Wheelies

Wheelies: not only disability.
“Follow the red path to the club!!”

Wheelies Club Quando mi materializzo davanti al Wheelies Club mi accoglie una grande scritta che dice di seguire la linea rossa…. Siamo nella regione di Onnuri e da quasi un anno il Wheelies accoglie visitatori da ogni parte del mondo…
Qui ancora una volta, Second Life con il suo virtuale in 3D ha permesso a due giovani inglesi di realizzare un sogno: si tratta di Simon Stevens e John Dovey, rispettivamente Simon Walsh e Wydle Hazlitt in SL, 33 e 37 anni nella vita reale, della compagnia “Enable Enterprises” che si occupa di consulenze sulle problematiche dei disabili rappresentata da Simon Stevens che, per questa ragione, ha vinto nel 2004 il premio “Community Category of Enterprising Young Brit” che si rivolge ai giovani britannaci che fanno impresa.
Seguendo la linea rossa entriamo in una vasta hall da dove possiamo accedere al club sia attraverso due rampe di scale che con un ascensore perfettamente funzionante.
Simon Stevens ha messo su l’idea di un club in SL quando ha compreso che il Metaverso gli “forniva l’oppurtunità di competere senza le barriere del denaro e della disabilità”, e che si divertiva anche: il tema del club è la disabilità e lo stesso Simon un giovane affetto da paralisi cerebrale.
Troviamo Simon Walsh in un momento di relax nella piscina del club assieme ad una socia dell’organizzazione. L’orario è un pò risicato ma Simon non si scompone troppo e, nonostante siano le 4 di mattina a Londra, ci accoglie in maniera calorosa ed accetta di buon grado di essere intervistato. Simon Walsh “Un anno di vita di Wheelies – ci dice Simon – abbiamo avuto più pubblicità di quanto mai avessi potuto immaginare: all’inizio sembrava un gioco perché qui in second life tutti aprivano il loro club e così feci pure io, non potendo inizialmente realizzare l’impatto che questo club avrebbe avuto”.
Simon Walsh dice di non essere diventato famoso, nonostante sia di continuo invitato dai network sia in sl che in rl.. “ma guadagno dei soldi anche qui dentro – aggiunge scherzando – e questo mi rende felice”.
Certo non di solo denaro si tratta, tutt’altro!
Il Wheelies Club, infatti, coi suoi 500 soci e 2000 visitatori a maggio dalla sua apertura nel settembre 2006, si sta ponendo all’attenzione della comunità virtuale e non come un magnifico esperimento di abbattimento di barriere non solo architettoniche portando all’attenzione le problematiche della disabilità all’interno di un mondo dove questa viene comunque, per molti aspetti, azzerata.
“Sì, di problemi in SL ce ne sono ovviamente – spiega Walsh – tra di essi la mancanza di rampe, i contrasti di colore. Inoltre sono necessari un software per il testo parlato, una miglior modifica delle finestre e dei colori”. Wheelies Club E la voce? “No, io sono contro Voice – aggiunge – rovina Second Life in maniera totale.. per esempio nel mio caso: io ho dei problemi di linguaggio e di parola ed in più il Club sorge in area protetta.. inoltre non sono d’accordo nel rivelare il proprio genere o l’età in world attraverso la voce”.
Ma è ottimista sul futuro di Second Life: “Credo si andrà a sviluppare nella direzione dei meeting e delle conferenze e che saranno creati dei tool per rendere questo scorrevole e senza intoppi. E poi continuerà lo shopping con possibilità di acquistare non solo dentro sl ma anche da sl in rl. Insomma, un futuro senza barriere!”.
E il futuro di Wheelies? “Lo vedo svilupparsi attraverso nuovi progetti, training, ebay shop e… vedo un wheelies Londra, un wheelies Roma, come un hard rock café, e che possa rendere “cool” la disabilità… e poi – continua – talvolta penso selvaggio e allora vedo capi d’abbigliamento col marchio “wheelies”, una stazione radio e… bé ci stiamo lavorando!”.
Come ha detto John Dovey, costruttore e manager del sito: “Le possibilità sono infinite con Second Life e questo club lo dimostra”.