Vittime

Vittime di mafia e di terrorismo: parificare i diritti

di Rita Guma
(21 novembre 2007)

I diritti dei familiari delle vittime di mafia – una cui rappresentanza si e’ incatenata da sette giorni di fronte alla Prefettura di Palermo per chiedere provvidenze adeguate – sono in questi giorni sotto la lente politica e parlamentare.
La Presidenza del Consiglio ha reso noto due giorni fa di avere allo studio la possibilita’ di adottare gia’ dalla Finanziaria 2008 un trattamento economico di sostegno a questa ‘categoria’.
La previsione – d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze – estenderebbe anche ai parenti delle vittime della mafia e del dovere lo stesso trattamento vitalizio previsto dalla legge per i parenti delle vittime del terrorismo, “così come pressantemente richiesto dalle associazioni e dalla Commissione antimafia”.
Il provvedimento e’ stato gia’ avviato con il riconoscimento, nel decreto collegato alla Finanziaria 2008, di uno stanziamento iniziale di 170 milionidi euro relativi alla cosiddetta ‘speciale elargizione’.
Secondo l’on. Francesco Forgione (SD-SE), presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, “E’ positivo che il Governo riconfermi la sua disponibilità a parificare i trattamenti già con la Finanziaria 2008, in discussione attualmente alla Camera. Ritengo però opportuno che ci sia un atto formale anche delle Camere che riconfermi tempi ed obiettivi, ed inquesto senso ho presentato un ordine del giorno sottoscritto da tutte le forze politiche presenti alla Camera che spero venga accolto da tutti.”
Nel proprio disegno di legge la Commissione Antimafia aveva previsto una totale parificazione, sottolinea Forgione, “e non si capisce perché si sia trovata la copertura solo per alcune forme di sostegno e di riconoscimento e non per tutte. Bisogna dare certezze a quanti vivono una situazione di disagio, riconoscere pari dignità a tutte le vittime, ascoltando le giuste richieste dei familiari.”
Intanto, dopo aver incontrato due giorni fa i parenti delle vittime in protesta a Palermo e promesso un incontro di Giunta per il 21 novembre ed il suo interessamento alla vicenda, oggi il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro (UdC), ha consegnato al premier Romano Prodi una lettera sulla questione in cui parla di “inammissibile classificazione” fra vittime.
Nel frattempo anche l’on. Pieralfonso Fratta Pasini (FI) ha presentato alla Camera un ordine del giorno (fra i 150 contenenti emendamenti alla finaziaria che sono stati discussi oggi e saranno votati domani) nel quale pone “una questione umana”, suggerendo che “dopo la giusta estensione delle previdenze previste per le vittime del dovere alle vittime della mafia, inquesta vengano compresi anche i sindaci e gli amministratori locali vittime di azioni criminose”.
Per il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, “Non è ammissibile alcuna differenza tra le vittime del terrorismo, le vittime della criminalità organizzata e quelle del dovere. Lo Stato ha provveduto finora con leggi successive, ma non può non esserci omogeneità nei trattamenti che ne conseguono – ha dichiarato il titolare del Viminale – Questa deve essere lavolta per concludere il processo in questo senso”.