieri di Vibo Marina è stato Francesco Vatano, pescatore 46enne di Vibo Marina, che, nelle prime ore di sabato, è stato sorpreso dagli uomini dell’Arma mentre, a bordo della propria auto dotata di altoparlanti e microfono, stava tranquillamente gironzolando per le frazioni del capoluogo bandendo il pesce posto in bella mostra nel cofano del proprio mezzo.<br />
I Carabinieri appena hanno fermato l’uomo hanno immediatamente avvertito l’odore nauseabondo proveniente dai 35 kg. di prodotti ittici lasciati all’aria aperta senza alcuno strumento di protezione e letteralmente invasi dai parassiti.<br />
Immediata è stata la richiesta di intervento indirizzata alle autorità sanitarie cittadine che hanno decretato l’inidoneità al consumo umano degli alimenti e la necessità di provvedere alla loro immediata eliminazione.<br />
L’uomo è stato quindi immediatamente dichiarato in arresto con l’accusa di commercio di sostanze alimentari nocive, mentre il pesce rinvenuto è stato distrutto.<br />
Quello di oggi è l’ennesimo caso di pescatori intenti a vendere illegalmente prodotti ittici privi di qualsiasi certificazione sanitaria e conservati in condizioni a dir poco incredibili. Pratica che sta venendo giornalmente contrastata con mirati servizi da parte degli uomini dell’arma che, negli ultimi mesi, hanno già arrestato numerosi improvvisati imprenditori del settore.</p>
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		<title>Maltempo: frane anche in Calabria, stato di calamità nel Messinese</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 15:27:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VIBO VALENTIA 16 Febbraio 2010 &#8211; Il sindaco di Maierato, nel Vibonese, lo ha definito lo lo scenario &#8220;apocalittico&#8221; mentre è in corso l&#8217;evacuazione dei 2.300 abitanti dopo che ieri un intero costone della montagna, a ridosso del centro è franato mettendo in pericolo molte abitazioni. La decisione è stata presa a scopo precauzionale. Gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VIBO VALENTIA 16 Febbraio 2010 &#8211;  Il sindaco di Maierato, nel Vibonese, lo ha definito lo lo scenario &#8220;apocalittico&#8221; mentre è in corso l&#8217;evacuazione dei 2.300 abitanti dopo che ieri un intero costone della montagna, a ridosso del centro è franato mettendo in pericolo molte abitazioni. La decisione è stata presa a scopo precauzionale. Gli sfollati saranno sistemati nella scuola di polizia e nel palazzetto dello sport di Vibo Valentia. Mancano acqua, energia elettrica e riscaldamento. In mattinata sopralluogo della Commissione nazionale grandi rischi. Intanto è ancora emergenza, per frane e smottamenti a Catanzaro e Cosenza.<br />
Intanto continua l&#8217;evacuazione degli abitanti di San Fratello, il piccolo centro colpito da una frana, nel Messinese. Le persone sono in coda davanti a un pulmino dei vigili del fuoco per l&#8217;autorizzazione ad entrare nelle case inserite nella cosiddetta &#8220;zona rossa&#8221;, quella più a rischio, per prelevare oggetti e indumenti. Sono circa 2000 gli sfollati. Sgomberata anche la chiesa e gli alloggi popolari. Un precedente analogo nel 1922, quando una frana distrusse il paese. Intanto la Giunta regionale siciliana ha deliberato lo stato di calamità per il paese e per parte del Palermitano.</p>
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		<title>Vibo Valentia: tentano di occupare casa, arrestati dai Carabinieri</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 01:30:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Antonella Serafini VIBO VALENTIA 27 Gennaio 2010 &#8211; Nuovo successo dei Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia. comandata dal Cap. Stefano Di Paolo. Questa notte i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della città, in collaborazione con i loro colleghi delle Stazioni di Pizzo e Cessaniti, hanno infatti arrestato due giovani italiani con l’accusa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <em>Antonella Serafini</em></p>
<p>VIBO VALENTIA 27 Gennaio 2010 &#8211; Nuovo successo dei Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia. comandata dal Cap. Stefano Di Paolo. Questa notte i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della città, in collaborazione con i loro colleghi delle Stazioni di Pizzo e Cessaniti, hanno infatti arrestato due giovani italiani con l’accusa di tentata violazione di domicilio in concorso.<br />
I militari dell’Arma li hanno sorpresi a Pizzo mentre, intorno all’una di questa notte, i due giovani, Emanuele Bonaccurso di 27 anni e Leonardo Calfapietra di 37 anni pregiudicato, già noto alle forze dell’ordine, hanno tentato di entrare in un’abitazione popolare aterp, temporaneamente non abitata poiché l’assegnataria si trova al nord Italia per delle cure mediche, per poi occuparla.<br />
Grimaldelli, giraviti e nuova serratura con tanto di cilindretto e chiavi. Questi, inoltre, gli oggetti che sono stati rinvenuti, e successivamente sequestrati, dai militari dell’Arma, in possesso dei giovani al momento della cattura. Tutto l’occorrente per una vera e propria occupazione dell’immobile. La giornata di ieri è stata caratterizzata dalla pioggia e dal freddo che, accompagnati alla tarda ora della notte, avrebbe garantito ai due giovani di essere al riparo da occhi indiscreti.<br />
Purtroppo per loro questi elementi non sono bastati per compiere l’obiettivo, perché in una notte deserta, oltre a loro, vi erano in giro anche gli uomini del Radiomobile dei Carabinieri di Vibo Valentia e delle Stazione di Pizzo e Cessaniti che stavano controllando a tappeto il territorio nipitino. E così, i militari dell’Arma, avendo notato i soggetti con fare sospetto vicino alla porta d’ingresso dell’abitazione, nel mentre la stavano già forzando e cercando di aprire, si sono immediatamente lanciati verso gli stessi, che hanno provato una fuga a piedi. Fuga durata soltanto pochi secondi poiché gli uomini della Benemerita li hanno chiusi in trappola ed immobilizzandoli.<br />
I giovani, sorpresi dalla fulminea azione dei militari che sono piombati loro addosso, non hanno potuto fare altro che ammettere le proprie responsabilità ed accettare di buon grado di essere dichiarati in arresto.<br />
Adesso, dopo le formalità di rito, i due si trovano rinchiusi nel carcere del capoluogo, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.<br />
Quest’ultima operazione non fa che confermare come sia forte la presenza dell’Arma nel territorio ed è esempio di quanto sia professionale e costante l’attività svolta quotidianamente dai militari della Benemerita che nostante le avverse condizioni metereologiche di questi giorni ed il freddo pungente della notte non hanno minimamente allentato il controllo sul territorio continuando costantemente nella loro opera di tutela dei cittadini.</p>
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		<title>Vibo Valentia: ispettore del lavoro arrestato per truffa</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 00:39:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[VIBO VALENTIA 21 gennaio 2010 &#8211; Truffa, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale e danneggiamento, con queste accuse martedi&#8217; 19 gennaio i militari della Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia, al comando del Cap. Stefano Di Paolo, hanno arrestato in flagranza di reato Andrea Gambardella, Ispettore presso l’Ufficio provinciale del Lavoro di Vibo Valentia. La vicenda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VIBO VALENTIA 21 gennaio 2010 &#8211; Truffa, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale e danneggiamento, con queste accuse martedi&#8217; 19 gennaio i militari della Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia, al comando del Cap. Stefano Di Paolo, hanno arrestato in flagranza di reato Andrea Gambardella, Ispettore presso l’Ufficio provinciale del Lavoro di Vibo Valentia.<br />
La vicenda prende le mosse nel mese di ottobre quando l’auto della dirigente dell’ufficio viene danneggiata con una chiave. Un gesto grave che pare non avere nessun colpevole. Ma i militari della Stazione di Vibo Valentia capiscono subito che il movente è da ricondurre alla sfera lavorativa, qualcosa che è successo tra le mura degli uffici ed ha portato a dare una lezione alla Dirigente.<br />
E così i Carabinieri, con discrezione, avviano una serie di indagini ed appostamenti nei pressi dell’Ufficio del Lavoro per verificare se c’è qualcosa di anomalo.<br />
Non passa molto ed i militari si accorgono del Gambardella.<br />
L’uomo, apparentemente un impiegato modello che arriva sempre tra i primi a lavoro, viene però notato anche uscire pochi minuti dopo aver timbrato il proprio badge magnetico e non per andare a svolgere le proprie mansioni ispettive.<br />
Alcuni servizi di osservazione, svolti senza far sospettare nulla al funzionario ed in cui i Carabinieri si sono mimetizzati tra la folla dell’ora di punta, evidenziano tutti la stessa cosa, l’uomo entra in ufficio prima delle 8, timbra, si trattiene alcuni minuti e poi va tranquillamente a spasso per il centro di Vibo Valentia.<br />
Addirittura i Carabinieri documentano come in un’occasione si rechi in una nota pasticceria della zona e, dopo aver comprato un vassoio di dolci, vada tranquillamente a casa. Oppure, uscito dall’ufficio, si rechi tranquillamente a fare la spesa al supermercato.<br />
Una serie di prove inconfutabili che hanno portato i Carabinieri della Stazione di Vibo Valentia ad intervenire ieri quando lo hanno sorpreso nuovamente, dopo aver timbrato il proprio ingresso, uscire dall’ufficio e farsi la solita passeggiata per le vie cittadine. Al suo rientro, avvenuto dopo le 9 del mattino, l’uomo ha però trovato ad attenderlo gli uomini della Benemerita che lo hanno accompagnato in caserma per verificare la propria posizione.<br />
Non c’è voluto molto ai Carabinieri per verificare come tutte le sue uscite mattutine fossero state tutt’altro che autorizzate e che, quindi, non avesse mai provveduto a riportarle sul proprio badge. Semplicemente il funzionario si assentava dal proprio ufficio confidando che nessuno avrebbe mai effettuato un controllo. Purtroppo per lui non aveva tenuto conto degli uomini della Stazione Carabinieri di Vibo Valentia.<br />
Giunto in caserma si è avuto un nuovo colpo di scena, i militari dell’Arma sono riusciti a rintracciare un testimone che, il giorno del danneggiamento, mediante una telecamera di sicurezza, aveva visto proprio il Gramendola danneggiare l’auto del proprio dirigente, probabilmente a seguito dei vari dissidi che i due avevano da tempo per questioni di lavoro.<br />
Un quadro accusatorio forte e concordante che ha portato i Carabinieri a dichiarare in arresto l’uomo che, dopo gli atti di rito, è stato trasferito ai domiciliari in attesa delle decisioni del giudice.<br />
Un’attività, quella conclusa dagli uomini della Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia, di importanza capitale perché, non solo interessa un fenomeno purtroppo diffuso quale è quello dell’assenteismo, ma  perché riguarda un funzionario preposto proprio a verificare il rispetto delle normative sul lavoro, compresa quella sugli orari.</p>
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		<title>Vibo Valentia: arrestato per discariche abusive</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 17:57:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[VIBO VALENTIA 3 Gennaio 2010 &#8211; Ormai il suo è un nome noto alle cronache della zona, Salvatore Milano, pensionato di 68 anni. I Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, al comando del Cap. Stefano Di Paolo, lo hanno più volte arrestato negli ultimi mesi per la realizzazione di numerose discariche abusive di rifiuti pericolosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VIBO VALENTIA 3 Gennaio 2010 &#8211; Ormai il suo è un nome noto alle cronache della zona, Salvatore Milano, pensionato di 68 anni. I Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, al comando del Cap. Stefano Di Paolo, lo hanno più volte arrestato negli ultimi mesi per la realizzazione di numerose discariche abusive di rifiuti pericolosi ed inquinanti, ultima quella nascosta all’interno di una palazzina di due piani alle porte dell’abitato di Cessaniti.<br />
Insomma un abitué nelle caserme dell’Arma, abitudine che lo aveva portato anche ad essere sottoposto, ormai da qualche tempo, all’obbligo di dimora all’interno del comune del capoluogo.<br />
Evidentemente Milano ha ritenuto la misura  troppo afflittiva ed ha deciso di violarla sistematicamente, allontanandosi a bordo del proprio furgone più volte, diretto ai comuni del circondario in barba a quanto deciso dal giudice.<br />
Una serie di violazioni che non sono sfuggite ai Carabinieri del N.O.R.M. che lo hanno segnalato al Tribunale di Vibo Valentia affinché provvedesse a sostituire la misura impostagli con qualcosa di più vincolante.<br />
E così è stato. I Carabinieri il 1° gennaio hanno quindi aspettato che il Milano si presentasse per firmare come di consueto presso la caserma dell’Arma di Vibo Valentia e gli hanno notificato il provvedimento che lo sottoponeva al regime degli arresti domiciliari.<br />
Quindi, dopo gli atti di rito, l’uomo è stato accompagnato presso la propria abitazione da cui ora dovrà aspettare le decisioni dell’autorità giudiziaria.<br />
Grazie all’attenta azione di controllo del territorio gli uomini dell’Arma sono riusciti a verificare le violazioni dell’uomo, segno evidente di come sia alta l’attenzione dei militari della Benemerita e di come i soggetti sottoposti a misure cautelari siano costantemente monitorati dagli uomini della Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia.</p>
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		<title>Vibo Valentia: storia shock, romeno pestato da italiani, Carabinieri catturano colpevole</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 23:08:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[VIBO VALENTIA 12 Dicembre 2009 &#8211; E&#8217; tutto cominciato nella notte del 18 novembre quando tre persone bussano a casa di un badante rumeno di S. Gregorio di 34 anni. I tre, tutti a volto scoperto, dicono di essere amici del precedente inquilino dell’uomo che pochi giorni prima, a causa dei continui litigi sulla gestione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VIBO VALENTIA 12 Dicembre 2009 &#8211; E&#8217; tutto cominciato nella notte del 18 novembre quando tre persone bussano a casa di un badante rumeno di S. Gregorio di 34 anni. I tre, tutti a volto scoperto, dicono di essere amici del precedente inquilino dell’uomo che pochi giorni prima, a causa dei continui litigi sulla gestione dell’appartamento, era stato cacciato dal badante. Il gruppo, una volta che lo straniero apre la porta, comincia ad insultarlo ed a spintonarlo ed in pochi istanti dalle parole passa ai fatti.<br />
Forti del numero i tre, tutti italiani, immobilizzano la loro vittima e la caricano su un’ auto  dirigendosi verso le campagne intorno all’abitato.<br />
Sono attimi concitatissimi, in cui il rumeno tenta in ogni modo di resistere ma viene sopraffatto e costretto a stare immobile sul sedile posteriore.<br />
Il viaggio dura giusto il tempo di arrivare in un uliveto alle porte del paese e qui la banda fa scendere la propria vittima e comincia il pestaggio.<br />
A turno i tre, forti del numero e di alcuni bastoni che avevano nel portabagagli, infieriscono sul badante, colpendolo anche più volte alla testa.<br />
Una vera e propria spedizione punitiva che vede la vittima in balia dei propri aguzzini per decine di minuti, completamente isolata ed impossibilità a chiedere aiuto a chiunque. Nessuno nella notte sente le sue grida e gli insulti a lui indirizzati dagli italiani. Alla fine il rumeno, ormai allo stremo e terrorizzato al pensiero di poter essere giustiziato dai suoi rapitori, si finge morto sperando che il branco si senta soddisfatto e decida di andarsene. La mossa lo salva, infatti il gruppo, credendolo ormai incapace di reagire, abbassa la guardia giusto il tempo necessario al romeno per fuggire via tra gli alberi ed arrampicarsi su un ulivo, completamente invisibile agli occhi dei suoi persecutori. L’uomo rimane in quella posizione per ore, in attesa che i propri rapitori cessino le ricerche, e solo quando è ormai sicuro che nessuno lo stia ancora aspettando nel buio decine di raggiungere, sanguinante e scosso, l’abitato e chiedere i soccorsi.Viene quindi ricoverato in osservazione presso l’ospedale di Tropea con varie ferite lacero contuse alla testa ed a varie parti del corpo ma, fortunatamente, non corre alcun pericolo di vita e viene giudicato guaribile in 8 giorni. Ed è proprio all’ospedale che i Carabinieri della Stazione di S. Gregorio lo raggiungono per farsi raccontare l’incredibile vicenda. I militari dell’Arma avviano quindi le indagini ricostruendo passo per passo l’assurda storia. Un’indagine che viene svolta in tempi strettissimi e consente di identificare uno degli autori dell’assurdo crimine in Emiliano Lacquaniti, 31enne nullafacente di S. Gregorio ben noto alle forze dell’ordine.<br />
I Carabinieri riescono anche a risalire al movente dell’assurdo gesto, l’italiano è infatti amico del precedente coinquilino della vittima ed il pestaggio sarebbe una rappresaglia per l’allontanamento di quest’ultimo dall’abitazione. Un movente assurdo che solo per un soffio non ha causato conseguenze ben più gravi alla vittima. Avuto il quadro della situazione i militari della Compagnia di Vibo Valentia denunciano immediatamente l’italiano all’autorità giudiziaria con le accuse di sequestro di persona e lesioni personali e ieri, a vero tempo di record, è giunta l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emanata nei confronti dell’uomo dal G.I.P. presso il Tribunale del capoluogo che ha pienamente concordato con l’esito dell’attività di indagine dei Carabinieri.                                      I militari hanno quindi immediatamente avviato le ricerche dell’uomo notificandogli il provvedimento cautelare ed accompagnandolo presso la propria abitazione con il divieto di comunicare con chiunque e con qualsiasi mezzo in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria. Grazie all’impegno dei Carabinieri è stato possibile, in appena 20 giorni, assicurare alla giustizia un pericoloso malvivente che solo per un caso fortuito non ha causato alla propria vittima lesioni ben più consistenti o addirittura la morte, e tutto per uno strano quanto travisato concetto di giustizia.<br />
Ora le indagini degli inquirenti sono volte alla identificazione degli altri complici dell’uomo.</p>
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		<title>Pon Sicurezza: legalità è partecipazione</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 00:28:53 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>BENEVENTO 09 Dicembre 2009 &#8211; Il vice capo della Polizia Nicola Izzo, in qualità di Autorità di gestione Programma operativo nazionale per lo sviluppo del Mezzogiorno d&#8217;Italia (Pon), ha incontrato questo pomeriggio nella prefettura di Benevento il prefetto e i funzionari delle Prefetture di Salerno, Foggia, Brindisi, Vibo Valentia, Crotone, Agrigento e Siracusa.<br />
L&#8217;obiettivo dell&#8217;incontro è discutere insieme il progetto: &#8220;La legalità è partecipazione: i giovani del Sud incontrano il Pon sicurezza&#8221; e ha lo scopo di avvicinare i ragazzi al Programma operativo nazionale per lo sviluppo obiettivo convergenza 2007 &#8211; 2013.<br />
Sono coinvolti nell&#8217;iniziativa 40 studenti delle scuole medie superiori per le 8 provincie interessate. I ragazzi scelti lavoreranno sotto la guida di alcuni docenti individuati come tutor e con l&#8217;aiuto della Segreteria del Pon.<br />
Il progetto darà la possibilità ai giovani di sviluppare la loro creatività realizzando così una proposta d&#8217;intervento per il proprio territorio da finanziare attraverso i fondi del Pon &#8220;Sicurezza&#8221;.</p>
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		<title>Vibo Valentia: sequestrato immobile abusivo</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 18:39:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>VIBO VALENTIA 08 Dicembre 2009 &#8211; Un immobile di 650 metri quadri, già completato nelle strutture portanti, è stato sequestrato a Vena di Ionadi dai carabinieri, che hanno anche denunciato per abusivismo due persone, D.B. e V.G., rispettivamente committente e progettista, che stavano realizzando il fabbricato di quattro piani da adibire ad abitazione. L&#8217;immobile, del valore di 150 mila euro, secondo quanto accertato dai militari, era stato realizzato con evidenti difformità rispetto al progetto presentato alle autorità competenti. In particolare, il piano interrato era del tutto inesistente nel progetto, il solaio era stato realizzato con una pendenza completamente diversa da quella prevista e vi erano, inoltre, sensibili diversità tra il progetto per le fondazioni e quanto effettivamente realizzato.</p>
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		<title>Contrabbando di sigarette: operazione dei Carabinieri</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 19:02:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Antonella Serafini Vibo Valentia lunedì 30 novembre 2009 &#8211; Oltre 1.800 pacchetti di sigarette clandestinamente importati in Italia e padre e figlio finiti in manette. Questo è il risultato dell’ultima operazione dei Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia. Gli uomini della Stazione di Vibo Marina sono entrati in azione ieri poco prima delle 7 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <em>Antonella Serafini</em></p>
<p><a title="cc vibo valentia sequestro sigarette di Avvenimenti Iblei Magazine, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/avvenimentiiblei_magazine/4147279949/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2667/4147279949_8665bfd289_m.jpg" alt="cc vibo valentia sequestro sigarette" hspace="4" width="240" height="180" align="left" /></a> Vibo Valentia lunedì 30 novembre 2009 &#8211; Oltre 1.800 pacchetti di sigarette clandestinamente importati in Italia e padre e figlio finiti in manette. Questo è il risultato dell’ultima operazione dei Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia.</p>
<p>Gli uomini della Stazione di Vibo Marina sono entrati in azione ieri poco prima delle 7 quando, dopo aver circondato un appartamento in località Marinella di Pizzo, hanno fatto irruzione all’interno dell’abitazione di Godosh Hasan di 51 anni,  e di suo figlio Ahmed, 31 anni, entrambi braccianti di nazionalità bulgara ed entrambi già da tempo nell’occhio delle indagini degli uomini della Benemerita.<br />
Appena i due hanno visto gli uomini dell’Arma hanno immediatamente capito che quella non sarebbe stata una domenica come tutte le altre.<br />
Infatti i Carabinieri hanno immediatamente cominciato a perquisire l’abitazione ed hanno scovato un vero e proprio tesoro.<br />
L’intera casa era diventata un centro di stoccaggio per decine di kg di tabacchi lavorati esteri.<br />
Tutti i mobili erano stati stivati sino all’inverosimile di pacchetti di sigarette sia in stecche che sfusi. Addirittura gli armadi erano stracolmi sino all’inverosimile, tanto da costringere gli inquilini ad appendere i propri vestiti alle porte.<br />
Una vera e propria caccia al tesoro che ha impegnato i Carabinieri per ore nel tentativo di raccogliere e catalogare tutto il bottino rinvenuto, il più grande mai scovato nella provincia negli ultimi anni.<br />
Alla fine i militari sono così riusciti a recuperare ben 1865 pacchetti di sigarette delle marche LM e Victory illegalmente introdotti nello Stato e che, nel giro di un paio di giorni, sarebbero stati immessi sul mercato nero e venduti in tutta la provincia.<br />
Un colpo, quello messo a segno dagli uomini dell’Arma, che ha portato i due congiunti in galera con l’accusa di introduzione nello Stato di tabacco lavorato estero di contrabbando, mentre tutto il loro prezioso carico, del valore di oltre 65.000 euro, dopo essere stato repertato e sigillato, sarà distrutto su disposizione della magistratura, alla quale i due dovranno rispondere di quanto loro contestato.<br />
Prosegue quindi a tutto campo l’offensiva degli uomini dell’Arma che, in vista delle vacanze natalizie, stanno battendo palmo a palmo l’intero territorio assestando duri colpi alla criminalità.</p>
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